Intervento di inizio seduta nel Consiglio Comunale del 8 maggio2006
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Bologna, la bellezza senza noia - di Tahar Ben Jelloun - da Repubblica del 7 maggio 2006 (file pdf)
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ha rubato la bologna di ben jelloun
CHI HA RUBATO LA BOLOGNA DI BEN JELLOUN
Tahar Ben Jelloun è uno scrittore marocchino raffinato. Un uomo
equilibrato che cerca di dare dell’Islam e del rapporto con la società
occidentale un’immagine tollerante e appassionata. La stessa mitezza si rileva
nel lungo articolo apparso sulla Repubblica di ieri. Un articolo che racconta
Bologna, una città composta e accogliente, sensibile e ben amministrata. Una
città dove la bellezza non si annoia mai e sta lì senza arroganza e senza
rumore………………
Qualcuno ha rubato la Bologna che Ben Jelloun e tanti altri ricordano.
Dal Blog dei comitati antismog “aria In/condizionata) ho trascritto alcune
parziali testimonianze di quello che sono diventate alcune zone della città.
Prima testimonianza: Sabato scorso, nei panni di genitori tassisti,
abbiamo accompagnato la figlia quindicenne in discoteca. Verso le 22.30 ci
siamo ritrovati, io e mia moglie, in giro per il capoluogo con l'unico impegno
di far venire le due.Decidiamo per la zona universitaria. Pessima scelta: ci
ritroviano in via Zamboni e poi via Petroni ... ancora peggio di via del
Pratello: una concentrazione di locali, birrerie, take away, osterie e
conseguentemente di persone (clienti) in quantità esagerata.…………La
concentrazione pazzesca di locali notturni in due zone della città non ha
nulla di normale, anzi, ha un che di patologico. Il primo sintomo della
malattia sono i comportamenti fuori dalle regole della convivenza che le
istituzioni NON E' CHE PERMETTONO O TOLLERANO: secondo me le istituzioni
preposte SONO SOPRAFFATTE, SCONFITTE!!!………………………………………….
Seconda testimonianza: Questa mattina (6-4-06) pensavo di prendermi un
caffè e una bottiglia di vino in una nota drogheria di Via Petroni,
tranquillamente, tanto c'era stato il presidio della sinistra universitaria a
garantire almeno una serata e una nottate tranquille. Ho dovuto ascoltare
almeno tre resoconti tutti uguali su una terribile serata-nottata di rumore,
sporcizia, "violenza" verso i diritti collettivi. La sinistra universitaria ne
è consapevole? Si è creata una nebulosa dove non si capisce più quale siano la
città, la legge, i confini fra diritti e doveri. E' una regressione sociale e
culturale gravissima tanto più che l'impotenza istituzionale lascia spazi
sempre maggiori alla privatizzazione degli spazi…………….
Terza testimonianza: AIUTO! AIUTO! AIUTO!…………………Si fa un gran parlare
in questi giorni del rave che verrà, ma noi il rave in via Petroni lo viviamo
tutte le notti, quando veniamo colpiti nella nostra salute psichica e fisica,
nel nostro diritto all’igiene, alla tranquillità ed alla sicurezza, senza che
nessuno intervenga in nostro aiuto e difesa……………………………
Quarta testimonianza: sono le ore 0,20 di sabato 6 maggio, sto cercando
di rientrare a casa in auto, dopo una giornata di duro lavoro, ma ahimè per
girare l'angolo tra via Marsala e via Zamboni ci metto 20 minuti perchè via
Zamboni è assolutamente impraticabile. C'è un assurdo girone infernale fatto
di ragazzi, macchine, bottiglie, cani, pusher, clacson e non so che altro di
folle ci possa essere. la strada è tutto un tappeto di bottiglie, la piazza è
una bolgia dantesca, dove lo sballo si mescola al normale, il tutto nella più
assoluta indifferenza di chi dovrebbe "controllare" o limitare questo assurdo
casino. Diventa veramente difficile ragionare in termini di qualità urbana, di
socializzazione, di appartenenza alla città, di identità culturale da
preservare, con i " luoghi" trasformati in "non luoghi" da questi maledetti
birrifici, perchè altro non sono che questo, e tutto ciò va ad assoluto
discapito di chi la notte la tiene accesa con le osterie normali, le trattorie
normali………………………..
Quinta testimonianza: Venerdì notte è stato l'inferno anche al Pratello.
Due camion hanno sparato decibel che hanno fatto tremare le finestre di tutta
la strada fino alle 24,30...(i goliardi in Piazza S. Francesco) poi il baccano
è continuato perchè, finita la festa in piazza S. Francesco, la moltitudine
che invadeva la piazza si è riversata nel Pratello dove è rimasta fino
all'alba. E' mai possibile che vengano autorizzate dall'Amministrazione feste
simili in una zona già devastata dal fracasso tutte le notti??? Alcune
settimane fa, lo stesso Quartiere ha sponsorizzato una festa al Pratello
intitolata "Inzuppiamoci al Pratello, zuppa gratis a tutti". Potete immaginare
la folla che si è riversata in strada.......dalle 19 all'alba……………
Quelli che hanno scritto sul blog sono donne ed uomini di sinistra, persone
illuminate e socialmente attive, persone che impiegano più di un’ora della
loro giornata ad occuparsi del bene comune. Li conosco e li conosciamo tutti.
Non sono anonimi. Negli interventi di tutti si percepisce una stanchezza
infinita per cose dette e ridette, per incontri inutili con gli
amministratori, per provvedimenti inefficaci e per proclami di buon governo
che non hanno alcun senso comune rispetto alle concrete possibilità
dell’Amministrazione.
Venerdì sono passato anch’io da Piazza Verdi alle 20 e, di fianco al palco del
concerto della Sinistra Universitaria, andavano inutilmente a tutto volume
anche le casse con la musica del bar che ha preso il posto del “Cantunzein”.
La sera dopo, sabato a mezzanotte e quaranta sono passato da via del Pratello
e, nell’incrocio con via Pietralata – il famoso Crusel – (in uno spazio grande
come l’anticamera dei divani che c’è dal Sindaco) sostavano 350 / 400 persone.
Nessun violento, nessun ubriaco, niente malintenzionati, nessuno urlava; però
parlavano tutti…………………
E allora, perché sempre nelle stesse strade viene autorizzata l’apertura di
nuovi locali ?
Perché una nota baracchina di cocomeri vuol costruire un dehors in un giardino
pubblico e forse trasformarsi in un pub?
Ma, analogamente, perché sono stati realizzati (dalla Giunta precedente) in
metallo e cemento tanti dehors enormi, senza licenza edilizia ?
E fra un po’ vedremo perché un privato, per realizzare un campo da golf, deve
costruire anche un bel ristorante in mezzo ad una collina vincolata da anni.
Serafino D’Onofrio