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domanda di attualità in  consiglio comunale del 25 gennaio 2008


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Rassegna Stampa

"Noi infermieri ammalati di lavoro" - da "Repubblica" ed Bo  del 27 gennaio 2008 (file pdf)

Dalla denuncia in consiglio comunale alla smentita della direzione sanitaria -  da "Repubblica" ed Bo  del 27 gennaio 2008 (file pdf)

Lottizzazione, accuse all'Ospedale Maggiore - da "Il Bologna" del 26 gennaio 2008 (file pdf)

Scontro sulla sanità - Non c'è la casta - da "Il Domani" del 26 gennaio 2008 (file pdf)

Maggiore, gli infermieri usano gli antidepressivi - da "Repubblica" ed Bo  del 26 gennaio 2008 (file pdf)

Nella sanità lottizzata al Pd va il 54% dei direttori generali - da "Il Sole 24Ore" del 22 gennaio 2008 (file pdf)

Ospedale Maggiore - D'Onofrio: più risorse - da "Il Domani" del 29 gennaio 2008 (file pdf)

Cecilia, il pm dispone l'autopsia - da "Corriere di Bologna" del 30 gennaio 2008 (file pdf)

Morte di Cecilia, 5 medici nel mirino della Procura - da "Il Resto del Carlino" del 30 gennaio 2008 (file pdf)

Lavoro troppo, vado avanti a psicofarmaci - da "Left" del 1 febbraio 2008 (file pdf)

"Il pronto soccorso del maggiore è allo stremo" - da "Il Resto del Carlino" del 7 febbraio 2008 (file pdf)

 

Documenti correlati

 

 

 

 

home/interventi/L'ospedale maggiore lancia un s.o.s. alla città







L’OSPEDALE MAGGIORE LANCIA UN S.O.S. ALLA CITTA’


Dopo il caso Mastella, si è riaccesa l’attenzione sulla Sanità pubblica lottizzata.

Il sole 24 ore di alcuni giorni fa ha reso noto un dato aggiornato dell’aggiudicazione nelle Aziende sanitarie, precisando che il P.D. dispone del 54% dei Direttori Generali e di ben 16 manager su 17 in Emilia Romagna.

Fin qui niente di nuovo, anche perché Gian Antonio Stella, il fustigatore della Casta, in televisione ha sostenuto che può essere anche normale che il Governatore di una Regione voglia assicurarsi comportamenti amministrativi omogenei alle scelte politiche fatte, purché tale abitudine non preveda anche la nomina di primari di questo o quel colore.

Arriva un nuovo Direttore Generale nella Sanità bolognese e Abbiamo letto che il dott. Riboldi lascia l’AUSL senza rimpianti, minimizzando le cose non realizzate e attribuendo una stato d’ansia eccessiva ai genitori che hanno protestato per la mancata assistenza dei figli al Pronto Soccorso del Maggiore, nei giorni scorsi.

E partiamo proprio dal Pronto Soccorso per evidenziare, invece, quello che i rappresentanti sindacali dell’AUSL, i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e le Associazioni per i diritti del Malato lamentano.

1 - Il Pronto Soccorso dell’ospedale Maggiore accoglie sempre più diverse tipologie di emergenze: la pediatria, l’odontoiatria, l’ortopedia notturna del Rizzoli ed anche l’assistenza alle donne che hanno subito violenza. Ad un tale accumulo di attività non corrisponde l’ampliamento dei locali dedicati, né tanto meno un adeguato numero di operatori.


2 - I Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza lamentano che le carenze di personale si concretizzano nell’assenza di turn over per il lavoratori in malattia ed in gravidanza. I turni ripetuti spingono un’alta percentuale di dipendenti all’uso di farmaci antipressivi. Tale situazione di sovraffaticamento si è ulteriormente aggravata dopo l’entrata in vigore della Finanziaria che (art. 3 comma 85) ha eliminato (soltanto nella Sanità) l’obbligo di riposo dopo 11 ore di lavoro nell’arco delle 24 ore. Tale norma è in contrasto con quelle in vigore negli altri Paesi dell’Unione Europea.


3 - Il 2007 è stato definito l’anno nero per la sanità bolognese e dell’Emilia Romagna. Uno dei 3 lavoratori risultati positivi al test dell’HIV in provincia ha subito, recentemente, un infortunio sul lavoro nel reparto Terapia Intensiva Prenatale del Maggiore.


4 - Il personale in servizio al P.S. è totalmente indifeso di fronte all’ira del pubblico in attesa e di fronte alle aggressioni di pazienti problematici. Il presidio di Pubblica Sicurezza è in locali distanti, che rimangono chiusi di notte e spesso anche di pomeriggio. Di notte, una sola guardia giurata in tutto l’Ospedale.


5 - L’avvicendamento ai vertici della Direzione Generale ed il rinnovo delle RSU hanno provocato il blocco della contrattazione negli ultimi 3 mesi e non si sa neanche per quali attività sarà utilizzato l’edificio di 13 piani (monoblocco corpo D) con pista di atterraggio per elicotteri.


6 - Nel frattempo l’ospedale Maggiore assume la caratteristica di un gigantesco poliambulatorio che segue tutti i tipi di emergenze ma in cui peggiora la qualità delle prestazioni ordinarie e in cui viene impoverita l’attività dei Reparti. L’ultima vittima è il Reparto di degenza dedicato alla Libera Professione, chiuso temporaneamente per il numero crescente di ricovero di pazienti nelle Medicine (costantemente sovraffallate).

Chiedo

Se l’Amministrazione Comunale ritiene fondamentale la collaborazione con la Direzione Generale dell’azienda USL città di Bologna per la tutela della salute in città, in un contesto di confronto con le organizzazione dei lavoratori della Sanità e delle Associazioni per la tutela degli ammalati;

Se non ritiene eccessivo il carico di servizi specialistici per la struttura del Pronto Soccorso dell’ospedale Maggiore, gravato nel tempo anche delle attività di pediatria, di odontoiatria, di ortopedia e di assistenza alle donne che hanno subito violenza;

Se condivide la pratica finora realizzata, che tende a trasformare l’Ospedale Maggiore in un gigantesco poliambulatorio nel quale il personale medico, infermieristico ed ausiliario perde qualificazione, a vantaggio di altre Strutture pubbliche e private;

Se è al corrente che i carichi di lavoro ed i turni creano nei reparti condizioni di sovraffaticamento del personale, denunciate anche dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza;

Se non ritiene che, dopo il 2007 (definito anno nero per la Sanità bolognese ed emiliana) sia necessario sollecitare la Regione Emilia Romagna ad effettuare i risparmi in altri settori, rivedendo anche le scelte di territorializzazione finora adottate, che non hanno migliorato i servizi per i cittadini.


Serafino D’Onofrio