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FINALMENTE E’ SORTA UNA COLLINA AL QUARTIERE NAVILE
E’ di alcuna giorni fa la grave denuncia dell’Associazione Esposti Amianto,
che ha individuato, in piena collina vicino alla struttura dove si esercita il
tiro al piattello, un’area verde utilizzata per lo “smaltimento abusivo di
detriti provenienti da attività edilizie e di cemento amianto”.
L’Associazione, nel denunciare il fenomeno, chiede che, a 15 anni dall’entrata
in vigore della normativa, si rilanci un censimento dei siti pericolosi.
E allora, veniamo al Quartiere Navile, in via Carracci di fronte ai civici n°
69, dove non vengono smaltiti abusivamente materiali nocivi, ma dove si è
materializzata, non per fenomeni vulcanici ma grazie ai lavori TAV della ditta
Astaldi, una collina di terreno inquinato.
Forse i bambini del quartiere, che hanno visto soltanto paesaggi di pianura,
stanno facendo grandi sogni su quello scenario lunare fatto di crateri
allagati e piccole montagne dai pendii scoscesi. Così, alcuni giorni fa, un
ferroviere in pensione che abita lì da sempre, mi chiedeva perché non fosse
possibile utilizzare un po’ di quel terreno per sistemare una vicina area
piena di buche dove, sia gli anziani che i bambini, incontrano non pochi
disagi.
Ho cercato di spiegargli che, per il decreto-Ronchi n° 22/97, quel terreno non
è utilizzabile per coltivare melanzane o per altri usi civili. La legge,
infatti, seleziona i terreni di scavo in tre categorie:
1. terreni utilizzabili per qualunque uso,
2. terreni nocivi da smaltire secondo rigide procedure,
3. terreni, come quello di via Carracci, che sono inquinati e, quindi,
utilizzabili soltanto per usi analoghi ai precedenti.
Le colline di via Carracci sono formate dal terreno della stazione di Bologna,
sul quale negli anni, sono circolati milioni di locomotori, carrozze, carri
merci, cisterne e carrelli. E’ terra mescolata ad olii, catrame, petrolio,
fibre di amianto (le famose pietrine verdi di cui non si parla più). Terra
inquinata accantonata lì da mesi, che, con il vento, entra nelle case vicine,
si deposita lungo la strada e viene inalata da qualunque persona transiti in
via Carracci o sia presente in stazione.
chiedo
che l’Amministrazione Comunale accerti:
1. se è stata verificata la natura nociva o soltanto inquinata del terreno
2. a quante tonnellate di materiale corrispondono le collinette;
3. se l’attuale dislocazione del terreno è conforme al disposto della legge in
materia di stoccaggio, anche temporaneo di materiali inquinati;
4. a quale sito ferroviario è destinato il terreno;
5. se è stato già predisposto un piano di trasporto e quali saranno i tempi,
gli itinerari obbligati, quanti i transiti di camion quotidiani, secondo le
prescrizioni di legge.
Serafino D’Onofrio
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