Società Civile Di Pietro Occhetto - Logo Gruppo Consiliare Comune di Bologna Titolo Il Cantiere Titolo
     
  scelta del carattere A A A
 

 

Comunicato stampa - 15 giugno 2005

Il cibo biologico costa pochissimo


pagina per stampa


Rassegna Stampa

 

I dubbi dell'Altra Sinistra e delle famiglie: "Consumo o forfait? E il biologico?" - da "Il Domani" del 16 giugno 2005 (file pdf)

Pappe con lo sconto. Pasti gratis per le famiglie povere e agevolazioni per chi è assente - da "Il Domani" del 16 giugno 2005 (file pdf)

Sconto sulla pappa a scuola - da "Il Resto del Carlino" de 16 giugno 2005 (file pdf)

 

 

 

 

 

 

 

home/rassegna stampa/il cibo biologico costa pochissimo

 


IL CIBO BIOLOGICO COSTA POCHISSIMO!

Durante la seduta della Commisione Bilancio, l’assessore Virgilio ha illustrato le nuove tariffe (ISEE) della refezione scolastica.

Alcune cose risultano chiare ed altre meno.

Il contratto con SERIBO prevede il naturale passaggio al pagamento a “consumo” (richiesta fortemente sostenuta dai genitori che hanno promosso le agitazioni) mentre l’assessore alla Scuola negli incontri precedenti aveva annunciato notevoli difficoltà per il passaggio al consumo, che rimaneva, però, un obiettivo in linea con quanto formulato dall’Amministrazione precedente.

Nella seduta di Commissione è, invece, risultata evidente l’attuale condizione e la prospettiva vera: il pagamento a forfait con un sistema di sconti.

Ma allora: “Consumo” o “Forfait” ?

L’assessore ha dichiarato che la difficoltà a passare al sistema al consumo è data dalla notevole incidenza dei costi fissi su quelli variabili; infatti, gli alimenti incidono percentualmente soltanto per il 10 - 15 % dei costi globali.

Quindi, il passaggio al biologico (qualora comportasse anche un raddoppio di costi) non comprometterebbe il costo globale del servizio per più del 10 –15%.

E' evidente che, a fronte dell’inadempienza rispetto alla legge regionale che prevede il 100 % di biologico, risulta altrettanto chiaro che anche una maggiorazione di costi (ipotesi peggiore per i cittadini, che rifiutiamo) non graverebbe che per uno 0,50 Euro in più sul costo complessivo di ciascuna prestazione alimentare.

ABBIAMO CAPITO BENE ?

Inoltre, gli sconti sulle assenze non devono gravare iniquamente sui cittadini. E’ stato richiesto di modificare l’impostazione ereditata, che prevede lo sconto del 50% del costo soltanto agli alunni assenti nel 75% delle giornate dello stesso mese. E, invece, quelli che si ammalano a cavallo di due mesi (rimanendo a casa anche 29 giorni) pagheranno tutto?

Infine, siamo convinti che, anche se di minima entità economica rispetto al costo del pasto (4.78 euro), i risparmi dovuti alle agitazioni promosse dai genitori per rivendicare un diritto alla refezione adeguato, certificato e biologico (sciopero del panino) vadano devoluti in beneficenza come chiesto dai genitori delle scuole Longhena, Cremonini Ongaro e Fortuzzi

UN'ALTRA SINISTRA IN COMUNE

DAVIDE CELLI, ROBERTO PANZACCHI,
ROBERTO SCONCIAFORNI, VALERIO MONTEVENTI,
SERAFINO D'ONOFRIO