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home/rassegna stampa/articolo de "Il Resto del Carlino" del 18 settembre2004
Elettrosmog
I Comitati chiedono regole certe
Centinaia di firme per paura dell'elettrosmog.
Ce ne sono 414 contro l'installazione di impianti per la telefonia mobile
nella zona Casaralta al quartiere Navile. Altre 346 arrivano dai cittadini di
via della Birra e via Triumvirato (Borgo Panigale) che non vogliono stazioni
radio a due passi dalla scuola materna ed elementare 'Aldo Moro'. in via
Porrettana invece il Comitato Funivia ne ha messe insieme 500 per paura di
un'antenna Tim. E c'è anche un'altra campagna di sottoscrizione per la
centralina Enel di via Avesella.
Tutti questi 'no grazie' ai vari impianti sono arrivati ieri pomeriggio sul
tavolo delle commissioni Sanità e Territorio e ambiente di Palazzo d'Accursio,
riaprendo la questione elettrosmog e l'esigenza di un piano regolatore delle
antenne.
In successione tutti i quattro comitati hanno spiegato perché hanno paura
delle antenne spuntate o da attivare e perché chiedono al Comune di farle
sparire. Ad ascoltarli gli assessori alla Sanità Giuseppe Paruolo, e
all'ambiente Anna Patullo.
Non è dello stesso avviso il ds Angelo Marche-sini che loda la disponibilità
della giunta "ad aprire un tavolo per ascoltare comitati e associazioni" per
discutere delle installazioni. "Questo è un fatto positivo-afferma Marche-sini
- ma il Comune deve anche dare corso alla delibera popolare sull'elettrosmog
approvata nello scorso mandato ma rimasta senza seguito pratico". Si tratta
della delibera nata *dal basso1 con una raccolta di firme; fu chiamata 'di
buonsenso' perché chiedeva misure rìgide di rispetto delle distanze delle
antenne da scuole e ospedali, ma anche coinvolgimento di quartieri e cittadini
nella scelta delle installazioni.
Serafino D'Onofrio (Italia dei valori) invita la giunta comunale a non
sottovalutare ansie e timori e propone di realizzare un opuscolo informativo
per raggiungere tutte le famiglie.. Anche Forza Italia scende sul terreno
delle proposte. Il capogruppo azzurro Daniele Cardia chiede di attivare un
tavolo di confronto con tutti coloro che hanno attività connesse ali'
elettromagnetismo (Enel, gestori telefonici, Ferrovie).