
Comunicato stampa del Gruppo Consiliare Società Civile - Il Cantiere - 10 agosto 2005
la detenzione degli agenti di polizia
Rassegna Stampa
Quando un libro passa attraverso le sbarre - da "Il Resto del carlino" del 27 agosto 2005 (file pdf)
La direttrice della Dozza, Manuela Ceresani: Una moschea qui?No, prima una chiesa" - da "Il Domani" dell 17 agosto 2005 (file pdf)
Scoppia la bagarre sulla moschea - da "Il Domani" del 13 agosto 2005 (file pdf)
Carcere di Bologna, D'Onofrio: è in condizioni inaccettabili - da "L'Unità" ed Bo dell'11 agosto 2005 (file pdf)
D'Onofrio: "Una moschea alla Dozza per favorire l'integrazione" - da "Il Resto del carlino" dell'11 agosto 2005 (file pdf)
D'Onofrio: "Tanti detenuti ma pochi fondi" - da "Il Domani" dell'11 agosto 2005 (file pdf)
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10 agosto 2005
LA DETENZIONE DEGLI AGENTI DI POLIZIA
PENITENZIARIA
Con l’inizio dell’attività del Garante dei diritti dei detenuti, alla Dozza,
parte una nuova fase di collegamento fra il Comune di Bologna e l’Istituzione
penitenziaria. Sarà un difficile impegno per verificare le condizioni umane e
sanitarie di detenzione e di reinserimento lavorativo e sociale delle persone.
L’integrazione culturale dei detenuti è, però, ostacolata dal fatto che la
costruzione di un luogo di culto, aperto anche alle centinaia di detenuti
musulmani, è bloccata a metà. Oggi è garantito soltanto l’uso di una cappella
per i cattolici.
Gli agenti di polizia penitenziaria vivono a Bologna una condizione
lavorativa difficilissima aggravata dal sovraffollamento dell’Istituto.
I tagli ai fondi assegnati dal Ministero di Grazia e Giustizia portano a tagli
sulle spese di pulizia, di manutenzione e sulle attività di formazione e
intrattenimento.
La presenza di circa mille detenuti richiederebbero una disponibilità di 50
-100 operatori in più. Questa carenza d’organico si riflette negativamente
sull’organizzazione del lavoro con:
turni di lavoro pesanti,
turnificazione stretta delle ferie,
difficoltà di smaltire ferie e riposi per raggiungere le famiglie nel Sud,
incremento delle malattie dovute allo stress,
conseguenze sulle “valutazioni” di servizio annuali dei lavoratori ammalati,
abbassamento del tetto dei diritti contrattuali.
INOLTRE
1 - Il rispetto delle pari opportunità uomo/donna nella professionalizzazione
del personale è ostacolato. Le lavoratrici sono in gran parte in servizio
presso la sezione femminile (che ospita meno del 10% dei detenuti). Negli
“interpelli” per la mobilità interna (uffici) non vengono così garantite le
donne a causa della carenza di personale.
2 - La scelta della costruzione di una sezione femminile di ALTA SICUREZZA
distoglierà ulteriori risorse umane, in una condizione già molto critica.
3 - Gli agenti di polizia penitenziaria che abitano in via del Gomito sono,
fra i lavoratori turnisti di Bologna, quelli meno inseriti nel circuito
associativo e culturale della nostra città.
Serafino D’Onofrio