
Comunicato stampa del 2 giugno 2006
Rassegna Stampa
2 giugno: fischi, insulti e pomodori - da "L'Unità" ed Bo del 3 giugno 2006 (file pdf)
Fischi, slogan e pomodori sul 2 Giugno - da "Il Domani" del 3 giugno 2006 (file pdf)
D'Onofrio: "Ma la Resistenza non si fischia" - da "Repubblica" ed Bo del 3 giugno 2006 (file pdf)
La sinistra si divide. Rifondazione isolata. I Ds: "Fatti gravi" - da "Il Resto del Carlino" ed Bo del 3 giugnoo 2006 (file pdf)
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UN GIORNO DI FESTA SENZA ARMI E SENZA POMODORI
Il 2 giugno 1946 in Italia, tranne i malintenzionati ed i nostalgici, non
sparava nessuno.
Per questo, l’anniversario della Repubblica Italiana (a maggior ragione il
sessantesimo) deve continuare ad essere un giorno di festa per tutti i
cittadini.
Abbiamo chiarito ieri che avremmo preferito una manifestazione pubblica civile
e con i militari in Piazza, senza armi.
Accettiamo le libere manifestazioni antimilitariste ma:
quando in Piazza entrano le insegne dei Partigiani non si fischia,
contro il gonfalone del Comune di Bologna, ma contro chiunque, non si tirano
pomodori,
i Militari italiani non sono assassini e crediamo che gli eccessi di questa
mattina siano dannosi anche per chi nel Governo è attivo per realizzare
l’immediato e totale ritiro delle truppe italiane da ogni fronte di guerra.
Bologna, 2 Giugno 2006
Edoardo Schiazza responsabile di Bologna de “ Il Cantiere per il bene
comune”
Serafino D’Onofrio consigliere comunale “Società Civile – Il Cantiere”