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Lista Società Civile Gruppo Consiliare Comune di Bologna
 
 
     
  articolo apparso su Unità BO del 7 aprile 2005  
     
 

Alcolici, parte la rivoluzione della notte
Alle 21 scatta il divieto di vendita su birre e vino: i controlli dei i vigili, i dubbi dei locali

 


L'unica tranquilla sembra proprio l'assessore Mura, ieri a Roma per seguire le vicende della Manifattura Tabacchi: «Nessuna novità, le ordinanze entreranno in vigore come previsto». Quanto al numero di vigili coinvolti, «domani mattina (oggi, ndr) ne parlerò con il comandante Mignani. Posso dire che io avevo chiesto almeno 10 pattuglie». In attesa che sindacati e amministrazione comunale sottoscrivano l'accordo sulla riorganizzazione della polizia municipale, l'unico problema nell'uso di più pattuglie per questi controlli potrebbe essere quello di far sforare rapidamente il "tetto" annuo di servizi notturni, previsto per ogni agente. I sindacati comunque per ora non si pronunciano, aspettano di vedere-quale sarà, la proposta di «evoluzione organizzativa» che il Comune presenterà loro il 13 aprile. In discussione c'è un po' tutto, visto che l'ultimo accordo del genere risale al `99: dunque orari di lavoro, organici, attuazione effettiva del "vigile di quartiere". Parlano, invece, gli altri diretti interessati alle due ordinanze. Al Pratello, i residenti dei comitati raccolti nella Federazione delle strade proprio non credono che da stasera tutto cambierà. «Qui di controlli non ce ne sono ancora. L'ultimo fine settimana è stato tragico - racconta Barbara Rinaldi di Al Crusel - venerdì c'era un bivacco di 200 giovani, fino alle 3 e mezza non si riusciva a dormire. Abbiamo il verbale di una chiamata ai vigili alle 3.05, e di "chiusura" della pratica alle 5: non è venuto nessuno».
Bocciata la chiusura dei locali alle 3, considerata un regalo ai commercianti, i residenti hanno dubbi anche sul divieto di vendita per gli alcolici che pure dovrebbe eliminare i "bivacchi" rumorosi. «Non farà che aumentare lo scontro sociale - ragiona Rinaldi -: chi ha i soldi potrà bere nei dehors dei locali Fino all'1, chi non se li può permettere dovrà rinunciare a bere e basta». Più che nelle due ordinanze Mura, allora, i comitati sperano nella diffida, fatta al Comune e al sindaco il 21 marzo «per il mancato intervento in difesa della salute dei cittadini, compromessa dal rumore, come testimonia anche una relazione Arpa. Hanno un mese per darci risposte soddisfacenti - ricorda Rinaldi - poi agiremo per vie legali, chiedendo i danni».
Anche dall'altra parte delle due torri si studiano "contromisure". Come all'Irish pub di via Zamboni, davanti a cui da sempre stazionano decine di giovani. «Non so come faremo a
tenere tutti dentro - commenta il responsabile, Alessandro Carlini -, e poi abbiamo ancora molti dubbi. L'ordinanza dice che "è vietato l'asporto di bevande di qualsiasi gradazione alcolica, in qualunque contenitore". Noi però non facciamo "asporto" ma vendita. Ma che succede se uno compra una birra da noi, e poi esce a fumarsi una sigaretta, visto che dentro è proibito?. Oppure se qualcuno beccato con della birra sua dice di averla comprata da noi? Non so, prevedo multe. Comunque noi abbiamo già allenato i nostri legali». Polemica la conclusione: «I problemi sono dati al 90% dalle persone, mentre questi provvedimenti riguardano più i locali. Che guarda caso sono più facili da colpire: se in una piana ci sono 200 giovani che bevono, voglio vedere come fanno a multarli tutti». Insomma, «mi sembra una cosa da anni '30».
Tra i tanti gestori di alimentari pakistani, poi, è quasi panico. «Quì ci sono tanti negozi - spiega il proprietario del Mokter Bangla di via S.Vitale - e da domani troppo poco lavoro, senza la vendita di birre. Noi rispettiamo la legge, diremo ai clienti che non possiamo più vendere birra di sera. Ma per noi le vendite caleranno molto». Proprio per informare al meglio i gestori pakistani, Serafino D'Onofrio (il Cantiere) chiede al Comune di stampare di un opuscolo in più lingue.


Adriana Comaschi




 
 
 
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