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Comunicato Stampa del 22.04.05


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Rassegna Stampa

Anche Seribo - dal "Il Domani" del 23 aprile 2005

Il buono che avanza -  da "Il Resto del Carlino" del 23 aprile 2005 (file pdf)

Il buono che avanza - cibi buoni ma invenduti saranno destinati ai poveri - da "Il Domani" del 23 aprile 2005 (file pdf)

Operazione "buono che avanza" per sfamare trecento poveri - da "La Repubblica" ed Bo del 23 aprile 2005 (file pdf)

Alimentari, si allarga la lotta agli sprechi - da "l'Unità" del 23 aprile 2004 (file pdf)

 

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COMUNICATO STAMPA



UN OTTIMO MEZZO PROGETTO


Certamente positivo il progetto presentato questa mattina dalla Giunta, che ha coinvolto
la Caritas Diocesana, l’Università di Bologna e parte della grande Distribuzione in una iniziativa solidale ed educativa.

IL BUONO CHE AVANZA fa crescere un’ esperienza di collaborazione già attiva da tempo nella nostra città, un collaudato sistema che consente di trasformare, in cibo di qualità per gli indigenti, grandi quantitativi di prodotti alimentari, prima della scadenza.

I dati dello spreco alimentare a Bologna, però, riguardano soprattutto lo scempio quotidiano di cibo non utilizzato nei luoghi (scuole, ospedali, self service e mense aziendali) serviti dalle aziende della grande e media ristorazione.

Soltanto SERIBO, un’azienda di cui il Comune di Bologna ha la maggioranza del pacchetto azionario, fornisce ogni giorno 16.000 pasti nelle scuole. I genitori e gli insegnanti denunciano che, ogni giorno, finiscono nella spazzatura grandi quantitativi di pane, frutta, prodotto confezionati e cibi cotti.

Anche alcuni importanti Comuni (Torino, Venezia, Roma) e la Provincia di Firenze hanno da tempo intrapreso la strada dell’utilizzo di tali alimenti, in collaborazione con le locali Aziende pubbliche che forniscono i servizi di igiene ambientale.

Crediamo che l’Amministrazione Comunale debba iniziare, attraverso la società SERIBO spa (per poi allargarla ad altre aziende produttrici di pasti) una politica di recupero quotidiano degli alimenti, attraverso uno studio di fattibilità ed una pianta di tutti i punti in cui rimangono prodotti, anche cucinati, non utilizzati.

Pensiamo che il progetto presentato oggi, oltre alle reti di distribuzione commerciale, debba prevedere una rete fra tutte le Aziende produttrici che servono privati, mense e comunità, i consumatori, le organizzazioni di volontariato, la Consulta per l’esclusione sociale e le organizzazioni del Terzo Settore (cooperative sociali e ONLUS) che seguono a Bologna la povertà e l’esclusione sociale.

Siamo convinti che, nella nostra città, sia necessario individuare, oltre alle grandi sacche di emarginazione conosciute, tutti i luoghi in cui famiglie, anziani e cittadini stranieri stentano a nutrirsi ogni giorno.

Serafino D’Onofrio (Società Civile - Il Cantiere)

Roberto Panzacchi (Verdi per la pace)

Valerio Monteventi (Rifondazione Comunista)