intervento di inizio seduta in consiglio comunale del 1 dicembre 2008
Rassegna Stampa
Il Marconi fa una societa' per la gestione delle merci - da "Repubblica" ed Bo del 2 dicembre 2008 (file pdf)
D'Onofrio attacca l' aeroporto - da "Il Domani" del 2 dicembre 2008 (file pdf)
"Serviva la nuova Gestione Merci"? - da il "Bologna" del 2 dicembre 2008 (file pdf)
Marconi handling si fa in due - da "Il Resto del Carlino Bologna" del 2 dicembre 2008 (file pdf)
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home/interventi/ancora scatole cinesi all'aeroporto marconi
ANCORA SCATOLE CINESI ALL’AEROPORTO MARCONI
A meno di un anno dall'arresto dell'ex AD di Marconi Handling, Sante Cordeschi,
la dirigenza della SAB, la società di gestione dell’Aeroporto Marconi, si
appresta a creare nuove scatole cinesi, con l’annunciato scorporo/cessione del
ramo d’azienda della gestione del servizio merci.
Marconi Handling (società al 100% di proprietà della SAB) intende cedere a
FAST FREIGHT MARCONI Srl (partecipata al 100% da Marconi Handling) l'attività
di servizio handling merci, mediante conferimento di ramo d'azienda.
Con l'operazione non si vende e non si cede a terzi nessuna attività. Si crea
solo una nuova società di handling, che si occuperà esclusivamente della
movimentazione delle merci, all’interno dell’area aeroportuale bolognese.
Non sembra essere un’operazione utile, ma si creeranno dal nulla altri posti
da manager (quindi altri super stipendi da Direttore e Amministratore
Delegato). Come è avvenuto con la creazione di Marconi Handling.
Trattandosi di un'Azienda che produce servizi, anzi un pubblico servizio,
il trasferimento riguarderà solo i lavoratori e non i beni connessi
all'attività. Con questo principio SAB potrebbe creare anche la Società
Biglietteria Aeroporto Marconi, la Società Assistenza bagagli, la Società
Ufficio informazioni, la Società Marconi Business Lounge (Sala VIP), la
Società per l'Assistenza Passeggeri Ridotta Mobilità e per ogni altra attività
in cui un gruppo di lavoratori ha competenze specifiche.
Ma l'insieme delle operazioni di inserimento dati di merci, passeggeri,
bagagli, carburante etc.. sono strettamente collegate tra loro e non possono
essere considerate, in alcun caso, attività separate perché determinano il
bilanciamento dell'aereo, condizione indispensabile per la sicurezza del volo.
Questo ulteriore scorporo di società metterà in condizione gli azionisti
pubblici di esercitare un controllo ancora minore sulle partecipate, eludendo,
di fatto, il controllo che le Istituzioni Pubbliche si sono riservate di
effettuare.
Se queste società avranno bilanci in passivo, come accade da anni a Marconi
Handling, alla fine saranno i contribuenti a farne le spese, con gli
inevitabili “ripiani di bilancio” che dovranno essere effettuati.
I sindacati unitari contestano questa operazione, non prevista dal Piano
Industriale. Ed oggi alle 17 incontrerannpo i vertici di Sab. Non ci sarà il
sindacato RdB (che contesta questa scelta a sua volta) perché ancora oggi
discriminato, nonostante sia il più rappresentativo e nonostante abbia avuto
una massicia adesione di lavoratori allo sciopero del 25 novembre scorso.
Ma qual’è la motivazione reale di questo ulteriore scorporo e quali
benefici ne possano derivare e a chi?
• A tutt’oggi, alla Camera di Commercio, la FAST FREIGHT MARCONI non
risulta ancora registrata. Non è chiaro il motivo che spinge SAB a concludere
in fretta, entro il 18.12.
• Il capitale sociale risulterebbe essere di 10.000 euro, livello che non
soddisfa il requisito di idoneità del prestatore di cui al Dl 18/99 art 13a),
per cui il capitale sociale deve essere pari ad un quarto del presumibile giro
di affari (2 milioni circa), quindi il capitale risulterebbe 1/50 del
necessario.
• ENAC non ha ancora rilasciato alla nuova azienda le autorizzazioni
necessarie ad operare in quanto non è stata ancora ufficialmente informata
della sua esistenza.
Gli azionisti pubblici, per i contribuenti e per i lavoratori, dovrebbero
evitare che si ripetano situazioni già vissute, creando i presupposti per un
nuovo caso “Doro Group”.
Per quello scandalo il GIP mosse pesantissime accuse nei confronti dell'allora
A.D di Marconi Handling Cordeschi, scrivendo che “sfruttò il mandato
conferitogli dal CdA della società e si impegnò a realizzare il suo piano
criminoso di creare una struttura per l'espletamento dei servizi di handling
che operasse sotto il suo controllo, anche in violazione delle norme vigenti”.
Ma in FAST FREIGHT MARCONI quale ruolo avrà la presidente Gualtieri?
Attualmente è:
1. Presidente di Aeroporto Marconi di Bologna SpA,
2. Consigliere delegato di Aeroporto Marconi di Bologna SpA
3. Consigliere di amministrazione di Aeroporto Marconi di Bologna SpA,
4. Presidente CdA di Marconi Handling srl (proprietà SAB al 100%)
5. Consigliere di Marconi Handling srl
6. Consigliere della società Famula on-line (di proprietà Hera 60% -
Engineering 40%),
7. Direttore generale di Promobologna (Agenzia per il marketing
territoriale),
Dopo il mio intervento in Consiglio Comunale del 17 marzo 2008, ha lasciato
l’incarico di consigliere di Hera Bologna S.r.l. (20 maggio 2008) e di
consigliere di Sipro (Agenzia per lo sviluppo Ferrara) (29 agosto
2008).
Ricoprire più cariche (al momento 5) nella stessa Azienda, forse, garantisce
maggiore “discrezione” amministrativa.
Una campagna dei Radicali Italiani chiede a tutte le Amministrazioni locali
di realizzare un’anagrafe pubblica degli eletti. Il Consiglio Comunale di
Bologna ha raccolto l’invito e l’ha già votata. Ma la situazione del Marconi
conferma la necessità di realizzare, parallelamente, una visibile anagrafe dei
manager nominati da chi è eletto. Il potere vero e diffuso sta lì!
Serafino D’Onofrio