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Alcolici, parte la rivoluzione della notte
Alle 21 scatta il divieto di vendita su birre e vino: i controlli dei i
vigili, i dubbi dei locali
L'unica tranquilla sembra proprio l'assessore Mura, ieri a Roma per seguire le
vicende della Manifattura Tabacchi: «Nessuna novità, le ordinanze entreranno
in vigore come previsto». Quanto al numero di vigili coinvolti, «domani
mattina (oggi, ndr) ne parlerò con il comandante Mignani. Posso dire che io
avevo chiesto almeno 10 pattuglie». In attesa che sindacati e amministrazione
comunale sottoscrivano l'accordo sulla riorganizzazione della polizia
municipale, l'unico problema nell'uso di più pattuglie per questi controlli
potrebbe essere quello di far sforare rapidamente il "tetto" annuo di servizi
notturni, previsto per ogni agente. I sindacati comunque per ora non si
pronunciano, aspettano di vedere-quale sarà, la proposta di «evoluzione
organizzativa» che il Comune presenterà loro il 13 aprile. In discussione c'è
un po' tutto, visto che l'ultimo accordo del genere risale al `99: dunque
orari di lavoro, organici, attuazione effettiva del "vigile di quartiere".
Parlano, invece, gli altri diretti interessati alle due ordinanze. Al Pratello,
i residenti dei comitati raccolti nella Federazione delle strade proprio non
credono che da stasera tutto cambierà. «Qui di controlli non ce ne sono
ancora. L'ultimo fine settimana è stato tragico - racconta Barbara Rinaldi di
Al Crusel - venerdì c'era un bivacco di 200 giovani, fino alle 3 e mezza non
si riusciva a dormire. Abbiamo il verbale di una chiamata ai vigili alle 3.05,
e di "chiusura" della pratica alle 5: non è venuto nessuno».
Bocciata la chiusura dei locali alle 3, considerata un regalo ai commercianti,
i residenti hanno dubbi anche sul divieto di vendita per gli alcolici che pure
dovrebbe eliminare i "bivacchi" rumorosi. «Non farà che aumentare lo scontro
sociale - ragiona Rinaldi -: chi ha i soldi potrà bere nei dehors dei locali
Fino all'1, chi non se li può permettere dovrà rinunciare a bere e basta». Più
che nelle due ordinanze Mura, allora, i comitati sperano nella diffida, fatta
al Comune e al sindaco il 21 marzo «per il mancato intervento in difesa della
salute dei cittadini, compromessa dal rumore, come testimonia anche una
relazione Arpa. Hanno un mese per darci risposte soddisfacenti - ricorda
Rinaldi - poi agiremo per vie legali, chiedendo i danni».
Anche dall'altra parte delle due torri si studiano "contromisure". Come all'Irish
pub di via Zamboni, davanti a cui da sempre stazionano decine di giovani. «Non
so come faremo a
tenere tutti dentro - commenta il responsabile, Alessandro Carlini -, e poi
abbiamo ancora molti dubbi. L'ordinanza dice che "è vietato l'asporto di
bevande di qualsiasi gradazione alcolica, in qualunque contenitore". Noi però
non facciamo "asporto" ma vendita. Ma che succede se uno compra una birra da
noi, e poi esce a fumarsi una sigaretta, visto che dentro è proibito?. Oppure
se qualcuno beccato con della birra sua dice di averla comprata da noi? Non
so, prevedo multe. Comunque noi abbiamo già allenato i nostri legali».
Polemica la conclusione: «I problemi sono dati al 90% dalle persone, mentre
questi provvedimenti riguardano più i locali. Che guarda caso sono più facili
da colpire: se in una piana ci sono 200 giovani che bevono, voglio vedere come
fanno a multarli tutti». Insomma, «mi sembra una cosa da anni '30».
Tra i tanti gestori di alimentari pakistani, poi, è quasi panico. «Quì ci sono
tanti negozi - spiega il proprietario del Mokter Bangla di via S.Vitale - e da
domani troppo poco lavoro, senza la vendita di birre. Noi rispettiamo la
legge, diremo ai clienti che non possiamo più vendere birra di sera. Ma per
noi le vendite caleranno molto». Proprio per informare al meglio i gestori
pakistani, Serafino D'Onofrio (il Cantiere) chiede al Comune di stampare di un
opuscolo in più lingue.
Adriana Comaschi