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intervento di inizio seduta in  consiglio comunale del 5 maggio 2008


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Rassegna Stampa

"I musulmani avranno la moschea sde accettano di fare la Fondazione" - da "Il Resto del Carlino" del 6 maggio 2008 (file pdf)

L'assessore Merola: "Bene, quella è la condizione imprescindibile" - da "Il Resto del Carlino" del 7 maggio 2008 (file pdf)

L'assessore Merola apre al Centro islamico. Ma la sinistra radicale lo impallina su Caab - da "Il Domani" del 8 maggio 2008 (file pdf)

Merola apre alla Moschea, ancora lite con la Sinistra - da "Il Bologna" del 8 maggio 2008 (file pdf)

La giunta apre agli islamici: "Si al summit" - da "Corriere di Bologna" del 8 maggio 2008 (file pdf)

"La vecchia moschea? Spostatela" - da "Il Resto del Carlino" del 8 maggio 2008 (file pdf)

 

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home/interventi/almeno, un parcheggio in via Pallavicini

 






ALMENO, UN PARCHEGGIO IN VIA PALLACIVINI


A Bologna non ci facciamo mancare niente. Mancava la guerra di religioni ma forse, grazie all’originale comportamento di un assessore, riusciremo ad avere anche quella.
Il tema della nuova Moschea a Bologna è stato affrontato inizialmente soltanto come un PROBLEMA URBANISTICO. In un secondo momento, è giunto il PROBLEMA CULTURALE, dopo che la Destra ha soffiato sul fuoco con tutto il fiato possibile. Alla fine, ma solo dopo il successo della Lega, da pochi giorni è sorto anche il PROBLEMA POLITICO. Ecco in sintesi l’iter tormentato della vicenda che, partita come un grande progetto di condivisione (coinvolgimento dei Consiglieri di tutto l’ex Centro Sinistra e una sfilza di assemblee in zona), si è concluso con tre lapidari lanci di agenzia dell’assessore Merola, che gettava a mare tutto il lavoro di due anni.

La cosa stravagante è la nuova metodologia adottata dal P.D., che non si pone minimamente il problema della coerenza con le scelte amministrative e con le impostazioni politiche precedenti. Oggi, sembra che basti l’iniziativa di un assessore, corroborata da un intervento del Sindaco, per far cambiare linea ad un Partito che ha preso circa la metà dei voti in città. Poco importa se questo modo di fare mette a repentaglio il dialogo con una delle più numerose comunità religiose della città (forse la seconda) e se una parte degli Assessori non sanno più come posizionarsi.

La brusca interruzione del confronto con la comunità islamica voluta dall’assessore Merola (in partenza per la Corea), è sopraggiunta dopo la richiesta da parte dei musulmani di creare un’associazione e non proprio una fondazione (che richiede un costo di oltre 200.000 – 300.000 euro). L’assessore Merola crede che il mondo islamico sia costituito esclusivamente da sceicchi, titolari di harem e da petrolieri. E crede anche che gli islamici facciano presto a raccogliere i soldi, come fece Alì Babà, aprendo la porta del tesoro. L’Assessore, che ha sempre detto di voler vigilare sulla trasparenza dei finanziamenti per realizzare l’opera, dovrebbe essere ben contento che un centro religioso faccia una obiezione per contenere i costi. O avrebbe preferito che fossero arrivati nel suo ufficio con una valigetta con migliaia di bigliettoni da 500 euro?
Ma la “Fondazione”, diventata improvvisamente fondamentale per controllare la provenienza dei fondi, è prevista soltanto al punto 8) dell’elenco degli impegni fissati dal Comune e dal Quartiere, dopo la prima fase. Perché tanta enfasi oggi?Il Sindaco e l’Assessore dicono anche che il Centro di Cultura Islamica deve assolutamente rinnegare l’UCOI. Il “Centro” è sempre stato aderente a questa Organizzazione e in nessuna atto è stata chiesta o concordata l’uscita dall’UCOI. Anzi, all’inizio del terzo incontro del percorso partecipato è stata distribuita una rassegna stampa con le rassicurazione del Sottosegretario al Ministero degli Interni circa la comunità islamica bolognese. E allora? Allora, è cambiato il clima politico. Il P.D. vuole cavalcare la paura delle persone e, come vedremo nel prossimo dibattito sullo spray, sui manganelli e sulle rande, si adatta a qualunque soluzione, scartata fino a pochi giorni fa. Quale che sia il seguito di questa vicenda che rischia di compromettere le relazioni di un’intera comunità culturale e religiosa con il Comune, lo vedremo.
Ma, adesso, occupiamoci della Moschea che c’è e che i leghisti vorrebbero eliminare da via Pallavicini. Nella Delibera di Giunta 282 del 18 settembre 2007, si decide di realizzare un luogo di culto nuovo, differente da quello esistente alla Croce del Biacco “anche allo scopo di evitare le conseguenze di un ampliamento della stessa e di conseguenza un ulteriore peggioramento dell’impatto di viabilità della zona già assai critico dal punto di vista dei parcheggi e delle strade esistenti”.
Il problema di evitare il rischio di conflitti fra credenti musulmani che si vedono maltrattati dal Comune ed i residenti della Croce del Biacco è evidente. Lo ha ricordato nei giorni scorsi il presidente del Quartiere Carmelo Adagio, sollecitando la realizzazione di parcheggi e anche di una viabilità alternativa a quella attuale. Se i ponti sono del tutto rotti, come dicono Merola e Cofferati, cerchiamo di risolvere, almeno, i problemi gravi di convivenza che ci sono oggi in via Pallavicini.


Serafino D’Onofrio