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intervento di inizio seduta in  consiglio comunale del 7 luglio 2008


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Rassegna Stampa

D'Onofrio: chiarire se il Comune ha favorito il pasticcio Gestor  - da "Repubblica" ed Bo dell' 8 luglio 2008 (file pdf)

D'Onofrio attacca Palazzo d'Accursio: "Accertare le responsabilità" - da "Il Resto del Carlino" dell' 8 luglio 2008 (file pdf)

 

 

 

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LA GRANDE GIOSTRA DI GESTOR spa

Tutti i bolognesi che versano soldi per le imposte negli uffici di via Saffi sono convinti di pagare tributi al Comune. Imprenditori per campagne pubblicitarie. Commercianti per le insegne dei negozi. Ancora, commercianti per la pulizia e l’occupazione di suolo pubblico di dehors o piazzole di commercio ambulante. Semplici cittadini o amministratori di condominio per il canone sui passi-carrai. Insomma, moneta fresca che entra, giorno per giorno, nelle casse di Gestor.

La Gestor a Bologna ha vinto una gara e non deve andare a cercarsi i clienti. Gode di incassi garantiti e, trimestralmente, deve conferire al Comune di Bologna gli introiti, detratti dei compensi che le sono riconosciuti per i servizi di riscossione. In questa situazione, per il ritardo nei versamenti, il pagamento di penali e il rischio di una revoca della concessione (escludendo ipotesi di masochismo finanziario) non vedo altra ipotesi se non quella che i soldi incassati non siano più disponibili. Forse, hanno preso altre strade e sono stati utilizzati per coprire debiti verso altre Amministrazioni comunali? Insomma, è possibile che i soldi versati dai bolognesi siano finiti a Brindisi, a Vignola, ad Arezzo o a Grugliasco? Soldi che girano per l’Italia e che alimentano e coprono un buco finanziario itinerante. A meno che Gestor spa non abbia una spiegazione diversa più convincente.

I soldi dei bolognesi (milioni e milioni di euro) non ci sono più e non è un’illazione. Lo si capisce dal contenuto e dal tono della lettera che il 19 giugno scorso l’Amministratore Unico della Società ha inviato al Direttore delle Entrate del Comune di Bologna. Si parla di “ristrutturazione finanziaria della società”, quasi ultimata. Si parla di “eliminare in luglio ogni pendenza e di rispettare gli obblighi contrattuali in maniera rigorosa, grazie all’apporto della nuova proprietà (S. Giorgio spa)”. Si chiede al Comune di stare immobile e di “non intraprendere iniziative che potrebbero pregiudicare il perseguimento di un risultato ormai prossimo”.

Il Comune di Bologna, che con Gestor non è mai stato ipercinetico (basta pensare che Il Settore Entrate e l’Ufficio Legale ignoravano che la Società Fidecomm, che garantiva con fideiussione la Gestor, è stata cancellata cinque mesi fa dall’Albo degli Intermediari Finanziari), ha concesso alla società un nuovo ultimo termine per pagare, pena la revoca della concessione.

La Gestor è una società in crisi. Dal sito internet risultano ancora appaltanti molti Comuni e Capiluogo di Provincia che, invece, hanno da tempo cessato i rapporti fiduciari con la Società e che hanno revocato le concessioni.

Dopo le nostre denunce, la Gestor non può perdere Bologna perché la nuova proprietà perderebbe la faccia. E quindi, il termine del 20 luglio sarà, probabilmente, rispettato. Torneranno a Bologna milioni di euro che dovevano rimanere in città e sarà saldato temporaneamente il debito. Ma, anche questa volta, saranno utilizzati i soldi incassati in altre città? Il Comune di Bologna incasserà, magari, soldi versati dai cittadini di Ercolano, di Magenta, di Sulmona o di Giovinazzo. Una transumanza milionaria e una giostra finanziaria senza fine.

Ma cosa succede nella sede di via Saffi? La Gestor ha 7 dipendenti addetti alle affissioni, 9 dipendenti addetti alle attività di ufficio ed 1 funzionario responsabile. A Bologna esiste una RSA della CGIL. I lavoratori si vedono passare sotto il naso i versamenti dei bolognesi ma la Società fa fatica a pagare con regolarità gli stipendi. Ritardi di settimane per persone che hanno salari inferiori ai 1.000 euro mensili. La Tredicesima 2007, anziché entro il 24 dicembre, è stata pagata in gennaio 2008. I rappresentanti sindacali hanno dovuto accettare una soluzione di compromesso. Fino a 4 mesi fa, l’attesa durava qualche settimana. Da aluni mesi, viene, prima, erogato un acconto di 500 euro e il saldo segue dopo un po’. La Quattordicesima 2008 doveva essere pagata entro l’1 luglio e, invece, i dipendenti percepiranno, prima, il solito acconto di 500 euro. Il Responsabile del Settore Entrate del Comune è dovuto intervenire personalmente per far sì che la società versi le competenze ai lavoratori.

La vicenda della Piazzola insegna che c’è da fidarsi poco. Un buco di 500.000 euro non è una sciocchezza e qualcuno dovrà risponderne. Oltre a quella partita specifica, la situazione della GESTOR a Bologna non si può definire né chiara, né trasparente. Come amministratore pubblico, credo che sia necessario che, se non è già aperto un fascicolo, un Magistrato indaghi su questa vicenda. Per verificare tempi, modalità e documenti di questa storia. E’ bene chiarire, una volta per tutte, se all’interno dell’Amministrazione comunale di Bologna ci sono stati comportamenti, azioni o omissioni che hanno favorito questa situazione vergognosa.





Serafino D’Onofrio