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intervento di inizio seduta in  consiglio comunale del 22 settembre 2008


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Rassegna Stampa

D'Onofrio critica la benedizione all'ambulatorio Foschini: "E' una battaglia di retroguardia"  - da "Il Resto del Carlino" del 23 settembre 2008 (file pdf)

La Curia benedice un ambulatorio polemiche con l'Ausl - da "Corriere di Bologna" del 23 settembre 2008 (file pdf)

Contesta la benedizione del consultorio dell'Asl - da "L'Unità' Bologna" del 23 settembre 2008 (file pdf)

Sanità e Chiesa, rassegna stampa del 25 settembre 2008 (file pdf)

 

 

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QUELLO CHE NON VA NEI CONSULTORI DI BOLOGNA

Nelle ultime settimane si è registrato, finalmente, uno scontro nell’ex centro sinistra sulla presenza di volontari cattolici nei consultori, scelta condannata anche dalla Rete delle Donne.

E’ l’ennesima conferma di un orientamento che la Regione e le Aziende USL hanno acquisito nel tempo, trasformando e deformando la funzione dei consultori voluti negli anni ’70. Che non erano semplici ambulatori, ma luoghi nei quali le donne, anche minori, trovavano conforto per scelte difficili per la propria salute e per i propri percorsi di vita, in una logica chiara di autodeterminazione femminile.

L’introduzione dell’attività di libera professione nei consultori ha contribuito a snaturare la funzione storica di queste strutture. Su questo, la consigliera regionale Donatella Bortolazzi ha interrogato la Giunta Regionale, anche in relazione al corretto utilizzo del personale amministrativo e infermieristico.

Ecco perchè le cose stanno prendendo una brutta piega. Oggi, se una donna (oltre i 21 anni) ha bisogno del Consultorio non ha più l’accesso diretto, come è sempre stato. Deve recarsi al CUP, prenotare una visita come per tutti gli altri problemi. La vicenda inizia un iter frammentato, anziché un percorso assicurato dal personale del Consultorio. Con visite ed esami specialistici fatti in tempi lunghi ed in strutture differenti. In più, mancano nei consultori di oggi, le figure degli assistenti sociali ed anche gli psicologi, che vanno cercati, di volta in volta, presso altri servizi.

Insomma, il consultorio di oggi è più simile ad un ambulatorio specialistico che ad una struttura completa di sostegno efficace alle donne. La frammentarietà di questo percorso porta sempre più persone a rivolgersi privatamente ad un ginecologo, a pagamento.

A Bologna, fra delegati sindacali, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e dipendenti dell’USL, e fra i rappresentanti delle associazioni degli ammalati è sorto l’OSSERVATORIO ALTRA SALUTE, che si propone di coinvolgere e informare periodicamente la cittadinanza e tutti gli operatori sanitari su cosa non va nelle strutture sanitarie bolognesi, pubblicando anche materiale informativo.






Mercoledì 24 settembre sarà inaugurato, in pompa magna, il poliambulatorio in via Beroaldo.

Cofferati, Barigazzi, Bissoni e Ripa di Meana saranno in prima fila per tagliare il nastro.

Cos’è che non va? La benedizione dei locali da parte di monsignor Ernesto Vecchi.

Io non ho il piacere di conoscere il Vescovo ausiliare. Da quello che leggo, credo che abbia idee molto lontane dalle mie. Ma è un uomo di trincea e, forse, anche simpatico. Credo che la sera, come tutti noi, faccia il bilancio della giornata e conti se ha perso o acquistato pecore per il suo gregge. E’ la sua missione. Quindi, voglio precisare che non gli attribuisco nessuna responsabilità nella vicenda. Sicuramente non si è autoinvitato ma è stato invitato dagli organizzatori della kermesse.

E’ tempo di vacche magre. Si fanno poche inaugurazioni. E di poliambulatori se ne apre soltanto uno, mentre erano previste altre due strutture in via Corelli al Q.re Savena e in via Fioravanti al Q.re Navile, nell’ex Mercato ortofrutticolo.

L’ambulatorio di via Beroaldo sarà frequentato da tanti cittadini, non solo cattolici. Non siamo più negli anni ’60. Certamente, per gli atei, gli agnostici, gli ebrei e i musulmani la benedizione è un problema. Vuol dire mettere le persone o intere comunità di fronte al fatto compiuto. Vuol dire non tener conto che la città è cambiata ed è abitata da migliaia di cittadini, con culture e religioni differenti. Persone che hanno diritto ad usufruire dei servizi comuni, senza imposizioni di sorta.

La religione cattolica non è religione di Stato. La Regione, la Provincia, il Comune, il Quartiere sono istituzioni laiche e tali devono restare. Sugli inviti è stato stampato anche il logo del Comune e la dicitura “Quartiere S. Donato”.

Di chi è stata l’iniziativa della benedizione?

E’ grave se l’ha proposta il presidente Malagoli.

E’ gravissimo se l’iniziativa parte dall’Azienda USL.

L’invito è stato realizzato e stampato dall’Azienda USL di Bologna. Ed è inaccettabile che un’azienda che deve cercare di curare e (possibilmente) guarire i cittadini, decida di attivare iniziative discriminanti nei confronti di culture e religioni differenti da quella cattolica.



Serafino D’Onofrio