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Domanda di attualità  in  consiglio comunale del 16 gennaio 2009


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Rassegna Stampa

Nuove riduzioni annunciate per Urologia - da "Il Resto del Carlino Bologna" del 18 gennaio 2009 (file pdf)

"Devo aspettare sette ore per essere visitata" - da "Il Resto del Carlino Bologna" del 18 gennaio 2009 (file pdf)

 

 

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EMERGENZE E LISTE D’ATTESA ALL’OSPEDALE MAGGIORE

Se uno dei sindacati confederali unitari (la CISL) denuncia la gravità della situazione dei Pronto Soccorso nel territorio bolognese, l’Azienda USL ha un bel da smentire ma la realtà dei fatti conferma la gravità del fenomeno. Se al Pronto Soccorso del Maggiore mancano 10 medici, per motivi vari, le attese diventano automaticamente lunghissime. Senza parlare, poi, dei turni pesantissimi del personale infermieristico ed ausiliario, denunciati da tempo. Smentiti dalla Direzione Sanitaria ma confermati quotidianamente dai fatti e dal tabellone che indica i tempi di attesa per ciascun livello di intervento al P.S.

Altri settori dell’Ospedale lamentano una situazione di grave carenza. Il reparto di Oculistica, in che richiede un intervento di miglioramento tecnologico delle attrezzature. Quelle attuali sono datate e risalgono ad un intervento di dotazione che è del 1998. 10 anni fa.

Ma sembra che al Reparto di Urologia verrà chiesto finanche un ridimensionamento consistente dell’attività operatoria. Una richiesta inconcepibile se si pensa ai tempi medi delle liste di attesa:
1. 2 mesi per un tumore al rene;
2. 3 mesi per un tumore alla prostata;
3. 4 mesi per un tumore della vescica;
4. 3 anni per patologie benigne (prostata e prolasso vescicale).

Il Reparto di Urologia nello scorso anno ha già dovuto ridurre del 10% l’attività operatoria, realizzando circa 1100 interventi. L’equipe urologica del Maggiore “ha aperto” 3 volte alla settimana i reparti di Porretta e Vergato, per attività diagnostica e per gli interventi.

I disagi sono evidenti per gli ammalati (soprattutto anziani) e per le famiglie che devono accudirli, a 60 km di distanza. Ciò che sarebbe solo molto disagevole per i cittadini di Comuni periferici che non trovano servizi presso i piccoli ospedali periferici e che sono costretti a spostarsi su uno dei più grandi ospedali della regione, è proprio inconcepibile al contrario.
Ho una grande struttura ospedaliera nel Capoluogo ma trasferisco i pazienti in montagna per spalmare in modo uniforme l’attività. Faccio nell’ospedale di Bazzano (che sta al disotto degli standard di attività previsti) attività operatoria, spostando medici e pazienti da Bologna.

Chiedo

• Se l’Amministrazione Comunale ritiene fondamentale la collaborazione con la Direzione Generale dell’azienda USL città di Bologna per la tutela della salute in città, in un contesto di confronto con tutte le organizzazioni dei lavoratori della Sanità e delle Associazioni per la tutela degli ammalati;
• Se è reale il proposito della Direzione AUSL di ridurre ulteriormente l’attività operatoria nel reparto di Urologia, nonostante gli attuali tempi lunghi delle liste d’attesa per patologie gravi;
• Se tale riduzione comporterà un ulteriore spostamento di ammalati in piccoli e lontani ospedali della Provincia, che, in alcuni casi, nel 2008 non hanno raggiunto gli standard di interventi preventivati;
• Se si prevedono interventi per il miglioramento tecnologico delle attrezzature del reparto di Oculistica, ormai datate;
• Quali siano, dopo le denunce della Cisl bolognese, i provvedimenti previsti per ridurre i tempi di attesa ed aumentare le presenze mediche ed infermieristiche nel Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore.

Serafino D’Onofrio