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Articolo apparso su "Il Domani" del 19 settembre 2004

 

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Il consigliere D'Onofrio rilancia l'idea "insabbiata" dalla vecchia giunta
Un libro sull'elettrosmog da inviare alle famiglie

Centinaia di firme e petizioni dei cittadini preoccupati dalle antenne
 

Creare un opuscolo per raccontare l'ettrosmog. Per dire cosa significa avere un'antenna sopra casa e cosa si deve fare in questicasi. È questa la proposta emersa l'altro giorno in Commissione consigliare sanità per affrontare il tema elettrosmog. A lanciare l'idea è Serafmo D'Onofrio, consigliere della lista Di Pietro-Occhetto che cerca così di dare risposta alle richieste dei tanti cittadini che da anni si battono contro le antenne. L'idea non è nuova, risale ai tempi della giunta Guazzaloca,ma,come racconta lo stesso D'Onofrio "fu abbandonata per non destare allarme". Come a dire se di un problema non se ne parla tutto bene- Ora i consiglieri comunali dì Bologna hanno decìso di affrontare la questione. Prima tappa l'altro giorno con la Commissione sanità che ha ascoltato le rimostranze di bolognesi. I numeri del problema elettrosmog parlano chiaro: tante antenne, molte installate tra le proteste dei residenti. E una marea dì firme per dire che quelle antenne fanno paura. Ben 414 arrivano contro l'installazione di impianti per la telefonia mobile nella zona Casaralta del quartiere Navile, altre 346 arrivano dai cittadini dì via della Birra e via Triumvirato a Borgo Panigale che non vogliono stazioni radio base a due passi dalla scuola materna ed elementare Aldo Moro. La mappa della protesta racconta che in via Porrettana invece il Comitato funivia ha raccolto 500 firme per paura di un'antenna di telefonia mobile di una campagna di sottoscrizione per la centralina Enel di via Avesella. La richiesta che i cittadini fanno è semplice: basta antenne perché fanno paura. Dal canto suo la giunta, per bocca di Giuseppe Paruolo e Anna Patullo, assessori alla Sanità e all'Ambìente, sì sono detti pronti ad aprire un confronto con i cittadini.

immagine raffigurante il Palazzo Comunale di Bologna e il Consgliere Serafino Donofrio

 Possibilità che trova il consenso del Ds Angelo Marchesini per il quale "il Comune deve anche dare corso alla delibera popolare sull'elettrosmog approvata nello scorso mandato ma rimasta senza seguito pratico che chiedeva misure rigide di rispetto delle distanze delle antenne da scuole e ospedali, ma anche coinvolgimento di quartieri e cittadini nella scelta delle installazioni". Questo perché prosegue il consigliere, "con gli impianti sì pongono anche seri problemi di estetica e di valore del patrimonio immobiliare e il Comune deve trovare il coraggio di regolamentare questa materia che genera problemi per migliaia di cittadini". Per il dialogo anche Daniele Carella
dì Forza ltalia che invita ad aprire un tavolo. Ma la proposta più radicale arriva da D'Onofrìo che tira fuori dal cassetto il progetto insabbiato da Guazzaloca:
un opuscolo informativo per raggiungere tutte le famiglie che dovrebbe servire a chiarire ai cittadini i rischi per la salute, le incertezze della ricerca scientifica, il rischio di svalutazione delle proprietà e cosa si dovrebbefare per evitare l'istallazione. "Se ne parlò nel 2002, ma - racconta D'Onofrìo - non se ne fece nulla per paura di creare allarme, mentre oggi si deve evitare di ignorare il problema perché è di grande importanza".

Luca Molinari