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Stasera presentazione del libro a Palazzo d'Acursio
"Diario dal Cile 1973-2003" A Santiago quell'11 settembre
di Paolo Hutter
A Santiago del Cile, nella soleggiata mattina del 15 settembre 1973 quattro
giorni dopo il colpo di Stato, un ragazzo italiano frustrato e innervosito
dall'impotenza forzata del coprifuoco decide di darsi da fare, di tentare
contatti e interviste con i dirìgenti della sinistra abbattuta dai militari.
Si ricorda l'indirizzo del militante socialista Fernando Polle, nelle
'borghesi' Torres Sanborja, non si rende conto degli agenti in borghese ali'
ingresso e capita proprio nel momento in cui lo stanno arrestando. Il
sottufficiale dei Carabineros ordina al ragazzo italiano di seguirli. "Voglio
parlare con la mia ambasciata", "Dopo. dopo, adesso tenga le mani alzate
evenga con noi". Gli arrestati vengono sbattuti faccia a terra su un pullman
carico di altri rastrellati e fatti scendere allo stadio nacional, trasformato
in campo di concentramento. Ero io quello studente ventenne torinese ed è così
che sono diventato prima un mezzo 'desaparecÌdo' poi m mezzo 'eroe per caso, e
comunque un testìmone privilegiato. Sono stato l'unico ragazzo capitalo
dall'Italia e rimasto in Cile tra l'agosto e l'ottobre del 73, cioè tra le
ultime giornate del governo di Unidad Popular-mentre lo scontro tra la
sinistra e la destra si manifestava in tutta forza e libertà - e le prime
giornate della controrivoluzione, della dittatura e del terrore. In "Diario
dal Cile 1973-2003" ho raccolto la mia doppia esperienza cilena, quella di
giovanissimo turista politico e aspirante giornalista che si trova a Santiago
negli ultimi giorni di Unidad Popular e viene arrestato dopo il colpo di
stato.e quell del 'reduce' che torna per la prima volta nella capitale cilena
nel trentennale dell'11settembre. Il Saggiatore mi ha dato fiducia, e insieme
abbiamo trovato attualissimi i resoconti che avevo scritto allora per Lotta
Contìnua. La curiosità per l'esperienza cilena e il caso mi hanno fatto
essere, trentuno anni fa, testimone singolare e quasi vittima di quei
drammatici fatti. Avevo appuntamento al palazzo presidenziale della Moneda
alle 15 dell'11 settembre per ottenere l'accredito stampa. Ma già alle otto di
quel mattino avevamo capito che tutto stava cambiando. poi dopo pochi giorni
vengo arrestato in una specie di retata e rimango tre settimane nello stadio
nazionale. I ricordi scritti freschi allora, quelli più lontani aggiunti oggi,
non sono tanto una denuncia della durezza della repressione militare. Sono una
testimonianza 'dal basso ' di come si viveva e si ragionava in un conflitto
sociale e ideale fortissimo, e di come e perché l'Italia si è sentita ila così
vicina al Cile negli ultimi mesi del '73. D'altra parte non avrei proposto
oggi un libro solo sul '73, successivamente non ci fosse stato il ritorno, il
contatto col Cile di oggi. Mi permetto di citare dalla recensione che forse ho
più apprezzato, quella di Maurizio Bartocci su Le Monde Diplomatique "Trent'anni
dopo. Paolo Hutter toma nel Cile che all'improvviso non è più solo il teatro
di un dramma o un rompicapo storico, ne il paese in cui ho sognato per anni di
trovarmi senza volerlo, È qualche scampolo grazioso nella metropoli che sta
giusto sotto le Ande ancor più di guanto Torino non stia sotto le Alpi", e con
uno sguardo diverso e dal basso e il desiderio di raccogliere testimonianze
sulle problematiche ecologiche, sui diritti dei gay e sul recupero della
memoria, compone questo doppio diario di viaggio, "in parte di avventure
giovanili", come afferma Jaime Riera Rehern nell'introduzione, "però
assolutamente consapevole dell'importanza storica degli eventi che racconta".
Ed è attraverso le microstorie di nomi che non dicono niente a nessuno, come
Quello di Carlos Daniel che fa il cuoco, o di Cristian Soto, teatrante
concepito durante il coprifuoco", o di Hernan "giovane artista disoccupato e
astensionista" o di Rolando Jiménez, "attivista gay che Hutter tratteggia
sapientemente una fittissima trama di sguardi, ricordi e sensazioni che
spingono il lettore a cercare Quel che c'è oltre". "Oltre il 2003 ci sono
anche le ultime notizie dal Cile, che parlano del crollo delle ultime difese
postume del pinochetismo e dello spostamento a sinistra della opinione
pubblica. Se ne parlerà stasera alle 20.30 a Palazzo d'Accursio.