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 Società Civile - Il Cantiere Gruppo Consiliare Comune di Bologna
 
 
     
  Domanda di attualità nel Consiglio Comunale del 2 novembre 2006  
     
     
 

 

LA CREMAZIONE IN CERTOSA FRA ASPETTATIVE DEI CITTADINI E PROGETTI DEL COMUNE

A Firenze, nel bel cimitero di Trespiano, c’è un angolo con le tombe di Gaetano Salvemini, Carlo e Nello Rosselli, Nello Traquandi, Ernesto Rossi e Pietro Calmandrei.

Gaetano Salvemini, uno dei numi di questo cenacolo laico, prima di morire a Sorrento nel 1956, era diventato amico di un sacerdote a cui sussurrò: “Se vuol seguire il funerale, venga pure. Ma “vestito da uomo”.

Sono stati padri della Patria (ma alcuni di loro non l’hanno vista libera), repubblicani, socialisti liberali, mai comunisti, dirigenti di Giustizia e Libertà e del Partito d’Azione, antifascisti intransigenti e laici. Ferocemente laici, senza tentennamenti e ripensamenti tardivi. Ci hanno lasciato esempi di vite lontanissime dalla religione ma rispettose di chi è credente.

E veniamo ai nostri giorni e ad un invito inopportuno rivolto alla Curia per benedire un’area destinata alla dispersione delle ceneri nel cimitero della Certosa. La gaffe forse è figlia della mania di far presenziare alle alte cariche religiose ogni momento della vita civile. Ma è possibile che nella nostra città, complice l’Amministrazione Comunale, non è più possibile avere occasioni di vita laiche di tutta la comunità bolognese o di parte di essa?

L’assessore Paruolo è credente ma non deve imporre ai bolognesi laici la presenza della Curia ad ogni costo e deve essere consapevole del fatto che, dopo noi agnostici, gli islamici - con 20.000/30.000 persone - rappresentano la seconda comunità religiosa della provincia.

Come ho fatto io ieri pomeriggio, avrebbe potuto verificare quale autorità religiosa avrebbe gradito partecipare all’apertura del giardino delle ceneri.

Allora, i musulmani praticano un rito di inumazione complesso e non condividono la cremazione del corpo. Forse è per questo che non sono stati invitati a presenziare all’apertura del giardino?

I cattolici, invece, non osteggiano la cremazione ma ritengono che l’urna debba continuare ad essere destinataria di preghiere e, quindi, sono contrari alla dispersione delle ceneri in qualunque posto del Mondo. E, invece, il Vescovo Ausiliare è stata invitato a benedire il giardino.

Quasi, quasi mi tocca essere d’accordo con lui, il cardinale Vecchi, che (anche se ha dato una risposta troppo “tranchante” e poco rispettosa delle aspirazione dei familiari dei defunti), ha confermato la nota contrarietà dei cattolici. Ma vuoi vedere che la Curia si è risentita tanto perché era stata invitata anche a benedire l’inaugurazione del Gender Bender? Qui può succedere tutto!

Ieri in Certosa il cardinale Caffarra ha celebrato la Messa e avrei trovato normalissima una contemporanea cerimonia laica di apertura del giardino delle ceneri. Comunque,

Chiedo

Se la convenzione fino al 2010 con la società Hera ( che ha sempre ribadito la non strategicità di tali servizi), sarà riveduta dall’Amministrazione Comunale.
A che punto sono le intese con il Comune di Ferrara per la creazione di un unico Polo Cimiteriale e se tale soluzione si ritiene compatibile con i divieti fissati dall’art. 13 del Decreto Bersani della scorsa estate, che proibisce la creazione di Società di questa natura.
Se in caso di Società unica con il Comune di Ferrara i cittadini bolognesi rischieranno di pagare una tariffa maggiore, visto che i costi di cremazione a Bologna ammontano a 260 euro mentre a Ferrara il servizio viene eseguito alla tariffa piena di 491 euro.
Se non sarebbe stato preferibile rendere utilizzabile la nuova area dedicata alla dispersione delle ceneri ( che l’assessorato presenterà fra pochissimi giorni) fin dalla ricorrenza dei defunti e se tale rinvio sia in parte dovuto alla dichiarata contrarietà della Curia bolognese alla benedizione del Parco, come dichiarato da mons. Vecchi che lo ha definito una “americanata”


Cordiali saluti
Serafino D’Onofrio
 



 



 
 
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