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Articolo apparso su "La Repubblica" del 7 agosto 2004

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Sono solo cinquemila in città le adesioni al referendum abrogativo della nuova legge
Fecondazione assistita, appello a firmare


SOLO 5mila firme a Bologna per il referendum abrogativo della legge sulla procreazione assistita. E gli esponenti dei Radicali, dei ds, Italia dei valori, Cgil e Comunisti italiani lanciano un appello: entro il 20 settembre è ne-. cessano arrivare a 500 mila firme per poter proporre il referendum per la primavera prossima.
"A Bologna - dice Ivana Sandoni della Cgil - i moduli si trovano all'Urp del Comune e si possono riempire dal lunedì al giovedì dalle 8,30 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 17- II venerdì, invece, solo dalle 8,30 alle 13". Da lunedì prossimo al 18 agosto, però, lo stesso ufficio sarà aperto solo al mattino. I moduli sì trovano anche negli uffici Urp o nelle segreterie dei Comuni della provincia con meno di 5 mila abitanti.
Il comitato per il referendum, creato il due agosto scorso, raccoglie diverse realtà, partiti politici, rappresentanti del mondo associazionistico e scientifico. "Ed è questa - dice Serafino D'Onofrio, consigliere comunale dell'Italia dei Valori - la nostra forza". Nel campo della fecondazione assistita, tra l'altro, Bologna ha una certa importanza. "Oltre all'ospedale Sant'Orsola - dice ancora D'Onofrio - ci, sono tre centri privati che si occupavano finora di fecondazione assistita, e una stima approssimativa parla di 4 mila famiglie l'anno che vengono in città per sottoporsi ai trattamenti, senza contare le lunghe liste d'attesa. Poi c'è la questione dei pernottamenti dei parenti dei pazienti: sono circa 8-10 mila l'anno".