Comunicato Stampa del Gruppo Consiliare Società Civile in data 4 marzo 2005 - "Chiuso un ghetto non creiamone un altro"
Rassegna Stampa
Villa Salus il piano dell Consulta Sociale - da "L'Unità" ed BO del 5 marzo 2005 (file pdf)
"Villa Salus libera in sei mesi" - la proposta della Consulta contro l'esclusione sociale: "trasformarlo in albergo popolare" - da "Il Domani" del 5 marzo 2005 (file pdf)
Galletti e la permuta "Che fine farà Villa Salus?" - da "La Repubblica" ed BO del 5 marzo 2005
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COMUNICATO STAMPA
CHIUSO UN GHETTO, NON CREIAMONE UN ALTRO !
Numerose proposte giungono per affrontare il problema della comunità rumena
che occupa il ferrhotel di via Casarini non con provvedimenti di ordine
pubblico ma per quello che è: un'emergenza sociale, umana e sanitaria che non
può essere più rinviata.
E' auspicabile che parta presto e che abbia successo l'intervento del Prefetto
di Bologna per coinvolgere i Comuni della provincia ed individuare gli alloggi
anche nei paesi in cui numerosi membri della comunità lavorano "in nero" nel
settore dell'edilizia. Per tale soluzione è stato tenacissimo l'impegno del
vice sindaco Adriana Scaramuzzino.
Chiuso un ghetto, però, non se ne deve creare un altro!
La scelta di Villa Salus può essere soltanto una soluzione eccezionale,
temporanea, controllata e finalizzata all'individuazione di soluzioni
abitative anche nell'hinterland bolognese.
E' necessario, per giungere a tale scelta con la collaborazione del Quartiere
Savena, delle associazioni del territorio e dei residenti, che la stessa
delibera che sarà posta in votazione nel Consiglio Comunale di lunedì prossimo
contenga tempi certi di durata della permanenza della comunità rumena nella
nuova struttura.
Una tale scelta, oltre a circoscrivere l'ancora inspiegabile fenomeno della 37
"residenze" concesse agli occupanti di via Casarini (32 dalla Giunta
Guazzaloca), lascerebbbe la strada aperta alla soluzione prospettata dalle
Organizzazioni
Serafino D'Onofrio