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 Società Civile - Il Cantiere Gruppo Consiliare Comune di Bologna
 
 
     
  Domanda d'attualità nel Consiglio Comunale del 12 dicembre 2005  
     
     
 



PERCHE’ ASSISTERE GLI ANZIANI BOLOGNESI AL RIBASSO ?

Le Organizzazioni sindacali unitarie e di base, con accenti diversi, sono in allarme per l’importante gara di appalto sui servizi di assistenza domiciliare agli anziani.
Il bando di gara predisposto presenta, infatti, alcune gravi formulazioni.

1 - E’ previsto un ribasso di fatto che, mette a rischio la qualità del servizio e contraddice la recente intesa del Comune con CGIL, CISL, UIL sugli appalti. La struttura del bando contiene, infatti, un pericoloso meccanismo che, pur partendo da virtuosi propositi, fa prevalere fatalmente il minor prezzo come elemento determinante nell’aggiudicazione della gara. Alcune simulazioni, predisposte da tecnici, evidenziano questa situazione che appare clamorosa fin dal primo caso.
Se 3 aziende concorrono presentando rispettivamente proposte di 17.59, 17.55 e 17.50 € orari, partendo dal prezzo di offerta oraria di 17.60 €, si arriva ad aggiudicare il servizio alla ditta che propone una prestazione oraria più bassa di soli 0.09 centesimi (circa 18 lire), riconoscendole ben 30 punti, indipendentemente dalla qualità dell’attività proposta.

2 - Inoltre, il bando di gara, all’art. 10, vieta di fatto il diritto di sciopero dei lavoratori delle cooperative che vinceranno l’appalto, considerando “essenziali” tutte le prestazioni di tipo A e B (corrispondenti al 90% degli interventi) effettuate quotidianamente. Tale scelta contraddice, però, l’Accordo sulle norme di garanzia per il funzionamento dei servizi pubblici essenziali sottoscritto il 18 gennaio 1996 dal Comune di Bologna e dalle Organizzazioni sindacali. In tale accordo, si specifica che, in caso di sciopero, devono essere garantite soltanto le seguenti prestazioni essenziali di tipo A:
cura ed igiene personale dell’anziano allettato;
procacciamento e/o somministrazione del pasto ad anziani non autosufficienti in assenza di un adeguato supporto da parte della famiglia o del volontariato.

Chiedo

1 - Perché nella predisposizione del bando non si è tenuto conto della Direttiva regionale 1851/1997 che definisce il metodo univoco sul territorio regionale per attribuire gli appalti alle cooperative sociali che gestiscono servizi alla persona ?
2 - Quali iniziative intenda adottare l’Amministrazione per modificare con urgenza questo bando che riguarda un delicatissimo servizio rivolto a 1.600 anziani e prestato da circa 300 lavoratori, soprattutto donne, a cui verrà negato un fondamentale diritto costituzionale.

Serafino D’Onofrio


 


 


 
 
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