|
||||
|
||||
| Alcune riflessioni su adozione e eterologa - di Angelo Gabriele Aiello | ||||
|
ALCUNE RIFLESSIONI SU ADOZIONE ED ETEROLOGA La cosa che più colpisce quando si sente parlare di adozione è che questa viene indicata quale alternativa alla procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. L’adozione è in realtà una forma di genitorialità nella quale il padre e la madre che adottano non sono genitori biologici. Negli anni la legislazione sulla famiglia si è sforzata nell’obbiettivo di riconoscere ai figli adottivi gli stessi diritti dei figli biologici. Ma quale è la differenza tra chi adotta bambini già prodotti da altri e chi invece chiede di adottare gameti? Sul piano legale nessuna, i figli in quanto tali hanno eguali diritti e assumono il cognome del padre. Il problema sarebbe di carattere etico? Ma quale etica è migliore? Adottare è un atto di amore che si risolve in un tacito e apprezzabile mutuo soccorso tra il bambino da adottare e i genitori che adottano: L’adottabile è nella condizione di chiedere un solido soccorso e la coppia che cerca un figlio attraverso questo istituto ripara a una situazione di infertilità. Tutto ciò non solo è un bene della solidarietà umana, ma è anche una questione che andrà esaurendosi con il crescere del benessere e della cultura. Va ricordato a questo proposito quello che è accaduto con la catastrofe naturale che ha colpito il l’estremo oriente e che comunemente porta il nome di tsunami, alla richiesta notevole e pressante di adozione internazionale, quei paesi uniti hanno deciso che nessun bambino uscisse adottato verso l’occidente. Poi esiste unproblema morale che non va sottovalutato, per essere in condizione di adozione generalmente occorre essere abbandonato dai genitori biologici. Nella pratica dell’eterologa si fa strada il principio diverso e importante di richiedere o adottare bambini che sono desiderati e che senza quel desiderio non vedrebbero mai la luce. Che dire di una morale che predica l’amore e non riesce a vedere al di la dei propri gameti? Ma non è l’uomo con i suoi sentimenti e la sua cultura che determina i livelli affettivi e relazionali? Ma se non si accetta l’eterologa come si può accettare che uomini e donne vedovi con figli, uomini e donne divorziati con figli si riaccoppiano e formano famiglie? Avete mai insinuato a una di queste coppie che la sua nuova condizione è di tipo eterologa? Che il figlio della sua nuova moglie è stato concepito grazie al seme del suo ex marito o compagno? Ma ci rendiamo conto che vietare l’eterologa equivale ad una vera e propria premessa per mettere fuori legge le famiglie che definiamo miste? L’attaccamento alla propria identità biologica è un grave limite allo sviluppo delle relazioni e della solidarietà della specie umana. Ridurre tutto al proprio sangue rappresenta un pensare arcaico e antiquato che mette in discussione lo stesso progresso della specie. Dare piena leggittimazione alla pratica di fecondazione assistita di tipo eterologa significa aprire spazi di leggittimità a situazioni che per amore o per necessità hanno loscopo di tramandare la vita e far progredire il mondo. Angelo Gabriele Aiello |
||||
|
||||