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Intervento di inizio seduta in Consiglio Comunale del 27 novembre 2006


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Rassegna Stampa

Il "caso" Piazzola va in consiglio - da "Il Resto del Carlino" ed Bo del 26 novembre 2006 (file pdf)

Piazzola - Su 400 ambulanti solo 75 pagano - da "Il Bologna" del 15 dicembre 2006 (file pdf)

Piazzola, via la licenza a chi non paga - da "Il Domani" del 15 dicembre 2006 (file pdf)

Piazzola, mancano 800mila euro di canone - da "L'Unità" ed Bo del 15 dicembre  2006 (file pdf)

Trasparenza lontana - da "Il Bologna" del 15 dicembre 2006 (file pdf)

Piazzola, un dossier sugli affitti. Troppi guai per quella società" - Il plico (anonimo) contro la Gestor recapitato a D'Onofrio -  da "Il Resto del Carlino" 3 gennaio del 2007 (file pdf)

Piazzola, il bollo anti-evasori - da "La Repubblica" ed Bo del 4 gennaio  2007 (file pdf)

Piazzola, gli affitti spariti. La Finanza va in Comune - da "Corriere di Bologna" del 30 gennaio 2007 (file pdf)

Documenti correlati

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UNA PIAZZOLA TRASPARENTE

Che possano esserci “giri oscuri” intorno ad un mercato all’aperto sembra un controsenso ma è una realtà triste e pericolosa da molto tempo a Bologna. Soprattutto, perché quello degli ambulanti è un lavoro duro, tutt’altro che invidiabile

Nel gennaio scorso ho incontrato alcuni venditori ambulanti della Piazzola che lamentavano la condizione descritta in un articolo del Resto del Carlino di oggi. Tali persone, davanti alla mia dichiarata disponibilità ad un intervento in Consiglio Comunale, preferirono attendere un incontro con il sindaco Cofferati. L’incontro non c’è mai stato e gli ambulanti (che sono sostenitori del centro-sinistra) decisero di inoltrare un esposto alla Procura della Repubblica.

I cosiddetti “spuntisti” ogni venerdì e sabato mattina si presentano con il furgone al mercato e sperano di poter “aprire il banchetto”. I primi in graduatoria talvolta ci riescono ed iniziano a lavorare, gli altri se ne vanno e per quel giorno niente “pagnotta”. Nell’ultimo anno, la “spunta” è quasi sempre stata negativa. Le denunce, quindi, sono gravi perché provengono da commercianti che vedono ledere i loro diritti (quelli che legalmente si chiamano interessi legittimi) da parte di due categorie di persone, che l’Amministrazione dovrebbe guardare con sospetto, anziché favorire.

1 - Gli ambulanti morosi (quelli che non sono in regola con il pagamento del “plateatico”) nei confronti dei quali il Comune di Bologna ha chiuso più di una volta gli occhi. Soltanto da pochi giorni l’Amministrazione ha comunicato ai ricorrenti che i morosi (di cui era stata costretta in precedenza a rendere noti i nominativi) hanno saldato i debiti.
Ma per quanti mesi e anni sono stati morosi?
Di che entità è stato il mancato introito da parte del Comune di Bologna ?
E, soprattutto, perché non si è provveduto ad emettere gli opportuni atti di decadenza contro costoro, facendo subentrare altri commercianti che ne avevano diritto?
Invece, gli “spuntisti” hanno dovuto osservare l’attività commerciale ininterrotta dei morosi, mentre a loro veniva vietata l’apertura del “banco”.

2 - Gli ambulanti senza requisisti (in alcuni casi sono morosi) sono, invece, quelli che risultano intestatari di uno o due banchetti e che hanno scelto di intestarne altri a dei prestanome (pensionati o familiari). Si tratta di speculatori che acquistano la concessione comunale e che, senza aver mai fatto un giorno di attività commerciale, attraverso il meccanismo dell’ “affitto di ramo di azienda”, possono affidare l’attività ad altri (anche per pochi mesi). Un meccanismo poco chiaro che può favorire l’infiltrazione di elementi malavitosi nel Mercato, grazie ad un sistema di azeinde/scatole cinesi, in cui fiscalmente è sempre più difficile raccapezzarsi. Mentre il Regolamento Comunale prevede la decadenza della concessione nei confronti di chi utilizza il “titolo” per fare qualsiasi speculazione.
E’ mai possibile che per lavorare in Piazzola ci si debba rivolgere ad alcuni mediatori che aspettano i clienti nei bar limitrofi?

La situazione è tutt’altro che trasparente e merita approfondimenti e prese di posizione chiare dell’Assessorato al Commercio e delle stesse Organizzazioni sindacali degli ambulanti, che dovrebbero combattere sia i professionisti della morosità che gli speculatori.
Visto che i “palazzi” tacciono, chiederò al Presidente della Commissione Consiliare Attività Produttive di convocare un’udienza conoscitiva in cui gli ambulanti fissi, gli spuntisti, i loro legali, i sindacati di categoria, l’Assessore ed i Dirigenti del Comune spieghino i “misteri” di questa situazione.

Serafino D’Onofrio