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domanda di attualità in  consiglio comunale dell'11 aprile 2008


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Risposta dell'assessore Zamboni alla domada di attualità del consigliere D'Onofrio "L’EVACUAZIONE DELLO STABILE E LA CAMIONALIZZAZIONE DI VIA CARRACCI" dell'11 aprile 2008 - 18 aprile 2008 <segue> (file pdf)

 

 

 

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L’EVACUAZIONE DELLO STABILE E LA CAMIONALIZZAZIONE DI VIA CARRACCI

Assessore, ho ricevuto, come lei, la lettera desolante della titolare del distributore di carburante API. Questa imprenditrice, che ha già subito tutti i disagi dovuto alla cementificazione delle fogne ed al lavoro degli autospurgo, è in credito da TAV di un risarcimento che, se ritarderà ancora, metterà a rischio l’esistenza della stessa attività commerciale. Ma ieri negli uffici dell’inutile Info-point le hanno detto di non sperare di incassare un euro fino a fine maggio (90 giorni di ritardo sui tempi da lei concordati).

Il palazzo al n° 6, che sarà evacuato per lesioni, era stato escluso da qualsiasi risarcimento e questo la dice lunga sull’attendibilità delle valutazioni fatte da TAV.

Via Carracci è un territorio di democrazia sospesa. Il presidente Mazzanti finora ha impedito un Consiglio di Quartiere aperto ai cittadini. Ad ogni seduta, il consigliere Orazio Sturniolo della Sinistra Arcobaleno chiede quando ci sarà questo evento biblico, che Mazzanti rinvia a tempo indeterminato. Poi, racconta che di assemblee ne ha fatte tante ma l’ultima che ricordiamo è del dicembre 2005. Ma si parlava della chiusura parziale del Ponte di Galliera e non di danni, indennizzi e qualità della vita. Ma come mai, giustamente, per la Moschea e per il Civis i Presidenti dei Quartieri interessati organizzano incontri con i cittadini con regolarità?


E’ possibile che per costruire una stazione ferroviaria di A.V. sia necessario trasportare i materiali in senso “in” (inerti sussidiari all’impianto di betonaggio del cantiere) e “out” (terra da scavo) e che il vettore utilizzato sia camionistico in via esclusiva o prevalente?
E’ già accaduto nel trasporto di una prima montagna di terreno scavata negli anni scorsi. Siamo di fronte ad una contraddizione evidente, nonostante il chiacchiericcio elettorale sulla necessità di privilegiare il “ferro” rispetto alla “gomma”.
Oggi il problema si ripropone, solo che i volumi di materiale oggetto della movimentazione nei due sensi, sono importanti, e stimabili complessivamente in 1.000.000 di metri cubi. Oltretutto, non risultano definiti i flussi di origine e destino dei materiali. Il probabile risultato è l’ennesimo “regalino” non solo agli abitanti di via Caracci ma all’intera città. Ma, nel caso malaugurato in cui il Comune non riesca ad evitare la movimentazione camionistica, ci aspettiamo che il Comune:
   chiarisca le modalità del trasporto preliminarmente ed in modo inequivocabile. E che riceva prima i nominativi delle ditte incaricate materialmente del trasporto e delle targhe dei camion che verranno utilizzati;
   installi un po’ di telecamere (visto che Lei, assessore è persona discreta ma si è appassionato alle riprese nascoste) per verificare quali ditte rispetteranno i divieti, gli orari ed i percorsi fissati e chi invece li disattenderà.
   istituisca un’adeguata sorveglianza sul rispetto dei limiti di carico dei camion, che con il peso eccessivo possono danneggiare il manto stradale.
   garantisca, almeno, che i camion in arrivo (con gli inerti) ripartano carichi (con la terra), per evitare che i cittadini subiscano il doppio dei passaggi (in entrata, prima, e in uscita, dopo).


Chiedo

1 - Se l’Amministrazione Comunale ritiene fondamentale per il futuro della città la realizzazione della linea ad alta velocità ferroviaria e se ritiene che tale prospettiva debba gravare pesantemente sugli abitanti di alcune zone;


2 - Se l’Amministrazione ritiene accettabile che Italferr ritardi arbitrariamente per mesi l’erogazione degli indennizzi concordati, beffando i residenti e danneggiando seriamente le attività imprenditoriali della strada;


3 - Se condivide la scelta del Presidente del Quartiere Navile che dilaziona all’infinito la convocazione di un Consiglio di Quartiere aperto, richiesto da mesi dai Consiglieri della Sinistra Arcobaleno;


4 - Se ritiene che l’Amministrazione Comunale abbia fiancheggiato in modo adeguato i cittadini del civico n° 6 e perché non è stata trattata la vicenda degli indennizzi degli evacuandi in modo collettivo ma si è accettato che Italferr la gestisse con trattative individuali;


5 - Quale è il reale quantitativo di materiali inerti che verrà scaricato nel “Cassone” dell’A.V., quale è la provenienza del materiale e se ne è accertata la non pericolosità;


6 - Se la terra che verrà portata via sia inquinata o meno;


7 - Con quali vettori (treno o camion) saranno trasportati il materiale inerte in arrivo e la terra di asporto in partenza e, in caso di trasporto con camion, se saranno fissati percorsi obbligatori, controllati e sanzionati dall’Assessorato alla Mobilità.



Serafino D’Onofrio