Comunicato stampa del 2 aprile 2008
Rassegna Stampa
L'Osservatorio Tav prende tempo - da "Il Domani" del 5 aprile 2008 (file pdf)
"Tav, 34 gli edifici danneggiati" - da "Repubblica" ed Bo del 5 aprile 2008 (file pdf)
"Danno biologico per le crepe Tav" - da "Repubblica" ed Bo del 5 aprile 2008 (file pdf)
Mazzanti alla sinistra: "Prima, dov'eravate?" - da "Il Domani" del 5 aprile 2008 (file pdf)
Danni Tav al Navile. Mazzanti: accolte due richieste su tre - da "Il Bologna" del 5 aprile 2008 (file pdf)
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SU VIA CARRACCI LA TAV ARROGANTE, IL COMUNE ACCOMODANTE E IL QUARTIERE
LATITANTE
LA TAV ARROGANTE
Non è una novità. La TAV ha ignorato per anni le modalità di esecuzione degli
interventi concordati con la Regione, la Provincia ed il Comune, procedendo
ESCLUSIVAMENTE secondo le proprie esigenze.
1 - L’Info Point, aperto dopo un anno di lavori, ha fornito
informazioni molto parziali.
2 - I lavori dureranno fino al 2011 e non si concluderanno nel 2009,
come previsto.
3 - I valori di polveri e rumore sono stati forniti con cadenza
quindicinale, dall’Osservatorio Ambientale, solo dopo le lotte dei cittadini.
4 - La valutazione degli effetti provocati dalle vibrazioni non è stata
mai resa nota.
5 - Gli indennizzi sono stati decisi con modalità arbitrarie che hanno
escluso in modo immotivato circa 80 appartamenti in via Carracci.
6 - Il termine per la presentazione delle domande è stato fissato da
TAV in modo unilaterale e, almeno 20 famiglie non hanno potuto formulare la
richiesta in tempo utile.
7 - Una volta concordati, i risarcimenti sono stati effettuati con
ritardo di mesi e mesi.
8 - Gli impianti di condizionamento e i doppi vetri agli infissi sono
stati installati soltanto ai piani alti, escludendo i piani fino al 3°, che
subiranno polveri e rumori pesanti d’ora in poi.
9 - Dopo l’installazione dei tiranti, le fogne sono state cementate e
sono crollate in più punti.
10 - Tale operazione, che ha comportato l’intervento degli autospurgo
per 10 mesi, ha danneggiato cantine e laboratori ed ha minato la staticità
degli immobili.
11 - Finanche per la definizione delle responsabilità di tali
interventi fra Italferr e ditta Astaldi, è stata in piedi una telenovela lunga
3 mesi.
12 - La Tav ha arbitrariamente attivato un cantiere notturno
(Condotte), prospiciente al n° 6 - palazzo che dovrà essere evacuato, allo
studio dell’ing. Cucinella ed alla Concessionaria auto chiusa.
13 - Il ponte di Galliera, che ha subito un intervento radicale che ne
ha limitato l’utilizzo per molti mesi, è stato consegnato alla città con un
mese di anticipo ma è già pericolosamente lesionato.
14 - Oltre alle abitazioni private, sono stati lesionati: il liceo
Sabin, il Museo dei Trasporti ATC e la stessa sede delle Ferrovie dello Stato
in via Matteotti.
15 - Le attività commerciali e artigianali hanno subito una flessione
di vendite che TAV non indennizza e che proseguirà fino al 2009.
IL COMUNE ACCOMODANTE E IL QUARTIERE LATITANTE
La rassegnazione con cui l’assessore Zamboni accettato tutti i guai provocati
di volta in volta dalla TAV è seconda solo alla supponenza con cui il
Presidente Mazzanti ha sempre liquidato i disagi ed i danni subiti dai
cittadini.
Anche le attuali condizioni del ponte di Galliera vengono accolte con
fatalismo, come se fosse normale che sia in pericolo uno dei due ponti che
scavalcano il fascio binari e che sopportano il grosso del traffico veicolare
dal centro della città ai Quartieri Navile e S. Donato.
Eppure, le denunce sui 15 punti sopracitati sono state fatte puntualmente
negli ultimi tre anni dalla Sinistra in Consiglio Comunale e dal Comitato dei
Cittadini, che si è costituito.
L’assessore Zamboni dovrebbe essere inferocito e dovrebbe andare ben oltre le
lettere a Italferr, visto che la stessa RFI, dopo i disastri provocati nelle
fogne, aveva assunto il coordinamento delle attività di valutazione dei danni
statici alle proprietà.
E, invece, Italferr decide le evacuzioni degli immobili in pericolo, senza
informare il Comune.
La situazione, se non fosse drammatica, sarebbe ridicola perché lo stabile da
evacuare in via Carracci n° 6 non era stato considerato “FRONTISTA” e quindi
era stato escluso da qualsiasi risarcimento.
La latitanza del Quartiere è gravissima, se si pensa che lo stesso termine di
presentazione delle domande di rimborso è stato fissato da TAV arbitrariamente
e che ai cittadini non è stato mai notificato un avviso da parte del Comune
(dando per scontato che la notizia si leggesse sui quotidiani).
Il presidente Mazzanti rifiuta, da almeno 8 mesi, di convocare un’assemblea
con i cittadini, che gli viene sollecitata ad ogni seduta del Consiglio di
Quartiere dai consiglieri della Sinistra Arcobaleno.
Per i cittadini di Via Carracci fidarsi della TAV sarebbe un errore perché la
mala fede è risultata evidente in tante occasioni. Invece, credere in Zamboni
sarebbe un atto di fede suicida perché l’Amministrazione, finora, a sempre
rincorso le emergenze da noi denunciate e non ha non ha mai anticipato o
risolto in modo definitivo un problema,.
Sull’evacuazione del civico n° 6 Italferr tenta di dividere gli inquilini e
trattare individualmente con ciascuno. Noi chiediamo una trattativa pubblica,
alla presenza dell’Assessore, del Comitato di via Carracci e degli organi di
stampa.
Inoltre, riteniamo fondamentale che, almeno, l’Amministrazione formuli proprie
valutazioni tecniche sull’emergenza del ponte di Matteotti e degli immobili
evacuati o da evacuare da confrontare con le perizie tecniche di Italferr.
I consiglieri della Sinistra Arcobaleno del Comune di Bologna
Serafino D’Onofrio, Valerio Monteventi, Roberto Sconciaforni, Roberto
Panzacchi , Milena Naldi, Gian Guido Naldi
I consiglieri di Sinistra per Q.re Navile
Riccardo Peroni, Orazio Sturniolo, Rossella Giordano
Bologna 2 aprile 2008