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Intervento del Consigliere D'Onofrio in data 11.10.2004


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(RIPRENDE LA DISCUSSIONE) N. 225 DELL'O.D.G, - P.Q. N. 194832/2004: ORDINE DEL GIORNO
PER SOLLECITARE LA REGIONE EMILIA ROMAGNA A RECEPIRE LA LEGGE N, 206/03 IN MATERIA DI ORATORI E ENTI DI FORMAZIONE, IMPEGNANDO IL CONSIGLIO A CONTRIBUIRE ALL'APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA NAZIONALE E REGIONALE. PRESENTATO DAL CONSIGLIERE NATALI IN DATA 16.09.Z004. (MODIFICHE AL TESTO)

Intervento

Nessuno vuole sottovalutare il ruolo sociale dal cattolici nell'attività di assistenza, di educazione nella nostra città e nel nostro Paese; sarebbe come negare il ruolo di socialità delle iniziative missionarie e umanitarie che il mondo cattolico, spesso solo, attiva nei paesi più poveri ed emarginati di tutti I continenti. Sono però contrario a questo ordine del giorno per una serie di motivi. Devo dire che l'autorevolissima presa di posiziona di monsignor Vecchi, qualche giorno fa, mi ha ulteriormente convinto su cosa fare. Monsignore ritiene che le migliaia di persona che, come lui,hanno praticato l'oratorio hanno costituito una generazione importante, lo credo che le persona perbene in questo Paese siano venute fuori da più esperienze, esperienze che sono assolutamente diverse, probabilmente Inconciliabili ma che comunque possono tutte coesistere. Non sono quindi contrario al fatto che gli oratori facciano delle attività; ne riconosco la validità sociale. Credo però che nel nostro Paese ci siano tante altre forme di aggregazione che fanno una attività utile socialmente, come gli oratori. Religiose tante e assolutamente laiche altrettante. Impegni sportivi, un impegni culturali, impegni di pace, impegni di solidarietà sociale; tutto per combattere il disagio, l'emarginazione, le devianze, le tossicodipendenze giovanili. Nella nostra città c'è stata una esperienza amministrativa di grande qualità che è stata troppo velocemente archiviata. E' l'esperienza dei Centri Giovanili Comunali, nata da una scelta specifica dall'amministrazione negli Anni Sessanta, che volle organizzare dei luoghi di aggregazione giovanile, quando I problemi di emarginazione, di devianza giovanile, arano minimi rispetto a quelli che si sono manifestati successivamente, creando una rete fitta di centri giovanili. I centri giovanili che negli Anni Sessanta, Settanta, Ottanta hanno raggiunto il numero di oltre 30, 40 ed in cui operatori comunali, persone estremamente qualificate, con caratteristiche psicopedagogiche molto aderenti ai problemi da trattare, hanno tolto dalla strada, hanno allontanato dalla droga, hanno tolto dal malaffare centinaia, migliaia di giovani, come o quanto gli oratori. Cosi come fanno nella nostra città tante associazioni sportive, tante associazioni culturali, tante associazioni di impegno sociale. La ricchezza sociale di Bologna è il primato di centinaia di associazioni, che sono presenti, su temi piccoli e grandissimi. Tale esperienza va assolutamente valorizzata. Ritengo opportuno che anche la Giunta faccia una riflessione, sull'opportunità di un rilancio del Progetto Giovani, attivando anche una delega specifica su questa materia, come in passato c'è stata. Credo che non bisogna dividere le associazioni e le aggregazioni di serie A e di serie B. Tutti devono avere la possibilità di realizzare il loro impegno sociale come credono, al di là di favoritismi di tipo Istituzionale e finanziario e al di là di caratterizzazioni privilegiate di caratura confessionale o meno. Grazie.

 

Serafino D'Onofrio