intervento di inizio seduta in consiglio comunale del 19 febbraio 2008
Rassegna Stampa
Bilancio approvato per un voto. E il Pd si spacca sui gay - da "Il Resto del Carlino" del 23 febbraio 2008 (file pdf)
La Giunta approva il Bilancio ma grazie ad appena un voto - da "Il Bologna" del 23 febbraio 2008 (file pdf)
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bilancio della disillusione
IL BILANCIO DELLA DISILLUSIONE
L’anno prossimo voteremo un bilancio preelettorale, che non farà testo. Il
primo bilancio, quello del 2005, fu il bilancio della fiducia,
dopo la vittoria elettorale di 6 mesi prima. Nonostante si udissero già molti
scricchiolii, quello del 2006 fu il bilancio della speranza,
tanto è vero che l’Altra Sinistra presentò 4 Odg che vennero approvati. I
rumori sinistri (ma non di sinistra) si moltiplicarono nel tempo e il bilancio
del 2007 fu il bilancio del dubbio. L’Altra Sinistra presentò una
valanga di Odg che furono approvati e regolarmente disattesi. Questo del 2008
è il bilancio della disillusione e ci asterremo, sfiniti!
Giungiamo al traguardo della votazione di venerdì 22 febbraio, dopo una serie
interminabile di incontri, vertici, riunioni tecniche, approfondimenti
tematici, documenti, contro-documenti ecc.. Un’altalena stressante, nella
quale abbiamo resistito esclusivamente grazie alle relazioni di Gianguido
Naldi ed alla pervicace insistenza di Milena Naldi. Entrano in Maggioranza. I
loro sforzi meritavano un risultato migliore ma loro si accontentano e
speriamo che godano.
L’Altra Sinistra si asterrà perché, dopo un esame radiografico del nostro
documento programmatico, abbiamo ottenuto impegni politici che dovrebbero
trasformarsi in impegni finanziari. Avremmo voluto vedere i soldi e per ora ci
sono promesse. Quindi il voto di astensione è fin troppo benevolo.
La distanza fra la Giunta e la nostra Area è enorme ed é pari solo alla
distanza che gli assessori hanno dalla città e dai suoi problemi quotidiani e
reali. Gli assessori di Cofferati (fanno eccezione 2 o 3) non prevedono
l’ascolto, il dissenso, la possibilità di integrazione con nuove proposte.
Come se in testa avessero un microchip che attiva solo la modalità di
“illustrare il proprio percorso” e talvolta di “incazzarsi” nei confronti
delle contestazioni più insistenti.
Io rivendico, come attività consiliare, qualsiasi intervento, qualsiasi
domanda o proposta fatta in Consiglio Comunale e nelle Commissioni. Se le
proposte o le critiche giungono dalla Minoranza c’è una ragionevole
presunzione di ritenerle strumentali, fuorvianti o propagandistiche. Ma, negli
scorsi anni, gli assessori ed il Sindaco hanno tenuto atteggiamenti di
indifferente sufficienza anche verso le eccezioni sollevate dall’Altra
Sinistra, che non governa da due anni ma che ha sostenuto la Maggioranza fino
a settembre, in modo critico.
Ieri Monteventi ha ricordato il problema del recupero del cibo non distribuito
nelle scuole. Nella votazione di bilancio di due anni fa il Consiglio Comunale
ha impegnato la Giunta ad iniziare (allora) una sperimentazione che avrebbe
dovuto far distribuire ai bisognosi il 10% del cibo prodotto e non
somministrato. La Giunta sostiene da tempo un progetto “il buono che avanza”
che noi condividiamo e che prevede il recupero di sostanze alimentari in
scadenza dai supermercati. Lo abbiamo definito “un ottimo mezzo progetto”
perché manca l’altra parte. Nonostante Seribo sia una società di cui il Comune
è socio di maggioranza e nonostante ne sia amministratore uno stretto
collaboratore del Sindaco, non ci si riesce. Si nega il problema e si rinvia
ad altri tavoli, preferendo ignorare una legge dello Stato che prevede di
effettuare tale raccolta e tale distribuzione. La conclusione è che nelle
scuole i panini imbustati singolarmente e la frutta vengono buttati via o si
consente alla Seribo di consegnarne quantitativi inferiori a quelli previsti.
Sul cibo biologico, equo- solidale, sul cibo certificato abbiamo avuto gli
stessi problemi e quello che è possibile nelle scuole di Roma, da anni, non è
possibile a Bologna.
Ma rimaniamo nella scuola.
La vicenda delle Aldini si é conclusa con un voto contrario dell’Altra
Sinistra alla frettolosa statalizzazione rifiutata dai docenti. L’assessora
Virgilio, pochi giorni dopo in un documento, ha riassunto a modo suo la
situazione, dando grande valenza politica al voto di immediata esecutività
delle delibera che, cortesemente, avevano dato solo due consiglieri dell’Altra
Sinistra. Una mistificazione gratuita.
Tutti i giornali della città sono ogni giorni spietati sulla condizione della
Sanità bolognese (le attese al Pronto Soccorso, il sovraffollamento, gli
episodi gravi di malasanità, lo stress e il carico di lavoro del personale).
Il nostro Assessore si indigna ed è insofferente di fronte alle critiche, che
riguardano una gestione autonoma di competenze che non sono del Comune di
Bologna.
All’Aeroporto, la Magistratura indaga su un vicenda gravissima, denunciata
anche da anni da questi banchi, che ha scoperchiato un pentolone maleodorante
di truffe, malaffare, corruzione. Il problema riguarda anche la precarietà di
centinaia di lavoratori degli appalti ed il posto di lavoro di oltre 30 operai
licenziati. E il Comune fa finta di niente, come se non ne fosse il più
importante socio pubblico. Dopodomani incontreremo i sindacati ed i lavoratori
dell’Aeroporto ma hanno rifiutato di presentarsi sia gli amministratori
nominati dal Sindaco che lo stesso Cofferati. Il Sindaco, però, fa sapere che
si affretterà a nominare un nuovo consigliere al posto del dimissionario
Bernabe’.
Abbiamo ottenuto, con il consenso dei sindacati, che venga adibita ad albergo
popolare la Struttura di via del Pallone, che Agio non vuole più tra i piedi.
Nel frattempo, rimane nebuloso il percorso che porterà all’acquisizione ed
all’utilizzazione delle casette prefabbricate del villaggio olimpico di
Torino. E così anche per altre strutture di accoglienza collettiva.
Pare che l’assessora Patullo avrà anche la delega ai giovani. In nome di
un’amicizia incomprensibilmente finita una anno fa, le auguro di non ripetere
gli errori che hanno allontanato l’Amministrazione dal volontariato sportivo
bolognese. Una realtà che, nella storia della Bologna repubblicana, è stata
motore di consenso politico ma è stata soprattutto garanzia di coesione
sociale. Forse avremo un’assemblea cittadina delle società sportive. Sarà
un’occasione per rivederli tutti insieme. Ma ricordo all’Assessora che tali
sedi consultive (la Consulta dello sport) una volta erano luoghi celebrativi
di una realtà che, però, lavorava a fianco del Comune con impegno quotidiano,
riconosciuto ed apprezzato.
Nella città seconda in Italia per pressione fiscale e per le contravvenzioni
non si può pensare di avviare una stagione di grandi opere pubbliche contro il
parere dei residenti, delle associazioni di commercianti e artigiani, contro
l’opinione degli urbanisti e delle forze politiche della Sinistra. La
testardaggine, in questo campo, è parallela all’autosufficienza che
caratterizza il Partito Democratico da un paio di mesi. Il Civis non ci piace
e, se tecnicamente possibile, crediamo che sia utile un referendum che vada
oltre l’elemosina di qualche posto macchina che Zamboni vorrebbe dare a chi
protesta.
L’Amministrazione finora ha preferito rinnegare il programma elettorale sul
Civis, sugli insediamenti in collina, sul parcheggio della Manifattura delle
Arti per paura di attivare contenziosi legali onerosi o avventurosi. L’unica
eccezione è stato il metrò, trasformato in metro-tranvia, pur di fare una
grande opera. Nel frattempo, giace da anni un Odg che prevede il raddoppio del
binario di cintura per collegare fiera e stazione con costi di realizzazione
ridicoli. Quale è stato l’impegno del Comune per andare avanti, come indicato
dal Consiglio Comunale.
Abbiamo presentato anche quest’anno un Odg per istituire un fondo di
solidarietà e un Regolamento per riconoscere i danni ed i disagi subiti da
operatori commerciale e residenti nella realizzazione di opera pubbliche. A
Roma, tale provvedimento è attivo da un anno e mezzo. Anche lo scorso anno
presentammo questa proposta civile e ci fu promesso un gruppo di lavoro per
approfondire il problema. Non se ne è fatto più nulla. Vediamo come andrà
quest’anno!
Ho grande stima per tanti colleghi del PD che si preparano a votare questo
bilancio disciplinatamente. Ma non siete stanchi? Come può una persona come
Melega, che ieri è intervenuto con misura, passione civile e competenza sui
problemi della laicità e della libertà delle donne, non vedere il vuoto che
c’é.
Cofferati abilmente trascina ogni problema per mesi, mentre gli assessori
pontificano, senza ascoltare. Eppure, a Bologna ci sono state generazioni di
bravi assessori, sindaci e consiglieri. L’entusiasmo di Guido Fanti è lo
stesso da 30 anni. E questa considerazione vale anche per i democristiani,
Marabini, Tesini, che avevano nel cuore il futuro di questa città. Loro!
Serafino D’Onofrio