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Intervanto di inizio seduta nel Consiglio Comunale del 20 aprile 2006


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Rassegna Stampa

 

 

 

 

 

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RICORDIAMO MARIO TOMMASINI


Nei mesi scorsi, più di una volta con il colleghi dell’ALTRA SINISTRA, abbiamo parlato della incredibile esperienza politica e sociale di MARIO TOMMASINI. Avremmo voluto averlo con noi in un dibattito pubblico ma avevamo notizie che le sue condizioni di salute gli impedivano ormai qualunque sforzo. Oggi vogliamo ricordarlo per quello che è stato e per come lo ha brevemente ricordato sulla Gazzetta di Parma Vincenzo Tradati, uno dei compagni a lui più vicini.

Un grande "riformatore" che ha dato un contributo decisivo nel campo delle politiche socio-sanitarie e del welfare e più in generale per il riconoscimento dei nuovi diritti di libertà e di cittadinanza. Un uomo ed un amministratore che ha combattuto contro tutte le forme di emarginazione e di discriminazione , lottando per lo smantellamento di tutte le istituzioni totali. Dal manicomio alle classi speciali e differenziali, dai brefotrofi al carcere, agli ospizi e alle case di riposo. Contro tutti quegli strumenti e quell'armamentario che una vecchia cultura di classe, cioè delle classi dominanti, si era data per assicurarsi il controllo sociale. Mario Tommasini organizzò il convegno "Come liberarsi dalla necessità del carcere" e seppe sviluppare in concreto i modi alternativi di vivere la pena. La stessa rivoluzione nel campo della psichiatria avrebbe avuto altri e più parziali esiti se non ci fosse stato l'incontro fra l'intellettuale Basaglia e il politico Tommasini, se le loro esperienze non si fossero incontrate e intrecciate.

Il secondo aspetto da sottolineare è che Mario Tommasini che pur ha vissuto intensamente la stagione dei grandi partiti di massa e del PCI in specifico, è stato anche un politico che ha colto in anticipo la crisi dei partiti storici e più in generale della forma partito. In questo campo ha cercato di innovare e di percorrere nuove strade. Lo ha fatto prima contestando il Partito dall'interno, poi dagli anni 85-90 prendendo posizioni di "disobbedienza" che culminarono nella uscita dal partito e nella sperimentazione di nuove forme della politica. Fino alla esperienza della lista civica del 1998, la lista "Mario Tommasini" che poi ha preso la forma del gruppo "libera la libertà". Per questo ruolo di precursore ha pagato, anche sotto il profilo personale, prezzi molto alti.

Con il suo gruppo, agli inizi degli anni novanta, ha lanciato l'esperienza della legge di iniziativa popolare , come strumento di democrazia diretta, proprio nel campo delle politiche verso gli anziani.

Come tanti grandi personaggi, Mario Tommasini non è stato profeta in patria, è stato più apprezzato all'estero che da parte del nostro personale politico e amministrativo. Certo non gli sono mancati i riconoscimenti formali e gli attestati di stima, ma in realtà le sue scelte sono state osteggiate o non capite. I poteri forti, con cui doveva confrontarsi per realizzare i suoi progetti e le sue utopie, non lo hanno mai compreso, non lo hanno mai amato, lo hanno temuto e lo hanno blandito.

Serafino D’Onofrio