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Comunicato stampa del 22 agosto 2006


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Rassegna Stampa

Montagnola, la sfida delle mamme: "Via la stazione delle corriere" - da "Il Resto del Carlino" ed Bo del 23 agosto 2006 (file pdf)

I residenti e la Montagnola: "Spostate l'autostazione" - da "La Repubblica" del 23 agosto 2006 (file pdf)

L'autostazione non piace più - da "Il Domani" del 23 agosto 2006 (file pdf)

Microcittà a misura d'uomo - da "Il Domani" del 237 agosto 2006 (file pdf)

 

 

 

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“ LA MICRO-CITTA’ DELLA MONTAGNOLA”

Condividiamo l’iniziativa dell’informazione ai cittadini sugli interventi che saranno realizzati nel parco della Montagnola, attraverso una cooperativa di “facilitatori”. Si tratta di un’azione necessaria ogni qualvolta si realizzano opere “GRANDI” e “LUNGHE”. Spesso invece le Amministrazioni reagiscono con fastidio e superficialità alle richieste dei residenti e dei commercianti che rivendicano una gestione partecipata dei lavori pubblici.

Ma, allora, perché non utilizzare questa sede di incontro ed informazione anche per iniziare a parlare del futuro dei luoghi limitrofi?
La Stazione delle Autocorriere. Un brutto edificio, affiancato alle mura della città storica, che moltiplica sui viali di circonvallazione il traffico dei pullman. Per quell’area è necessario pensare ad un uso sociale diverso della destinazione attuale, ideata negli anni ’50. Sarebbe utile spostarla in un’altra zona, legata alla futura stazione ferroviaria ed agli interventi urbanistici e di mobilità di via Carracci, delle aree dell’ex mercato ortofrutticolo e delle aree FS dismesse.

Piazza 8 agosto. Perché non pensare ad un utilizzo della Piazza anche nei giorni in cui la Piazzola non c’è? Siamo al paradosso di una piazza enorme centralissima e raggiungibile in automobile (dotata di un parcheggio sotterraneo caro e solo parzialmente utilizzato), che resta vuota 5 giorni su 7, alle spalle della storica zona universitaria congestionata di attività, locali e presenze umane.

Sono due ipotesi da approfondire, mentre si realizzano gli interventi in Montagnola, e per le quali servono urbanisti che producano progetti di recupero ed uso e poi i fondi. Insomma, rovesciamo la logica dominante. I cittadini valutino le necessità e le opportunità della zona e gli amministratori promuovano le azioni necessarie per gli interventi condivisi.

Crediamo che, in questo caso, sia possibile sperimentare un primo campione di Microcittà, un’entità democratica, sostenuta dal Quartiere S. Vitale e costituita dalle associazioni, dai comitati, dalle istituzioni religiose, scolastiche, culturali, sportive e dalle imprese commerciali presenti nella porzione di territorio. Una “prova” di partecipazione democratica che non ha bisogno di soldi, ma che è utile a creare attaccamento alla città, a moltiplicare il volontariato sociale, a presidiare le strade e a far partecipare i cittadini ai progetti che riguardano il loro futuro.

Un percorso simile è possibile, esaltando l’autonomia di ogni Quartiere, tenendo insieme le piccole comunità omogenee, avendo come obiettivo la democrazia partecipativa, dichiarata nel programma del centro-sinistra bolognese del 2004.

La creazione delle Microcittà è una delle proposte che il Cantiere chiederà di condividere alle forze politiche dell’ALTRA SINISTRA e di tutta la Maggioranza, durante il percorso di verifica democratica che il Sindaco avvierà nel prossimo autunno.

Matteo Pasquali coordinatore regionale
Edoardo Schiazza coordinatore provinciale
Serafino D’Onofrio consigliere comunale