![]()

home/interventi/in data 11 ottobre 2004
Data Seduta: 11/10/2004
Argomento:
(IN PROSECUZIONE DI TRATTAZIONE)
N. 212 DELL'O.D.G. - P.G. N. 187883/2004: PRESENTAZIONE DELLE LINEE
PROGRAMMATICHE PER IL MANDATO AMMINISTRATIVO 2004-2009 (ARGOMENTO) -
(INIZIO DISCUSSIONE 5.10.04)
(A CUI SI COLLEGA)
ORDINE DEL GIORNO PER INVITARE LA GIUNTA AD INDIVIDUARE NUOVI SPAZI DOVE
IMPIANTARE ALBERI PER POTENZIARE LA LOTTA CONTRO L'INQUINAMENTO URBANO,
PRESENTATO DAL CONSIGLIERE ZECHINI D'AULERIO IN DATA 5.10.04
P.G.N. 208140/2004
(SOSPESA TRATTAZIONE)
Consigliere D'ONOFRIO SOCIETÀ CIVILE DI PIETRO-OCCHETTO
Nessuno di questi uomini pii e devoti, ma dico nessuno, che abbia cercato
di dare alla città una speranza, non dico un sogno, ma qualcosa che vada al
di là di polemiche vuote e bigotte. In campagna elettorale, d'altra parte,
hanno fatto appello al valore della bolognesità, che non è un valore, ma
solo una coloritura aggiuntiva ad una politica che non c'è.
E il fatto che questa politica manchi lo conferma il fatto che sono ancora
privi di un leader. Dopo dieci sedute di Consiglio comunale, il Sindaco
uscente non si è presentato mai in questa aula. Direi che le condizioni per
ricevere il tapiro di Striscia la Notizia ci sono tutte, chissà che ciò non
accada.
Dunque, divisioni e polemiche fini a se stesse. Queste divisioni,
assolutamente pretestuose perchè non tengono conto di alcuni elementi
assolutamente nuovi del documento. Sono cresciuto insieme a una generazione
piuttosto agitata, una generazione che si è molto divisa, si è molto
scontrata, si è molto combattuta su tutto; se pensiamo che chi amava i
Beatles detestava i Rolling Stones. Oggi le cose sono molto cambiate.
Qualche mese fa, un giornale ha dato una notizia incredibile; il figlio di
Yoko Ono e di John Lennon si è fidanzato con la figlia di Paul McCartney.
L'avreste mai detto qualche anno fa? Sta succedendo anche questo.
Questo nostro mondo cambia.
E' un mondo di persone che vogliono far andare diversamente le cose.. La
proposta politica che il Sindaco ha formulato mi sembra una proposta
interessante, perché include nella città tante presenze che invece alcuni
vogliono tenere fuori.
Sono contento anche per la coincidenza di questa discussione con la nascita
di una associazione, il Cantiere Democratico, che con altri amici e
compagni che hanno condiviso la recente esperienza elettorale sta nascendo
a livello nazionale nella nostra città e nella nostra Regione. Una forza
che tende a costruire una nuova aggregazione all'interno del centro
sinistra, non perché ne fosse necessaria una nuova, ma perché riteniamo che
la situazione politica sia assolutamente impantanata e serva comunque avere
un nuovo ulteriore vero luogo di dibattito, al di là delle forme
tradizionali dei partiti.Un Organismo che cerchi di aggregare e di
condividere le scelte di tante associazioni che lavorano su grandi e
piccoli progetti.
Un grande, grandissimo progetto, la collega Migliori l'ha ricordato
nell'intervento di questa sera, è stata la Casa dei Risvegli. Conosco
Fulvio De Nigris da molti anni; io stesso avevo più di una perplessità che
questo progetto potesse diventare realtà. Questo è uno dei tanti sogni che
possiamo realizzare...... il primo di quelli che abbiamo realizzato.
Credo che la ricchezza di questa città sia nella coesistenza di
associazioni che hanno finalità nobili e molto molto diverse ma
assolutamente tutte da coltivare.
Il documento individua un elemento estremamente positivo: l'attenzione alla
partecipazione dei cittadini.
Personalmente, ma con un gruppo nutrito di bolognesi, ho sostenuto la
scelta delle primarie nelle elezioni, nella scelta per selezionare le
candidature all'interno del centro sinistra, ma all'interno dell'intero
schieramento politico. E' una cosa che fino a qualche settimana fa sembrava
soltanto una procedura macchinosa e per iniziati. Da quando il Presidente
Prodi l'ha rilanciata, sta vivendo una nuova stagione, che mi auguro possa
essere quella che porti questo sistema, e solo questo, a selezionare i
candidati in tutti i tipi di elezione che si svolgono nel nostro Paese.
Il Sindaco parte, nelle sue considerazioni, da una valutazione vera:
l'amministrazione che ci ha preceduto (un dato di stanchezza lo si era
registrato nelle amministrazioni di centro-sinistra precedenti), aveva
abbandonato a se stessi i quartieri. I quartieri che sono nati da una
esperienza positiva tanti anni fa, quartieri che hanno avuto già una prima
riforma negli Anni Ottanta, quando si è passati da una ramificazione molto
più articolata a un accorpamento che molti cittadini bolognesi non hanno
condiviso.
Ricordo che all'epoca, per sostenere l'assoluta inutilità ed
improvvisazione di quella riforma, alcuni compagni sostenevano che le zone
territoriali erano talmente diverse che finanche le squadre partigiane di
San Ruffillo e di Mazzini non stavano assieme. Per quale motivo si voleva
che stessero nello stesso quartiere delle zone così differenti?
L'accorpamento di allora è già stato un restringimento dei livelli di
partecipazione, ma il rilancio del ruolo dei Quartieri è un rilancio
importante.
Credo che, inoltre, sia necessario individuare una sede di confronto
diretto, senza mediazioni amministrative e politiche, fra cittadini ed
eletti, fra Giunta e cittadini.
La nostra città ha un bene primario nelle associazioni; associazioni
piccole, grandi, grandissime, associazioni importanti. Associazioni che
hanno come scopo sociale l'affermazione, lo studio, la diffusione di
fenomeni anche molto molto parziali. Ho avuto contatti recentemente con
una associazione di signori molto compassati che si occupano di diffondere
la cultura Tolkieniana, che vogliono presentare libri e discutere di "Elfi
e Nani" con la massima serietà. Ho conosciuto anche delle altre persone che
hanno un progetto bellissimo, quello dell'associazione Rivivere, che
sostiene le famiglie che hanno ricevuto un lutto e che quindi devono avere
un sostegno psicologico per questa loro disgrazia.
Credo che questi estremi, un interesse così gioioso e uno così triste,
diano l'esatta ricchezza di questo nostro tesoro. Le associazioni sono
piccole, sono spesso povere, hanno bisogno di aiuti; anche nella difficoltà
finanziarie, nella quale la nostra amministrazione, come tante altre,
versa, è necessario creare un nuovo elemento di aggregazione civile fra
esse. Queste associazioni, molte di queste, spesso si riuniscono nel
salotto di casa del Presidente, non hanno una sede, non possono permettersi
un telefono, un fax, sono in gravi condizioni di agibilità.
Ripropongo una soluzione proposta in campagna elettorale, che il Cantiere
Democratico ha presentato alla stampa nei giorni scorsi. La necessità di
individuare una Casa delle Associazioni che sia un luogo di scambio di
servizi, fra sodalizi che possano darsi l'un l'altro una mano e che possano
avere dalla comunità cittadina ulteriori occasioni di confronto e di
collaborazione.
Il progetto della città per tutti è quello che dobbiamo assolutamente
rilanciare. Una città per tutti vuol dire appunto una città dove tutti
abbiano le stesse opportunità. La città è a misura di disabile? E' solo in
parte a misura di disabile. A Bologna, ancora oggi, nelle scelte
quotidiane, vediamo che ci sono delle discriminazioni oggettive. Sono
contento che sia presente l'assessore Zamboni. I non vedenti chiedono che
il servizio di car shring, tutt'altro che a buon mercato, sia almeno
accessibile anche a chi ha problemi di handicap. Col car sharing la
macchina viene noleggiata soltanto a chi va lì con la propria patente; il
disabile cieco, o disabile affetto da altro tipo di handicap, ha il
problema di farsi accompagnare di volta in volta da una persona differente.
Non può fare cinque, dieci abbonamenti; è necessario individuare un sistema
per il quale sia il disabile che attivi la convenzione con un documento
personale.
Ma ancora sul fronte dei disabili, rileviamo che i non vedenti non godono
di una condizione particolare nell'assegnazione dei posti nei nidi. Il non
vedente potrebbe invece riuscire, con un minimo aiuto o da solo, a
raggiungere la scuola affrontando solo un piccolo tratto di strada. Se gli
viene assegnata una scuola che sta a due chilometri lo costringiamo a
prendere un autobus, lo costringiamo a utilizzare servizi di trasporto e a
cercare ulteriori collaborazioni che sono sempre più difficili.
Nella città per tutti, un posto particolare, il Sindaco lo individua nel
carcere. Il carcere della Dozza è un luogo sovraffollato, dove c'è più del
doppio dei detenuti che potrebbero starci, dove c'è la metà delle guardie
carcerarie che servirebbero, c'è un problema di organico grave, un problema
di tagli che il Governo fa sull'amministrazione penitenziaria, costringendo
a limitare le manutenzioni, ed i servizi di pulizia. La condizione delle
guardie carcerarie è sicuramente parallela e grave come quella dei
detenuti. Il sotto organico impone turni massacranti con pendolarismo su
grandi distanze (Calabria, Basilicata, Campania) per raggiungere casa.
Questo vuol dire accumulare i riposi, dopo aver fatto un turno dopo un
altro, rimanendo sradicati dal tessuto sociale della città.
Il degrado non è una invenzione. In città era precedente
all'amministrazione Guazzaloca; l'amministrazione Guazzaloca non ha fatto
nulla per cercare di risolverlo. Qualche intervento per rendere il centro
di Bologna una bella vetrina ed abbandonare poi tutti gli altri luoghi
della città.
Il problema del degrado sta riattivando nuovamente l'impegno di comitati,
che numerosi aspettano da questa amministrazione nuove risposte. Nuove
risposte che non sono state date in precedenza, nuove risposte perché il
commercio è in crisi. E' stata lanciata recentemente una proposta di
individuare dei luoghi di incontro fra grande e piccola distribuzione;
tanto la grande distribuzione ha già stravinto. Probabilmente non dovrebbe
interessarle, la completa eliminazione della rete dei negozi, che nel
centro storico sono frequentati solo da studenti, e da anziani.
Nel centro storico chiudono in continuazione botteghe tradizionali. Una
città senza negozi è una città buia, una città senza vita in cui poi si
affermano quelli che vogliono rendere meno frequentabili e meno sicure le
strade.
La città degli studenti. E' necessario, a distanza di molti anni
dall'omicidio di Francesco Lo Russo e dagli eventi del '77, individuare
nuovi elementi di contatto con questo mondo degli studenti, che continua ad
essere, come tanti anni fa, un mondo assolutamente mal sopportato e che
cerca di inserirsi con difficoltà nel tessuto sociale. Bologna non deve
considerare gli studenti come clienti da spremere.Questi giovani chiedono
luoghi per mangiare, per dormire, per studiare. E' necessario far aprire le
biblioteche universitarie oltre l'orario attuale.
La Manifattura delle Arti. La Manifattura delle Arti è un progetto che io
ho iniziato a seguire sin dal primo intervento in Consiglio comunale. E' un
progetto vecchio di anni. E' un progetto che riguarda un polmone nel centro
storico della città. Un polmone verde nel quale è possibile far convivere
in un luogo unico l'associazionismo e le presenze culturali di grandissimo
rilievo: la Galleria d'Arte Moderna, che sarà inaugurata, la Cineteca di
Bologna, che non ha bisogno di aggettivi e presentazioni, le facoltà
dell'ex DAMS e Scienze delle Comunicazioni.
Quattro elementi di grande importanza, un parco al centro della città, un
possibile parcheggio, che ci auguriamo non sia quel mostro da 3.500 posti
auto, che quel parco e la zona non possono sopportare. Chiediamo che questa
città nella città sia un luogo di cultura, in cui le associazioni possano
avere voce, per gestire gli spazi verdi e far sì che il parco sia
frequestato anche oltre l'orario di chiusura delle istituzioni culturali.
Solo a Bologna è possibile passeggiare e stare bene all'aria aperta a 200m.
dalle Due Torri.Non distruggiamo un bene che altre città ci invidiano..
L'ultima cosa che voglio ribadire è l'importanza di una politica
culturale. Ho grande fiducia nell'approccio che sta dando al problema
l'assessore Guglielmi. Questa città viene da cinque anni di non
Assessorato. La cultura è andata avanti nel primo anno, con i progetti
presentati per Bologna 2000. Poi, qualche iniziativa sporadica. Non c'è più
assolutamente un progetto omogeneo, un filo conduttore che leghi gli
eventi. L'Assessore si è presentato con delle idee brillanti, dei progetti
importanti, sull'arte, sulla cineteca. Voglio segnalare la necessità di
centinaia di Associazioni che desiderano veder riconosciuto il valore di
buone idee, di buoni progetti, di buoni spettacoli.
La cultura è fatta di grandi eventi ma anche di piccole cose. Cito un caso
personale. Molti anni fa ero a Parigi, alla Torre Eiffel, scendendo ho
visto una mostra su un attore del cinema di Hollywood, Richard Widmark.
Biondo, con il ciuffo ribelle, il vecchio Richard c'era sempre in tutte le
sparatorie. Con John Wayne, era sempre tra i primi a sbarcare su una
spiaggia del Pacifico; è stato una spalla di lusso del cinema americano.
A Parigi gli dedicarono una mostra ma interessava solo a me e non agli
altri amici,quindi, l' ho persa per sempre . Però, su quattro, uno
interessato a vederla c'era. Molti mi hanno chiesto che cosa penso di
rappresentare con il mio piccolo gruppo nel Consiglio Comunale di Bologna e
nell'ampia maggioranza che sostiene la Giunta. Il Cantiere Democratico farà
la sua politica con i cittadini e con le libere forme associative. Giorno
per giorno ciascuno di noi cerca di fare la propria gara.
E' quello che è successo ieri a Trieste. Ho assistito a una gara velica
importantissima, "La Barcolana", con 2000 barche a vela. Lì ho conosciuto
il fratello di un amico proprietario di una piccola barca a vela.
Tenete conto che nella gara il Moro di Venezia è arrivato solo terzo,
dietro ad una imbarcazione australiana, denominata "Alfa Romeo", guidata da
uno skipper triestino.