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Lista SocietÓ Civile - Il Cantiere Gruppo Consiliare Comune di Bologna
 
 
     
  articolo apparso su Agenzia Dire del 18 aprile 2005  
     
  (ER) SCUOLA BOLOGNA. VIRGILIO: 'PAPPE BIO AL 20%, ACCELERIAMO'

PARUOLO: PIANO ANTISPRECO; D'ONOFRIO (CANTIERE): 'BASSA QUALITA'


(DIRE) - BOLOGNa- La quota di pappe biologiche nelle scuole
bolognesi e' aumentata: dal 7% di qualche tempo fa al 20% di
oggi. Lo assicura l'assessore comunale all'Istruzione, Milli
Virgilio, dopo l'annuncio da parte di un gruppo di genitori di
voler far causa a Palazzo d'Accursio per il mancato rispetto
delle legge regionale che fissa il limite minimo di alimenti
"bio" nelle mense scolastiche al 70% dell'offerta. "Questa
amministrazione e' partita da una quota al 7% e la legge
regionale non lascia dubbi interpretativi in proposito- premette
Virgilio, rispondendo oggi sul tema in Consiglio comunale- e'
vero che e' una quota bassa, anche rispetto ad altre citta'". Ma
un progresso c'e', segnala l'assessore: "La quota del biologico
si sta assestando attorno al 20% ed e' nostra intenzione
accelerare anche attraverso l'indagine sulla qualita' che stiamo
conducendo", spiega Virgilio. La quale ricorda anche il recente
passaggio di competenze in Comune (dal settore Entate a quello
Istruzione) sull'operato della societa' pubblico-privata che ha
in gestione il servizio pappe, cioe' Seribo.
Virgilio avverte: "Abbiamo a che fare con scelte aziendali che
non possono essere capovolte nello spazio di poco tempo, ma
stiamo cercando di arrivare al rispetto delle esigenze di salute
e delle singole diete". Intanto, annuncia un altro assessore,
Giuseppe Paruolo (Sanita'), e' in arrivo un progetto di Palazzo
d'Accursio per limitare lo spreco di cibo: sara' presentato
venerdi' 22 aprile e coinvolgera' "le fasce piu' deboli della
popolazione".

A sollevare il doppio tema degli sprechi
alimentari e del servizio Seribo e' stato oggi un consigliere di
maggioranza, Serafino D'Onofrio (Il Cantiere). Il quale, presente
la settimana scorsa all'assemblea dei genitori "ribelli" alle
elementari Longhena, evidenzia, oltre alla quote insufficenti di
cibi biologici e alla "sommarieta' delle schede-prodotto" fornite
da Seribo, anche la "scarsa qualita' dei prodotti utilizzati"
nelle mense scolastiche ("i succhi di frutta distribuiti sono
della marca piu' scadente, venduta soltanto nei discount", dice)
e la "monotonia dei pasti predisposti". Poche, sostiene
D'Onofrio, anche le diete alternative per chi ha intolleranze
alimentari o simili. "I pasti somministrati da Seribo spa sono
ricchi di carboidrati, patate e carote- accusa il consigliere-
tali ingredienti non sono tollerabili per i bambini affetti da
diabete e alcune mamme e maestre hanno confermato che Seribo non
predispone una dieta variata per diabetici ma che invita a
scegliere quella per i bambini celiaci, che e' un po' simile".
(Bil/ Dire)


 
 
 
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