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Articolo apparso su "il Domani" del 13 dicembre 2004

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Stasera presentazione del libro a Palazzo d'Acursio
"Diario dal Cile 1973-2003" A Santiago quell'11 settembre
di Paolo Hutter


A Santiago del Cile, nella soleggiata mattina del 15 settembre 1973 quattro giorni dopo il colpo di Stato, un ragazzo italiano frustrato e innervosito dall'impotenza forzata del coprifuoco decide di darsi da fare, di tentare contatti e interviste con i dirìgenti della sinistra abbattuta dai militari. Si ricorda l'indirizzo del militante socialista Fernando Polle, nelle 'borghesi' Torres Sanborja, non si rende conto degli agenti in borghese ali' ingresso e capita proprio nel momento in cui lo stanno arrestando. Il sottufficiale dei Carabineros ordina al ragazzo italiano di seguirli. "Voglio parlare con la mia ambasciata", "Dopo. dopo, adesso tenga le mani alzate evenga con noi". Gli arrestati vengono sbattuti faccia a terra su un pullman carico di altri rastrellati e fatti scendere allo stadio nacional, trasformato in campo di concentramento. Ero io quello studente ventenne torinese ed è così che sono diventato prima un mezzo 'desaparecÌdo' poi m mezzo 'eroe per caso, e comunque un testìmone privilegiato. Sono stato l'unico ragazzo capitalo dall'Italia e rimasto in Cile tra l'agosto e l'ottobre del 73, cioè tra le ultime giornate del governo di Unidad Popular-mentre lo scontro tra la sinistra e la destra si manifestava in tutta forza e libertà - e le prime giornate della controrivoluzione, della dittatura e del terrore. In "Diario dal Cile 1973-2003" ho raccolto la mia doppia esperienza cilena, quella di giovanissimo turista politico e aspirante giornalista che si trova a Santiago negli ultimi giorni di Unidad Popular e viene arrestato dopo il colpo di stato.e quell del 'reduce' che torna per la prima volta nella capitale cilena nel trentennale dell'11settembre. Il Saggiatore mi ha dato fiducia, e insieme abbiamo trovato attualissimi i resoconti che avevo scritto allora per Lotta Contìnua. La curiosità per l'esperienza cilena e il caso mi hanno fatto essere, trentuno anni fa, testimone singolare e quasi vittima di quei drammatici fatti. Avevo appuntamento al palazzo presidenziale della Moneda alle 15 dell'11 settembre per ottenere l'accredito stampa. Ma già alle otto di quel mattino avevamo capito che tutto stava cambiando. poi dopo pochi giorni vengo arrestato in una specie di retata e rimango tre settimane nello stadio nazionale. I ricordi scritti freschi allora, quelli più lontani aggiunti oggi, non sono tanto una denuncia della durezza della repressione militare. Sono una testimonianza 'dal basso ' di come si viveva e si ragionava in un conflitto sociale e ideale fortissimo, e di come e perché l'Italia si è sentita ila così vicina al Cile negli ultimi mesi del '73. D'altra parte non avrei proposto oggi un libro solo sul '73, successivamente non ci fosse stato il ritorno, il contatto col Cile di oggi. Mi permetto di citare dalla recensione che forse ho più apprezzato, quella di Maurizio Bartocci su Le Monde Diplomatique "Trent'anni dopo. Paolo Hutter toma nel Cile che all'improvviso non è più solo il teatro di un dramma o un rompicapo storico, ne il paese in cui ho sognato per anni di trovarmi senza volerlo, È qualche scampolo grazioso nella metropoli che sta giusto sotto le Ande ancor più di guanto Torino non stia sotto le Alpi", e con uno sguardo diverso e dal basso e il desiderio di raccogliere testimonianze sulle problematiche ecologiche, sui diritti dei gay e sul recupero della memoria, compone questo doppio diario di viaggio, "in parte di avventure giovanili", come afferma Jaime Riera Rehern nell'introduzione, "però assolutamente consapevole dell'importanza storica degli eventi che racconta". Ed è attraverso le microstorie di nomi che non dicono niente a nessuno, come Quello di Carlos Daniel che fa il cuoco, o di Cristian Soto, teatrante concepito durante il coprifuoco", o di Hernan "giovane artista disoccupato e astensionista" o di Rolando Jiménez, "attivista gay che Hutter tratteggia sapientemente una fittissima trama di sguardi, ricordi e sensazioni che spingono il lettore a cercare Quel che c'è oltre". "Oltre il 2003 ci sono anche le ultime notizie dal Cile, che parlano del crollo delle ultime difese postume del pinochetismo e dello spostamento a sinistra della opinione pubblica. Se ne parlerà stasera alle 20.30 a Palazzo d'Accursio.