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Nomina del CDA Rai         

 

 

comunicato stampa della Presidenza de "Il Cantiere" del 20 maggio 2005


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Rassegna Stampa

 

 

 

 

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COMUNICATO STAMPA
20.05.2005

Il meccanismo di nomina del CDA della RAI, definito dalla Legge Gasparri è pessimo quanto l’insieme della legge, perché continua a sancire il principio che il servizio pubblico radiotelevisivo è “bottino di guerra” di chi vince le elezioni.
È un principio che va radicalmente rovesciato con una riforma che cancelli la Legge Gasparri e costruisca, con la partecipazione dei lavoratori Rai, dei sindacati degli Operatori culturali, un assetto democratico e pluralistico della comunicazione.
Su questo il programma dell’Unione deve dire parole nuove e chiare. L’esperienza del Governo Zapatero in questa materia può e deve costituire un importante punto di riferimento anche per l’Unione.
Nell’immediato occorre sconfiggere il tentativo del Governo e della sua maggioranza di prolungare l’esistenza dei vertici aziendali della RAI, che si sono particolarmente distinti nella caccia a giornalisti, autori, dirigenti il cui unico torto è stato quello di non pensare con la testa di Berlusconi e della sua maggioranza.
Occorre altresì evitare che l’attuale meccanismo di nomina serva all’attuale maggioranza a mantenere il controllo politico su risorse aziendali essenziali per un servizio pubblico radiotelevisivo che voglia riflettere, senza discriminazioni, tutte le culture politiche, sociali, religiose e intellettuali del Paese.
L’opposizione non può accettare alcuno scambio di potere e sottopotere che consenta alla maggioranza ed al Governo di continuare a tenere sotto controllo i vertici aziendali.
Per questo Presidente e Direttore Generale devono essere scelti congiuntamente e contestualmente tra figure che si sono distinte per autorevolezza, per competenza professionale, per spirito di indipendenza ed autonomia e per la capacità di essere garanti di una comunicazione libera, aperta, innovativa e pluralista.
Fino a che non saranno chiare queste garanzie su Presidente e Direttore Generale è necessario che l’Unione si dichiari collettivamente indisponibile a partecipare al voto sul Presidente.
Deve essere comunque chiaro che il Consiglio di Amministrazione che sarà nominato secondo gli attuali inammissibili meccanismi, durerà in carica fin tanto che essi non verranno cancellati da una seria e democratica riforma del sistema delle comunicazioni.

Gruppo del Cantiere
Giulietto Chiesa, Antonello Falomi, Diego Novelli, Achille Occhetto, Paolo Sylos Labini, Elio Veltri