![]()

home/interventi/in
data 29 settembre 2004
Ieri è stata firmata dalla Regione l'Intesa con Comuni e Province dell'Emilia
Romagna per contenere le polveri, prevedendo misure straordinarie per la
circolazione.
L'unione Europea, circa un anno fa, rilevava che il 40 % dell'anidride
carbonica emessa nell'aria dai mezzi di trasporto è provocata dall'uso delle
auto private nelle aree urbane.
In Europa, sono gli italiani, in rapporto ai numeri della popolazione, a
possedere più automobili. Nel nostro Paese il 51% degli automobilisti ricorre
alla macchina per i trasferimenti lavorativi.
La Provincia di Milano ha calcolato che, se tutti i suoi abitanti
contemporaneamente mettessero sulla sede stradale le loro vetture, il 50%
delle automobili non troverebbe spazio.
In un tal caso, cosa succederebbe nella nostra città ?
Esiste una legge che cerca di responsabilizzare tutti i datori di lavoro
pubblici e privati e che intende mobilitare anche i lavoratori e le loro
rappresentanze sindacali sulla nomina di un Mobility Manager che analizzi gli
spostamenti casa-lavoro dei propri dipendenti e che si coordini con il
Mobility Manager d' Area (il Comune).
Come tutte le leggi, anche questa può essere applicata in modo burocratico e
svogliato.
Il D.M. 27 marzo 1998 individua nelle aziende con più di 300 dipendenti la
figura del responsabile della mobilità aziendale. Poiché l'Ufficio di Mobility
Management del Comune di Bologna è tenuto ad incentivare le imprese
all'organizzazione di servizi di uso collettivo ottimale delle autovetture ed
alla promozione del trasporto pubblico, ho chiesto al Sindaco:
1. di conoscere quali iniziative, negli scorsi anni, siano state messe in
campo dal Comune di Bologna per sensibilizzare tutte le aziende del
territorio;
2. se il comune di Bologna sia stato promotore di specifiche iniziative per
sensibilizzare, in particolare, le aziende con più di 300 dipendenti (da
notizie desunte dal sito del Comune di Bologna soltanto 33 delle 42
aziende/enti rispondenti alle caratteristiche del Decreto hanno provveduto
alla nomina del Mobility Manager);
3. se tutte le 33 aziende citate abbiano predisposto e presentato per
l'approvazione il Piano Spostamento Casa-Lavoro (tenuto conto che nel 2003
risultato attive in tal senso soltanto 13 aziende delle 33 precedentemente
citate);
4. se il Comune di Bologna abbia provveduto a sollecitare anche altre aziende
con meno di 300 dipendenti ad individuare i Responsabili della mobilità
aziendale ed a predisporre i propri PSCL;
5. se Il Comune di Bologna, in particolare, abbia invitato tutte le Aziende ed
e tutti gli Enti a partecipazione comunale (IPAB e SPA comprese) e le aziende
appartenenti alle Centrali Cooperative a provvedere alla nomina del
responsabile della Mobilità aziendale ed a predisporre i conseguenti PSCL.
Serafino D'Onofrio