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COMUNICATO STAMPA del Gruppo Consiliare Società Civile -Il Cantiere del 3 maggio 2005


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Rassegna Stampa

Cig e meno investimenti - Alla Magneti Marelli i riflessi delle difficoltà Fiat - da "Il Domani" del 5 maggio 2005 (file pdf)

La crisi della Fiat arriva a Bologna - da "Il Domani" del 4 maggio 2005 (file pdf)

Fiat, anche a Bologna inizia la cassa integrazione - da Ag Dire de 3 maggio 2005

 

 

 

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INIZIATA LA CASSA INTEGRAZIONE ALLA FIAT DI BOLOGNA


Da ieri 2 maggio, 27 lavoratori della sede commerciale FIAT di Bologna sono in cassa integrazione. Si tratta di un operaio e di 26, fra impiegati e quadri, che fino al 31 luglio percepiranno il trattamento previsto per la Cassa Integrazione Ordinaria, percependo soltanto l’80% del salario.

Dopo questi tre mesi, un mese di ferie in agosto ed a settembre chi sa !

Questo provvedimento colpisce in Italia complessivamente 10 operai e 150 fra impiegati e quadri di 8 sedi commerciali FIAT in tutto il Paese. E’ la prima volta che la CIG viene estesa agli impiegati fissi della Sedi Commerciali, nella storia della FIAT.

Se la FIAT sperimenterà nei prossimi mesi un’organizzazione del lavoro che può fare a meno degli impiegati, vorrà dire che il loro destino è segnato e che la Casa si prepara alla graduale espulsione di questi lavoratori dal ciclo produttivo. A Bologna soltanto alcuni dei cassaintegrati sono relativamente vicini all’età pensionabile (due o tre anni), mentre molti dei lavoratori interessati sono lontanissimi dalla quiescenza..

La CIG, che inizia oggi per i dipendenti FIAT della nostra città, rientra in un generale piano nazionale che ha messo in cassa integrazione circa 10.000 lavoratori, la metà circa degli occupati FIAT nel nostro Paese.

Contro queste scelte aziendali il movimento sindacale è in lotta da molti mesi e la crisi aziendale, se ce ne fosse ancora bisogno, conferma che le scelte di politica economica del Governo Berlusconi impoveriscono sempre più il nostro Paese e che le scelte sbagliate del Management di v.le Marconi ricadono, come sempre, sui lavoratori.

Serafino D'Onofrio