Domanda di attualità nel Consiglio Comunale del 23 gennaio 2006
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pericolosa campagna razzista contro gli stranieri
UNA PERICOLOSA CAMPAGNA RAZZISTA CONTRO GLI STRANIERI
Segnali di un’allarmante ma diffusa intolleranza verso gli stranieri
serpeggiano nella nostra città.
Proprio mentre il Comune di Bologna, nel nuovo PSC, prevede idonei spazi per
la realizzazione di un luogo di culto islamico, per ospitare degnamente la
vasta comunità musulmana bolognese, si odono accenti che ripercorrono luoghi
comuni odiosi, che periodicamente riemergono.
Se per le recenti aggressioni ai danni di due donne, le forze dell’Ordine sono
già riuscite a fermare, prima che partisse la rituale tiritera contro gli
stranieri, un cittadino italiano, giovane, studente e di buona famiglia, in
altri casi le cose vanno in modo molto differente.
Piccoli casi che rendono
difficili la vita di singole persone o famiglie, che non sono noti, come
questo. In un’agenzia di viaggi molto nota della nostra città, alcuni mesi or
sono, un cittadino italiano di origini marocchine residente a Bazzano, non è
riuscito di partire su un volo A/R Milano/Marrakech organizzato da Alpitour,
nonostante avesse già pagato il biglietto con il bancomat e, nonostante avesse
esibito prima la carta di identità valida per l’espatrio e, a richiesta, il
passaporto italiano. Il cittadino italiano non è partito in aereo perché gli è
stato detto che, essendo nato in Marocco, non poteva acquistare il volo.
Assistiamo a clamorosi
casi di ignoranza ed inciviltà che offendono un’intera comunità religiosa e la
sua fede, come l’ignobile campagna pubblicitaria della Lega Nord. Manifesti ed
inserzioni radio che hanno invaso le città della nostra regione, mostrando una
folla di musulmani in preghiera, una miccia accesa e lo slogan “ISLAMIZZATI O
TERRORIZZATI !”. Un manifesto simile a quello degli anni ’40, che raffigurava
un soldato di colore nell’atto di violentare una donna italiana. Quell’appello
diceva “Difendila!”. I manifesti leghisti urlano: “Fermiamoli!”. Contro questa
provocatoria ed infamante campagna pre-elettorale la sezione bolognese dell’IADL
(Islamic Anti-Defamation League) ha promosso un’azione giudiziaria sulla quale
la magistratura bolognese sta per pronunciarsi. In particolare, è stata
chiesta la condanna di Umberto Bossi, del presidente federale Angelo
Alessandri e dei consiglieri regionali Gianluca Pini, Roberto Corradi, Mauro
Manfredini e dell’on. Massimo Polledri, committente della campagna murale.
L’associazione islamica ritiene che si tratti di una campagna finalizzata a
creare un clima di tensione sociale e a suscitare l’odio verso cittadini di
religione musulmana, violando le leggi che puniscono l’incitazione e la
diffusione dell’odio razziale e religioso e la discriminazione delle
minoranze.
Questi episodi, tutt’altro che isolati nel nostro Paese, devono spingere ad
una sdegnata condanna del razzismo e delle speculazioni politiche di chi
sostiene l’equivalenza fra cittadini, lavoratori islamici e terroristi.
Chiedo
Se l’amministrazione comunale intende promuovere una nuova civile campagna di
informazione nelle scuole, negli ospedali, negli uffici e nei luoghi aperti al
pubblico per riaffermare i principi democratici della tolleranza religiosa,
dell’accoglienza e dell’ospitalità nei confronti delle comunità straniere
spesso disagiate, invitando la stessa Curia bolognese e i centri di culto
delle altre confessioni a schierarsi in modo netto ed inequivocabile a favore
di una civile iniziativa di libertà.
Serafino D’Onofrio