
Comunicato stampa del 5 agosto 2006
Rassegna Stampa
Burla. Notte insonne in via Carracci - da "Il Resto del Carlino" ed Bo del 8 agosto 2006 (file pdf)
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UN CANTIERE DI LAVORO APERTO A TUTTI NON E’ SICURO
In via Carracci la ditta ASTALDI spa sta eseguendo interventi di trivellazione
per posizionare delle sonde che raggiungono profondità dai 20 ai 37 metri,
utili a fornire a cittadini ed amministratori informazioni indispensabili sul
livello della falda, sugli assestamenti del terreno e sulle vibrazioni
provocate dai lavori (come avrebbe dovuto fornire la TAV fin dall’inizio degli
interventi).
Fin qui la tecnica. Ma nella notte fra lunedì 31 luglio e martedì 1 agosto, i
cittadini sono stati svegliati da un frastuono assordante. La macchina
operatrice di cui sopra, parcheggiata – lungo il marciapiedi - all’interno di
una recinzione metallica all’altezza del civico n° 17, è stata messa in moto
da ignoti ed ha funzionato per circa due ore. I residenti si sono rivolti ai
Carabinieri ed alla Polizia Municipale. I Vigili urbani nella loro relazione
hanno evidenziato che “il veicolo provocava un forte rumore, tale da rendere
impossibile il riposo notturno dei residenti”. Nelle verbalizzazioni della
Polizia Municipale si legge anche che gli agenti hanno provveduto a spegnere
il motore della macchina (che presentava la cabina di guida aperta, con il
cruscotto facilmente raggiungibile e la chiave di accensione inserita) e che
hanno redatto un verbale di contravvenzione a carico della Astaldi per
l’importo di 35 euro.
Ho personalmente verificato che né l’INFO POINT di via Carracci, né i
responsabili TAV di Bologna sono al corrente dell’episodio.
La macchina operatrice ha una notevole altezza, tanto che dista 30/50 cm dai
cavi di tensione dell’ illuminazione pubblica, come dimostrano le foto.
Le domanda legittime che si pongono i cittadini sono queste:
1 - Che sicurezza offre un cantiere di lavoro non sorvegliato, in cui chiunque
può intrufolarsi ed azionare automezzi pesanti di scavo;
2 - Che garanzie di sicurezza per i lavoratori offre un automezzo posizionato
a meno di 50 cm dai cavi dell’Alta Tensione (l’USL ha verificato le attuali
distanze?)
Personalmente, al di là degli entusiasmi manifestati dal Sindaco e dagli
Assessori per la prossima interminabile fase di grandi lavori, ritengo aperto
e non ancora affrontato il tema di come far convivere questi interventi
ciclopici con la vita quotidiana delle persone.
La corretta partecipazione democratica vorrebbe che ogni cantiere di lavoro
pubblico di dimensioni rilevanti fosse attivato soltanto dopo avere creato una
sede di confronto periodico fra Assessorato, Quartiere, Ditta Costruttrice e
residenti. Le proteste dei cittadini dei Quartieri Savena, S. Stefano e Navile
per i danni, le inadempienze ed i ritardi dei lavori TAV sono, invece, sotto
gli occhi di tutti.
Serafino D'Onofrio