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Comunicato stampa di Panzacchi e D'Onofrio del 2maggio 2006


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Rassegna Stampa

Cofferati, ora a criticarlo sono i Verdi - da "Corriere della Sera" del 3 maggio 2006 (file pdf)

Comune, Prc e sindaco separati in casa - da "L'Unità" del 3 meggio 2006 (file pdf)

Le due sinistre muro contro muro - da "Repubblica" ed Bo del 3 maggio  2006 (file pdf)

Provincia, prove di "Bicolore" - da "Il Domani" del 3 maggio 2006 (file pdf)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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UN NEMICO AL GIORNO

Guardiamo favorevolmente ad una fase di “protagonismo” del gruppo consiliare dei Democratici di Sinistra, un gruppo consiliare importante che rappresenta ampiamente la composizione sociale della città e di cui fanno parte persone di grande valore ed intelligenza politica. In questi due anni lo sforzo prevalente dei Democratici di Sinistra è stato indirizzato a contenere ogni contraddizione ed i risultati sono stati poco felici. Un esempio per tutti: il caso Amorosi. E’ stato incomprensibile lasciare incancrenire il problema per arrivare, poi, alla più drammatica e prevedibile delle soluzioni.

Oggi, però, a Palazzo D’Accursio si respira anche una pericolosa aria di intolleranza. E crediamo che sia sbagliato ritenere possibile la riaffermazione dell’identità politica attraverso disegni egemonici d’altri tempi.

La maggioranza che ha vinto le elezioni amministrative è rappresentata da 5 gruppi consiliari e, complessivamente, da 23 consiglieri (più il Sindaco).

All’interno della compagine di Maggioranza esistono da sempre (ma si sono accentuate nell’ultimo anno di coordinamento dei gruppi dell’ALTRA SINISTRA) sensibilità e posizioni politiche specifiche, che non possono sistematicamente essere messe nel “frullatore”. E’ per questo che su alcune tematiche ambientali e sociali rivendichiamo diversità, che non devono portare necessariamente alla proclamazione dello stato di guerra. Anzi, tutto sarebbe più facile se i confronti fossero periodici sulle cose amministrative e sulle opzioni politiche. Finora, non si sono fatte che poche misere riunioni di capi-gruppo, mentre la situazione richiederebbe anche un inedito incontro plenario dei consiglieri di maggioranza (in libera uscita). Chiariremmo rapporti e metodi politici (compresa il problema delle presidenze delle Commissioni consiliari che la tutta la Maggioranza propone, che il Consiglio vota e sulla quale il voto del Sindaco vale come quello di tutti gli altri).

Ma la cosa riguarda tutta la Maggioranza, Sindaco ed Assessori compresi. L’esperienza di governo del centro-destra è stata inefficace ed irresponsabile per aver rinviato - sine die - problemi complessi che gravano ancora sulla città. La tendenza all’autoassoluzione (in una fase di difficoltà finanziarie e di innegabile debolezza amministrativa) è, però, pericolosa perché si concretizza in atteggiamenti di autosufficienza che gli elettori non hanno voluto. Infatti, i bolognesi hanno chiesto a Sergio Cofferati di governare con una maggioranza composta di “riformisti” e “radicali”, di “ortodossi” e “imprevedibili”, di “innocui” e di “fastidiosi”. D’altra parte, in un Paese in cui si vota una volta l’anno, gli italiani ed i bolognesi confermano sistematicamente la necessità che un forte “Ulivo” sia bilanciato da un’agguerrita Altra Sinistra.


La difficoltà del centro-sinistra nella fase attuale (ma forse da sempre) è quella di riuscire a vincere, tenendo insieme anime differenti. Un test determinante e difficile per la leadership dello stesso Romano Prodi, che però intende affrontare i problemi con realismo politico, volontà ed fiducia.

E’ un errore, invece, esasperare le tensioni, crearsi un nemico al giorno, manifestare insofferenza e supponenza nei confronti degli alleati più scomodi. E se, invece, si provasse ad evitare artifizi politici che non portano da nessuna parte, e si favorissero i confronti, senza rassegnarsi al postulato che la città è divisa in due schieramenti che non si incontrano mai: giovani e vecchi, fracassoni e residenti, antiproibizionisti e bigotti, estremisti e moderati – addirittura - “eversori” e “legalitari” ? Ma il nostro compito non è quello di rifiutare il fatalismo e confermare la necessità di far convivere nel migliore dei modi fenomeni, stili di vita e posizioni politiche che legittimamente esistono?

Una settimana fa, il Ministro dell’Istruzione più odiato della storia d’Italia è stato fischiato in piazza a Milano. A Bologna, in Consiglio Comunale abbiamo preferito votare un OdG ambiguo del centro-destra (che era stato sottoscritto anche da D.S. e Margherita), pur di evitare di “passare” per violenti e nemici dei partigiani ebrei (di cui era stata bruciata una bandiera con la stella di David). C’è stato un grande can-can contro due consiglieri, assenti per impegni diversi, e, invece, a invitare minacciosamente la Moratti a non partecipare al corteo del 1° Maggio, è stato lo stesso moderatissimo candidato sindaco del centro –sinistra, che (nella sua precedente vita) ha fatto per lunghi anni il prefetto.

Tra l’altro, l’intolleranza che “gira” da queste parti non porta a niente di buono, anzi, ingigantisce il ruolo e le dimensioni di fenomeni marginalissimi (da sempre esistenti nei movimenti antagonisti). Persone isolate che prendono di mira sempre gli stessi obiettivi indifesi. E’ il caso di una giornalista bolognese, a cui è stato bruciato il taccuino poche settimane fa e che, ieri mattina durante una manifestazione di migranti davanti alla Prefettura, è stata affrontata in modo aggressivo mentre cercava di intervistare un lavoratore straniero.

Guido Fanti, ottantenne sindaco d’altri tempi, richiama spesso amministratori e forze politiche a tenere atteggiamenti positivi ed utili alla buona amministrazione della città.

Noi siamo d’accordo con lui.

Serafino D’Onofrio - Società Civile

Roberto Panzacchi - -Il Cantiere Verdi per la pace