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Articolo da Agenzia DIRE del 16 maggio 2005


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home/rassegna stampa/Pappe bio in rivolta 350 alunni delle scuole Longhena

 


 
CIBO. BOLOGNA, DOMANI 'SCIOPERO DELLE PAPPE' PER MENSA 100% BIO

IN RIVOLTA 350 ALUNNI DELLE SCUOLE LONGHENA

(DIRE) - BOLOGNA- La stragrande maggioranza degli alunni delle
scuole Longhena domani in classe con i panini nello zaino:
mangeranno cioe' quello che hanno praparato i loro genitori,
disertando il tradizionale menu' preparato da Seribo, la societa'
mista Comune-privati che gestisce i 3 centri di produzione pasti
di Bologna. E' arrivato dunque il giorno dello "sciopero delle
pappe" indetto da mamme e papa' per protestare contro la mancata
attuazione della legge regionale che impone il 100% degli
alimenti biologici sulle tavole delle mense scolastiche. E,
guarda caso, parte della Longhena le scuole che portano il nome
dell'assessore all'istruzione che nella giunta Zanardi invento'
la refezione scolastica a Bologna. Da tre anni i genitori di
quella scuola si interessano ai pasti dei loro figli e ora sono
stanchi di risposte burocratiche o inesistenti.
"Domani il 90% degli alunni avra' i panini preparati da casa",
annunciano Daniela Alzani, Isaella Formica, Antonello Martelli,
della commissione mensa delle Longhene frequentate da 350 alunni.
Questi genitori i menu' li hanno studiati a fondo e non ci stanno
piu' a lggere "opuscoli specialistici sulle diete che
sconsigliano l'uso dei salumi", spesso redatti dagli esperti
degli enti pubblici, per poi scoprire che "nelle prime settimane
di maggio, i nostri figli hanno mangiato piu' volte il salame".
La settimana scorsa si sono presentati in Consiglio comunale a
protestare e oggi con i cronisti hanno ribadito di essere pronti
a una lunga battaglia nella quale non sono soli. Una causa legale
e' gia' in corso, e almeno un'altra scuola di Bologna e' pronta a
bissare lo sciopero, ma comunque "sono ben 17 gli istituti
scolastici che hanno partecipato alle nostre assemblee" (Seribo
sforna 17 mila pasti al giorno per materne ed elementari). E se,
anche dopo quste iniziative, le risposte dovessero tardare
ancora, i genitori sono pronti a proseguire smettendo di pagare
le rette della mensa (4,80 euro al giorno per alunno
indipendentemente dal fatto che mangi o meno).
(Mac/ segue)

- BOLOGNA- La prima richiesta e' quella del biologico oggi fermo,
secondo i genitori della commissione, a qualche passata e poco
altro. Mamme e papa' vogliono poi avere le schede prodotto degli
alimenti ("adesso siamo fermi a quelle del 2003, cosa mangiano i
nostri figli quest'anno?" domanda Formica), per garanzia di
qualita' e soprattutto per sapere da dove vengono e come sono
ricavati gli alimenti ("Da tre anni chiediamo invano di conoscere
la filiera produttiva".
"La nostra non e' una battaglia elitaria- continuano Alzani e
Martelli- ma per un'educazione alimentare, perche' certi alimenti
non siano solo graditi, ma anche apprezzati" per come sono
ottenuti. Al momento, invece- e' un'altra accusa- molto cibo va
sprecato. I genitori rigettano poi la tesi secondo cui le pappe
"bio" siano meno gradite dagli alunni ("se per 18 giorni su 22 di
scuola si mangia solo pasta al pomodoro non c'e' da stupirsi se i
legumi non piacciano ai bambini") e soprattutto il fatto che
comportino un aumento del costo del servizio. In Consiglio
comunale l'assessore comunale al Bilancio, Paola Bottoni, ha
parlato proprio di un possibile rincaro delle rette per alzare la
quota del biologico, "e ci e' sembrato un avvertimento, una
minaccia, non vorrei che ci ritrovassimo additati- afferma
Formica- responsabili di rincari quando i mezzi per evitare
aumenti ci sono; si puo' avere il biologico a prezzi normali".
Viene chiesto che i bambini paghino solo per cio' che mangiano,
"come succede a Granarolo o a Cento". A Bologna la novita'
dovrebbe scattare dal prossimo anno scolastico.
(Mac/ Dire)