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ANCORA SANGUE NEI CANTIERI DELL’ALTA VELOCITA’
L’infortunio occorso ad un operaio nel cantiere dell’Alta Velocità in via
Carracci, purtroppo, non è né il primo né il più grave. Ma gli infortuni,
anche mortali, verificatisi nei Cantieri TAV finora, accadevano
sull’Appennino.
Venerdì mattina, nella stazione centrale di Bologna, un operaio siciliano di
63 anni, prossimo alla pensione, mentre scaricava un camion, è stato
schiacciato dall’automezzo che si è ribaltato. All’operaio è stata amputata
parte di un piede e l’infortunio avrebbe avuto conseguenze mortali se lo
stesso operaio non si fosse spostato durante il ribaltamento del mezzo. Il
Magistrato non ha ritenuto di sequestrare il cantiere di lavoro ma ha
interessato l’Ispettorato del lavoro per i controlli di sicurezza necessari.
Una recente trasmissione televisiva ha dato uno squarcio di qual è la vita dei
lavoratori in questi cantieri. Ogni fine settimana, dalla Campania, dalla
Basilicata e dalla Calabria, i treni notturni della domenica portano al Nord
centinaia e centinaia di operai, anche di età avanzata, che vedono nel lavoro
nei cantieri TAV l’unica possibilità di trovare un impiego disagiato,
scarsamente retribuito, pericoloso ma, almeno, continuativo. Una nuova
migrazione, iniziata alcuni anni fa, che produce precarietà nella vita di
tanti lavoratori e delle loro famiglie.
Le Commissioni Consiliari hanno incontrato i rappresentanti dell’Azienda USL,
dell’Ispettorato Provinciale del lavoro, dei Sindacati e delle Associazioni
imprenditoriali, rilevando che il grave fenomeno degli infortuni sul lavoro
denunciati è in aumento nel nostro territorio, mentre si presume che un simile
fenomeno non denunciato interessi i lavoratori, soprattutto immigrati, assunti
in nero nell’edilizia. Il rispetto dei tempi stretti di consegna dei lavori,
le gare al minimo ribasso e il ricorso al subappalto rendono difficile ogni
intervento preventivo di formazione ed informazione dei lavoratori.
Con i colleghi di UN’ALTRA SINISTRA IN COMUNE, Sconciaforni, Monteventi,
Panzacchi e Celli, chiederò un’udienza conoscitiva con i vertici della TAV,
dell’USL e dei Sindacati per verificare le condizioni generali di sicurezza ed
il fenomeno infortunistico nei cantieri dell’Alta Velocità.
Riteniamo necessario che il Consiglio Comunale di Bologna e la Giunta
approfondiscano, in una specifica seduta, i problemi della sicurezza sul
lavoro che interesseranno il nostro territorio, man mano che prenderanno il
via i cantieri delle opere commissionate dal comune di Bologna (tangenziale,
metrotranvia, nuova stazione).
Serafino D'Onofrio
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