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Conferenza Stampa del 2 ottobre 2004

 

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CONFERENZA STAMPA

SABATO 2 OTTOBRE 04 ore 11,30
SALA SAVONUZZI DI PALAZZO D'ACCURSIO




Edoardo Schiazza Coordinatore Provinciale dell'Area Occhetto
Serafino D'Onofrio Presidente del Gruppo Consiliare

Presentano le idee e le proposte del " CANTIERE " sulle Linee Programmatiche per il mandato amministrativo 2004 - 2009.

Intervengono :

§ Angelo Aiello dell' "Unione Italiana Ciechi"
§ Giacomo Todaro dell' "Associazione Universitaria Apertamente"
§ Massimiliano Pispico dell' "Unione Inquilini di Bologna"
§ Alessandra Sciarrino del "Comitato della Lista Unica e le Primarie del Nuovo Ulivo"

Carta di intenti del " Cantiere "
per la ricostruzione della Sinistra e della Democrazia.


Con questa carta di intenti i sottoscritti intendono dar vita ad una associazione di ricerca e di iniziativa politica per la ricostruzione della democrazia e della sinistra. L'esigenza di una iniziativa che si proponga di ripensare le categorie di fondo dell'interpretazione della realtà e dell'agire politico, nasce dalla constatazione della grave crisi in cui versa ogni visione che voglia essere autonoma rispetto al dominante pensiero unico monetarista.
L'esigenza di ricerca non può tuttavia essere disgiunta dall'immediato impegno politico, reso impellente dalle gravi minacce di catastrofi umanitarie, ambientali e di guerra che incombono sul nostro pianeta.

Il "Cantiere" nasce per raccogliere tutte le forze interessate a costruire una nuova prospettiva per la comprensione del mondo contemporaneo e dei suoi destini. E per contribuire - con le forze che riuscirà a organizzare - alla crescita di una visione alternativa della lotta democratica, dell'organizzazione dei cittadini, di un nuovo modo di vivere, di produrre e di consumare.

In Italia la politica si è rotta, è profondamente malata. La gran parte della gente, una parte vasta del popolo della sinistra ha compreso che essa è ormai ferma in un pantano. La cosa più preoccupante è che il pantano sembra estendersi a tutti e due i poli contrapposti. Si insinua, con le sue acque stagnanti, negli anfratti di tutta la nostra vita politica.

Occorre uscire al più presto da questo pantano, evitando di rimanervi inghiottiti. Questo è l' imperativo del momento. Si rende necessaria una specie di " primum vivere " della politica, di quella vera, di quella alta, che inizia e finisce con l'idea centrale del Progetto, e che pone al suo centro i cittadini.

Si impone una rinnovata concezione della vita politica organizzata, una visione per grandi aree formate da movimenti, singole personalità, partiti riformati, associazioni, al cui centro si collochi, non il partito guida della coalizione, ma il Progetto in continua trasformazione ed elaborazione.

Oggi quello stesso tema, posto all'indomani della "svolta" dell'89, richiede nuovi interlocutori al di fuori dei partiti, siano essi riformisti o radicali, laici o cattolici ; richiede una contaminazione con soggetti inediti della politica, che non sono immediatamente di sinistra, nel senso classico del termine.

Per avviare questo processo con un certo successo occorre fare scoccare una scintilla, aprire delle linee di comunicazione tra società civile e rappresentanza politica.

Nostro compito sarà quello di dare visibilità politica a programmatica ad una sinistra capace di parlare ad una più ampia area democratica che non è riducibile alla sinistra tradizionale, e che opera e cresca all'interno della società civile, dei movimenti e dell'associazionismo.

La sinistra non è la risposta, è il problema: occorre ritornare ai fondamenti dell'idea stessa di sinistra e di democrazia.

Accanto ai partiti e per la loro riforma devono vivere luoghi che si pongono come un servizio democratico che fornisce i terreni di confronto, apre tavoli programmatici, suscita e coordina iniziative.

E' questo l'angolo visuale che noi proponiamo per una lettura " Associativa " del documento sulle Linee Programmatiche per il mandato amministrativo 2004 - 2009.

PARTECIPAZIONE ATTIVA



· Strumento di partecipazione attiva tramite l'introduzione delle primarie aperte per tutte le cariche elettive monocratiche utili alla scelta, alla conoscenza e elezione di buoni amministratori.
· Condividiamo la definizione di cittadino che il Sindaco specifica nel documento sulle linee programmatiche per il mandato amministrativo ed in particolare nella definizione di " giudice quotidiano dell'operato dell'intero sistema di governo cittadino ".
· Vogliamo un rilancio effettivo dello strumento dei Quartieri come luogo di partecipazione dei cittadini e di decentramento dei poteri amministrativi.
· Proponiamo di riorganizzare per temi e argomenti delle associazioni iscritte alle Libere Forme Associative e ne proponiamo la valorizzazione nei processi consultivi e decisionali.






CASA DELLE ASSOCIAZIONI




Le associazioni bolognese sono moltissime. Molte di queste, giovani o vecchissime, hanno bellissimi progetti e pochissimi mezzi.
Si riuniscono nel salotto del presidente e sono ignorate dalle Istituzioni e dai mezzi di comunicazione. La proposta prevede la scelta di un luogo in cui si sviluppano attività di servizio e di incontro delle associazioni bolognesi, senza sigle, etichette e divisioni. Un luogo che raccolga e metta in rete la grande ricchezza sociale che l'azione di migliaia di cittadini produce per la cultura, lo sport, l'impegno civile e la solidarietà.

Una sede unica dell'Amministrazione Comunale per gestire e programmare:

· l'uso periodico delle sale cittadine a costi agevolati
· l'edizione di un calendario generale con la programmazione delle iniziative delle associazioni
· la banca del tempo, con scambi di prodotti, competenze e servizi fra le associazioni
· la formazione e l'aggiornamento dei dirigenti delle associazioni
· la consulenza nella redazione dei bilanci e nelle iniziative spettacolari ed editoriali con attività contabili ed adempimenti fiscali
· la disponibilità di apparecchiature e tecnologie (video/fotografiche, musicali e di amplificazione) per le necessità delle associazioni
· l'uso comune di reti e sistemi informatici, l'accesso ad internet e la realizzazione di siti di ciascuna associazione
· un call center per l'attività di segretariato, di informazione e di coordinamento delle iniziative.



UNA CITTA' PER TUTTI



LE BARRIERE

Oltre a tutte le questioni che fanno parte del patrimonio politico e culturale delle forze che si richiamano al centro - sinistra, presentiamo una proposta.
Occorre nella città, come richiesto dalle associazioni dei portatori di handicap ( F.A.N.D. ), una responsabilità che vigili sulle delibere del Comune e della Provincia affinchè gli atti emanati dagli assessorati non contengano barriere architettoniche o discriminazioni socio - culturali.
Spesso si verifica che nell'attuazione delle politiche scolastiche, socio - sanitarie e produttive chi delibera dimentichi le fasce più deboli della società.
Un esempio: IL CAR SHARING
Attualmente la possibilità di accedere al servizio è riservata esclusivamente agli intestatari di patente di guida. In tal modo, i disabili non patentati, che ricorrono ad accompagnatori differenti, non possono accedere al servizio che, talvolta, è più conveniente del taxi. E' necessario che diritto venga riconosciuto al disabile la possibilità di ottenere un abbonamento a proprio nome, utilizzando diversi accompagnatori patentati.




BOLOGNA CITTA' DEGLI STUDENTI





Desideriamo che Bologna divenga città per gli studenti e città per i lavoratori, e torni ad essere la città della cultura e delle buone ed efficienti amministrazioni.

La nostra cultura dipende, in maniera direttamente proporzionale, dalla cultura dell'ambiente in cui viviamo. E' necessario sviluppare maggiori meccanismi di garanzia per quella vasta fascia della popolazione bolognese che sono gli studenti universitari, in primis gli studenti - lavoratori, fattore qualificante per tutta la città e punta di diamante dello sviluppo umano e culturale.

Gli studenti non possono essere considerati meri "clienti" di un'azienda chiamata "Alma Mater Studiorum": gli oltre 70.000 studenti a Bologna, la cui metà sono fuori sede, sono cittadini alla pari di tutti gli altri e debbono essere sempre considerati nelle azioni della giunta comunale.
La stessa zona universitaria non potrà essere più considerata come "un mondo a parte".

Auspichiamo, perciò, che la nuova giunta del Sindaco Cofferati non si limiti al prolungamento degli orari di apertura delle biblioteche comunali e di quartiere, ma si assuma anche l'impegno di permettere l'apertura serale di alcune biblioteche della zona universitaria:

· Chiediamo al Sindaco Cofferati di riaprire il tavolo di lavoro Comune - Università, cessato nel 1999 con l'insediamento della giunta Guazzaloca;
· Proponiamo che, nell'ambito di quel tavolo, il Comune riprenda in considerazione il progetto di apertura serale di alcune biblioteche della zona universitaria, progetto che aveva individuato tre biblioteche idonee per tale fine (Biblioteca "W. Bigiavi" di via Belle Arti, Biblioteca di Discipline Umanistiche di via Zamboni 36 e la Biblioteca dell'Istituto Giuridico "Cicu").

CASA


· Dopo il fallimento della legge 431/98, è necessaria un'attività di informazione capillare per la stipula dei contratti di locazione a canone concordato, dando informazione sui conseguenti sgravi fiscali previsti.
· Inattuabilità del "canale libero" per la contraddizione fra costi/affitto elevatissimi e stipendi contenuti.
· Potenziamento ed utilizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
· L'edilizia residenziale pubblica soddisfa soltanto il 7% delle richieste abitative presentate. E' necessario un impegno del Comune di Bologna, insieme ad ACER, per una deburocratizzazione ed uno snellimento delle procedure di assegnazione degli alloggi pubblici ed una riforma dei criteri di ammissione ai bandi di assegnazione, che tenga conto delle nuove situazioni sociali. Oggi si registra un forte aumento dei single, di separati e divorziati, massiccia immigrazione, impoverimento delle famiglie ed impossibilità delle giovani coppie di accedere al mercato dell'affitto, popolazione anziana, nuovi poveri e famiglia monoreddito.




MANIFATTURA DELLE ARTI


Oggi pomeriggio i cittadini parteciperanno ad una manifestazione per difendere un bene unico: il parco all'interno dell' ex Manifattura Tabacchi, che rappresenta un polmone verde per tutta la città.
I cittadini rifiutano il parcheggio sotterraneo a rotazione che veicolerebbe nell'area, a prevalente vocazione pedonale, 3.500 auto al giorno nella sola via del Rondone.
Un'opera estranea alla destinazione artistica dell'Area ( Cineteca, DMS, Galleria di Arte Moderna e Scienze della Comunicazione) per la quale, in primavera, è stata fatta da uffici dello stesso Comune un'affrettata Valutazione Impatto Ambientale, che anche il Consiglio del Quartiere Porto ha messo in discussione.

A partire dal problema del parcheggio sotterraneo intendiamo sostenere le attività di riqualificazione, valorizzazione e salvaguardia l'area della ex Manifattura Tabacchi attraverso il rilancio della partecipazione civica dei cittadini, convogliando risorse di soggetti pubblici e privati, destinandole ad attività ludiche, ricreative, culturali e di riappropriazione del territorio.

A questo proposito accogliamo con favore l'intenzione espressa nel documento, di valorizzare l'esperienza degli Assistenti Civici rimodulandone le competenze e gli interventi.

Ribadiamo che le numerose e qualificatissime istituzioni culturali presenti devono dialogare con le Associazioni espressione del territorio e a tal proposito si propone la costituzione di un soggetto ad hoc, sia esso Coordinamento, Consorzio, Fondazione che abbia nelle proprie finalità l'esclusiva valorizzazione dell'interno comparto della manifattura delle Arti.


E' questa una di quelle aree nelle quali è possibile la sperimentazione di isole pedonali previste nel documento programmatico posto all'attenzione della cittadinanza dal Sindaco di Bologna.




TRASPORTI


· Un binario dedicato al collegamento diretto Stazione - Fiera.
· E' possibile un buon servizio, mirato, di massa e senza rotture di traffico, effettuato con treni instradati direttamente nella fermata Fiera dalle varie linee confluenti a Bologna.
· Una buona occasione per trasferire dalla gomma al ferro un'alta percentuale di visitatori.
· Non è una proposta nuova ma una buona idea accantonata, che può coesistere con il progetto di collegamento metropolitano.
· Soltanto 900 metri di binario da realizzare (quello attuale è già sovrautilizzato e non consentirebbe aumenti di traffico) con una spesa di SOLI 15 MILA EURO.
· Senza dover espropriare aree, trasportando 900/1000 persone sedute per treno, in un tempo di 5 minuti fino all'ingresso fiera di via Michelino, con anche 10 treni-navetta all'ora (nelle ore di punta di entrata ed uscita dalle manifestazioni fieristiche).