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Società Civile - Il Cantiere Gruppo Consiliare Comune di Bologna
 
 
     
  Comunicato stampa del 3 febbraio 2009  
     
     
 
 

L’ODG PER ELUANA NON SERVE PIU’



Quando, il 19 gennaio scorso, è stato presentato un OdG che offriva una generale e solidale disponibilità della nostra città ad accogliere Eluana Englaro, esprimevamo sintonia con la richiesta di circa 300 cittadini che avevano sollecitato il presidente Errani ad accoglierla in una struttura sanitaria dell’Emilia Romagna.

L’obiettivo, allora, era quello di creare un varco nel muro di silenzio che seguiva le sentenze della magistratura, gli editti del ministro Sacconi, i rifiuti dei governatori di centro-destra, le pressioni ecclesiastiche e l’attendismo del Partito Democratico.

Avremmo voluto che, oltre a Bologna, altri 1.000 comuni italiani avessero aperto le porte a questa ragazza ed ai suoi coraggiosi familiari. Nel riserbo totale, necessario per una scelta così dolorosa. Una disponibilità di principio, che non sbatteva porte, che altri, invece, avevano chiuso ermeticamente per cinismo, indifferenza e servilismo.

Il Consiglio Comunale di Bologna ha manifestato tante volte la propria sensibilità su casi gravissimi di sopraffazione e ingiustizia nei confronti di persone, popoli e culture mortificati e violentati. Tale solidarietà si è sempre espressa in OdG, approvati tempestivamente, che hanno anche portato a conferire la cittadinanza onoraria di Bologna alle vittime. Così è stato per Ingrid Betancourt, di cui abbiamo riconosciuto la coerenza, il coraggio e le sofferenze.

In questa vicenda, invece, il Consiglio Comunale di Bologna non è riuscito ad esprimere ancora alcunché. E’ in corso un dibattito appassionato che si concluderà, forse, lunedì prossimo. L’orgoglio di Bologna che, per prima ha ospitato un circolo omosessuale in locali pubblici, è mortificato. Le scelte amministrative di allora furono all’avanguardia, trascurando le implicazioni ed i condizionamenti che da quella scelta sarebbero venuti.

La vicenda di Eluana segna, nella città di oggi, l’incapacità di offrire un’accoglienza solidale ad una famiglia, sballottata da una regione all'altra perché una sentenza venga eseguita.

Adesso, è veramente il momento di abbassare i toni. Il dibattito in Consiglio comunale continuerà, chiarendo le rispettive inconciliabili posizioni. Ma noi ritiriamo il nostro OdG e dichiariamo che non parteciperemo al voto di alcun documento.

Nella nostra città i veti e l’arroganza delle gerarchie ecclesiastiche hanno avuto la meglio sui diritti laici. Continueremo la nostra lotta perché Bologna sia libera da condizionamenti ed autonoma, nelle scelte che rendono libera e coerente la politica.



Roberto Panzacchi

Serafino D’Onofrio



 

 
 
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