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LA CREMAZIONE IN CERTOSA FRA ASPETTATIVE DEI
CITTADINI E PROGETTI DEL COMUNE
A Firenze, nel bel cimitero di Trespiano, c’è un angolo con le tombe di
Gaetano Salvemini, Carlo e Nello Rosselli, Nello Traquandi, Ernesto Rossi e
Pietro Calmandrei.
Gaetano Salvemini, uno dei numi di questo cenacolo laico, prima di morire a
Sorrento nel 1956, era diventato amico di un sacerdote a cui sussurrò: “Se
vuol seguire il funerale, venga pure. Ma “vestito da uomo”.
Sono stati padri della Patria (ma alcuni di loro non l’hanno vista libera),
repubblicani, socialisti liberali, mai comunisti, dirigenti di Giustizia e
Libertà e del Partito d’Azione, antifascisti intransigenti e laici.
Ferocemente laici, senza tentennamenti e ripensamenti tardivi. Ci hanno
lasciato esempi di vite lontanissime dalla religione ma rispettose di chi è
credente.
E veniamo ai nostri giorni e ad un invito inopportuno rivolto alla Curia per
benedire un’area destinata alla dispersione delle ceneri nel cimitero della
Certosa. La gaffe forse è figlia della mania di far presenziare alle alte
cariche religiose ogni momento della vita civile. Ma è possibile che nella
nostra città, complice l’Amministrazione Comunale, non è più possibile avere
occasioni di vita laiche di tutta la comunità bolognese o di parte di essa?
L’assessore Paruolo è credente ma non deve imporre ai bolognesi laici la
presenza della Curia ad ogni costo e deve essere consapevole del fatto che,
dopo noi agnostici, gli islamici - con 20.000/30.000 persone - rappresentano
la seconda comunità religiosa della provincia.
Come ho fatto io ieri pomeriggio, avrebbe potuto verificare quale autorità
religiosa avrebbe gradito partecipare all’apertura del giardino delle ceneri.
Allora, i musulmani praticano un rito di inumazione complesso e non
condividono la cremazione del corpo. Forse è per questo che non sono stati
invitati a presenziare all’apertura del giardino?
I cattolici, invece, non osteggiano la cremazione ma ritengono che l’urna
debba continuare ad essere destinataria di preghiere e, quindi, sono contrari
alla dispersione delle ceneri in qualunque posto del Mondo. E, invece, il
Vescovo Ausiliare è stata invitato a benedire il giardino.
Quasi, quasi mi tocca essere d’accordo con lui, il cardinale Vecchi, che
(anche se ha dato una risposta troppo “tranchante” e poco rispettosa delle
aspirazione dei familiari dei defunti), ha confermato la nota contrarietà dei
cattolici. Ma vuoi vedere che la Curia si è risentita tanto perché era stata
invitata anche a benedire l’inaugurazione del Gender Bender? Qui può succedere
tutto!
Ieri in Certosa il cardinale Caffarra ha celebrato la Messa e avrei trovato
normalissima una contemporanea cerimonia laica di apertura del giardino delle
ceneri. Comunque,
Chiedo
Se la convenzione fino
al 2010 con la società Hera ( che ha sempre ribadito la non strategicità di
tali servizi), sarà riveduta dall’Amministrazione Comunale.
A che punto sono le
intese con il Comune di Ferrara per la creazione di un unico Polo Cimiteriale
e se tale soluzione si ritiene compatibile con i divieti fissati dall’art. 13
del Decreto Bersani della scorsa estate, che proibisce la creazione di Società
di questa natura.
Se in caso di Società
unica con il Comune di Ferrara i cittadini bolognesi rischieranno di pagare
una tariffa maggiore, visto che i costi di cremazione a Bologna ammontano a
260 euro mentre a Ferrara il servizio viene eseguito alla tariffa piena di 491
euro.
Se non sarebbe stato
preferibile rendere utilizzabile la nuova area dedicata alla dispersione delle
ceneri ( che l’assessorato presenterà fra pochissimi giorni) fin dalla
ricorrenza dei defunti e se tale rinvio sia in parte dovuto alla dichiarata
contrarietà della Curia bolognese alla benedizione del Parco, come dichiarato
da mons. Vecchi che lo ha definito una “americanata”
Cordiali saluti
Serafino D’Onofrio
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