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DOMANDA DI INIZIO SEDUTA - CONSIGLIO COMUNALE del 5 ottobre 2005


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Rassegna Stampa

 

 

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INTERVENTO INIZIO SEDUTA 5 OTTOBE 2005


EMERGENZA CONTINUA IN PIAZZA VERDI


Il prof. PAVARINI, di cui non ho condiviso alcune analisi e proposte nei mesi scorsi, ha reso ai giornali una dichiarazione drammatica, quasi una resa senza condizioni: svuotare Piazza Verdi e concentrare un po’ di attività giovanili in un’altra zona diversa da quella universitaria.

Voglio citare tre episodi, nell’ordine di gravità con cui si sono proposti in quella zona, negli ultimi giorni.


Una bella notte, un gruppo di ragazzi inizia a giocare con uno dei formaggioni (dissuasori antiparcheggio) che sono nei pressi del Palazzo della Provincia, facendolo rotolare per metà in Via Zamboni fin contro la saracinesca di una cartoleria, che non può aprire perché la serranda rimane danneggiata.


Un gestore di un bar tabaccheria in Via Castagnoli, mentre apre negozio, alle 6 del mattino, viene attirato dalle urla di un giovane inseguito da altri 3. Si infilano tutti nel locale, dove si scopre che è tutta una messinscena e i 4 tipi aggrediscono l’anziana madre dell’esercente e lo derubano di un giubbotto con tutto il denaro contante che ha.


Il caso gravissimo del tentato stupro in un locale notissimo, che non può e non vuole inibire l’ingresso ad alcuno, è l’ultimo di una serie di aggressioni, intimidazioni e violenze che i cittadini sopportano stoicamente e quotidianamente.

MA QUESTA NON è VITA!

Il livello di abuso e di sopruso in quella zona è inaccettabile e la presenza di bande di decine e decine di spacciatori è un fatto criminale endemica.
Le dichiarazioni del prof. Pavarini coincidono, infatti, con le richieste dei cittadini di controllare la zona, completamente abbandonata in tutte le ore del giorno. Se questa nuova impostazione passerà, sarà necessario decentrare eventi e occasioni d’intrattenimento dalla zona, che è l’esatto contrario di quello che l’Assessorato ha fatto finora.
Siamo contrari alla militarizzazione del territorio e crediamo che rivitalizzare un quartiere voglia anche dire moltiplicare le presenze variegate (commerciali, artigianali, spettacolari e culturali) ma se anche il prof. Pavarini dice che la concentrazione è ormai eccessiva, è necessario ripensare con i residenti, con i commercianti, con gli studenti, con l’Università (convitato di pietra) e con i responsabili dell’ordine pubblico un nuovo modello che cambi finalmente le cose in maniera duratura.


Serafino D’Onofrio