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Domanda di attualità  in  consiglio comunale del 14 novembre 2008


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Rassegna Stampa

La denuncia di D'Onofrio: gli ambulanti della Piazzola devono al Comune 600mila euro - da "Repubblica" ed Bo del 16 novembre 2008 (file pdf)

Piazzola, 200 ambulanti in debito di 600mila euro col Comune - da "L'Unità" ed Bo del 16 novembre 2008 (file pdf)

 

 

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LE DISUGUAGLIANZE NELLA RISCOSSIONE DEI TRIBUTI LOCALI DANNEGGIANO IL COMMERCIO AMBULANTE

La vicenda della Piazzola, che ha avuto rilevo fino ad un anno fa, presenta ancora strascichi e problemi irrisolti. La scarsa affidabilità del concessionario (Gestor) non contribuisce a chiarire aspetti oscuri ancora presenti.

Voglio parlare di questo. Partendo dal caso umano e sociale di un commerciante della Piazzola, che ha perso la sua concessione per aver pagato con un ritardo di pochi giorni. Questo signore, nel mese di luglio ha scritto a tutti i capi-gruppo, raccontando la sua vicenda. Mi sento responsabile perché ho tralasciato la sua lettera, che raccontava di un dramma familiare. Il commerciante aveva il figlio gravemente ammalato. Ha ceduto (cessione di ramo d’azienda) ad un commerciante cinese il suo posto, per prestare al figlio le cure terminali. Nei mesi successivi alla morte del figlio, il commerciante si è reso conto che il suo “inquilino” non pagava i posteggi ed è andato più volte in via Capramozza ed in via S. Felice. Veniva sempre tranquillizzato e, poi, la concessione gli è stata revocata. Una tragica commedia di equivoci, dovuta al fatto che il commerciante cinese non capiva una parola d’italiano, che le notifiche venivano fatte solo all’affittuario, consegnando le carte non a lui o ma a qualunque cinese fosse presente dietro al banco.

Mi sento in parte corresponsabile in questa vicenda perché, quando abbiamo scoperto che Gestor non esigeva in modo corretto i tributi, sono stato favorevole ad una procedura più serrata, dettagliata nel corso di un’udienza conoscitiva nella Commissione Attività Produttive. Una procedura che prevedeva un collegamento più stretto fra Settore Entrate dell’Assessorato di Paola Bottoni e Sportello Imprese dell’Assessorato al Commercio.

Tale impegno ha prodotto risultati relativamente soddisfacenti perché le revoche sono state poche, per evitare ricorsi e liti giudiziarie.

Nei giorni scorsi, la società Equitalia (che ha un ufficio nella sede comunale in Piazza Liber Pardisus) ha illustrato ai sindacati degli operatori commerciali le sue modalità di lavoro per il recupero (attraverso le trattenute a ruolo) delle somme che i commercianti (ambulanti e non) devono al Comune di Bologna. Cifre consistenti. Si parla di 200 posizioni debitorie (100 al sabato e 100 al venerdi) con 600.000 euro di credito da parte del Comune di Bologna. Pare che ci sia anche un ambulante che è debitore, da solo, di oltre 50.000 euro.

Ma sembra che, oltre a debiti per INPS, multe ecc.., siano compresi anche pagamenti di COSAP, che non è stata rateizzate ad altri commercianti debitori. Fra cui, quello della triste storia di cui ho parlato in principio.

Insomma, due pesi e due misure, in situazioni analoghe.


CHIEDO

Se l’Amministrazione Comunale ritiene il commercio ambulante elemento importante dell’economia cittadina e se ritiene che una puntuale, rigorosa ed omogenea modalità di riscossione dei tributi locali sia elemento fondamentale di equità nei confronti dei contribuenti bolognesi;
Se Gestor spa, negli ultimi 6 mesi, ha continuato le attività di verifica dei pagamenti inerenti i canoni di occupazione di suolo pubblico in Piazzola e negli altri mercati ambulanti:
Se, seguendo il piano di lavoro avviato dal Settore Entrate e dallo Sportello Imprese nel 2007, gli atti siano stati emessi sistematicamente nel mese successivo a quello di scadenza del canone (trimestrale) e quanti atti di recupero delle somme siano stati emessi nel 1°, nel 2° e nel 3° trimestre 2008;
Se è vero che la società Equitalia ha accordato a circa 200 ambulanti il pagamento “a ruolo” delle proprie posizioni debitorie per un totale di 600.000 euro e se è vero che (oltre a multe, INPS ecc…) siano stati inseriti “a ruolo” anche pagamenti della COSAP (Tassa di occupazione di suolo pubblico);
Se è vero che esiste un ambulante che, da solo, è debitore di oltre 50.000 euro (circa 10-15 anni di pagamenti mancati) e perché nei suoi confronti non sia stato mai emesso un provvedimento di decadenza;
Perché il Comune consenta, ora, la rateizzazione dei debiti COSAP, mentre non l’ha concessa agli ambulanti (8/9) che sono stati dichiarati decaduti tra il 2007 e il 2008.


Serafino D’Onofrio