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Un’Altra Sinistra in Comune

31 marzo 2006


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Rassegna Stampa

Sert senza spazio. Solo metadone e zero servizi - da "Il Domani" del 3 aprile 2006 (file pdf)

 

 

 

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NO AL BANCOMAT DEL METADONE
L’ALTRA SINISTRA CONTRO LE SCELTE DELLA DIREZIONE DELL’ASL,
A PARTIRE DAL SERT DEL SANT’ORSOLA

Questa mattina la commissione consiliare SANITA’ e POLITICHE SOCIALI del
Comune di Bologna ha effettuato un sopralluogo al SERT di via Massarenti
(struttura interna all’Ospedale S.Orsola), su richiesta dei consiglieri
dell’ALTRA SINISTRA che già avevano segnalato la gravissima situazione
nella quale versa questa struttura pubblica posta a lato dell’ingresso del
Pronto Soccorso.
La sede di questo servizio delicato, che si rivolge a pazienti in
particolare stato di disagio sociosanitario, si riduce ad una stanza di
nove metri quadri.
Questa situazione non consente un trattamento umanamente accettabile:
utenti e operatori sono costretti ad attività in condizioni di costrizione
e di disagio, laddove la relazione ha un ruolo fondamentale per la riuscita
dell’intervento.
I consiglieri comunali presenti hanno constatato di persona, concordando
sulla necessità di risolvere questa situazione.
L’assessore alla Salute del Comune Paruolo ha comunicato un’ipotesi della
dirigenza ASL in merito alla chiusura di questo ambulatorio e l’attivazione
sperimentale, in sostituzione, di più unità mobili atte alla distribuzione
del metadone.
Siamo contrari a questa proposta che riduce il servizio a una mera
distribuzione di Metadone, cancellando il complesso lavoro socio-sanitario
che sarebbe utile svolgere.
E inaccettabile la scelta della dirigenza Asl di pensare ad un progetto che
chiama di “sperimentazione “ senza immaginare il coinvolgimento degli
operatori e i funzionari di tali servizi, immaginando progetti deboli e
pericolosi che rischiano di essere più dannosi della attuale precarietà.
La costituzione di unità mobili sono utili ed efficaci per servizi di
approccio alle problematiche della tossicodipendenza, ma deboli nel
sostenere un servizio continuativo e composito anche a fronte del grande
numero di utenti che ha in carico il Sert , raddoppiato nel corso degli
ultimi anni.
Questo servizio scomodo fatica a trovare una degna collocazione. Deve
essere spostato perché in collisione con le attività del Pronto Soccorso.
Ma anche l’attività del Sert deve essere tenuta nella giusta
considerazione, non è accettabile l’intenzione di relegare ed emarginare
questo servizio sert (da troppe persone ritenuto “toppo scomodo”)
sottovalutando la sua importanza strategica socio-sanitaria.
Questo ultimo episodio rafforza un nostro convincimento che purtroppo si
sta avverando: assistiamo molto preoccupati al progressivo e rapido
ridimensionamento dell’offerta sanitaria alla città di Bologna.
La dirigenza Asl sta attuando una politica, definita di razionalizzazione
del sistema sanitario complessivo, ma che, in realtà, è una pesante
riduzione delle prestazioni sanitarie di base sul nostro territorio.
E questo avviene sotto gli occhi distratti dell’Amministrazione comunale
che accetta qualsiasi progetto senza tutelare i cittadini (soprattutto
quelli più deboli e più bisognosi) da questo smantellamento.
Dopo i poliambulatori (fra tanti ricordiamo quello del Pilastro), dopo il
ridimensionamento del reparto di Neurologia del Baellaria, ci accorgiamo
indignati che nuovi scenari vengono immaginati, non solo senza il
confronto coi cittadini e con gli utenti, ma anche senza il coinvolgimento
degli esperti e degli operatori dei settori di riferimento.

Con questo comunicato annunciamo la nostra intenzione di contrastare queste
scelte della Direzione Sanitaria dell’Asl, sia nelle assemblee elettive
(con prese di posizione e ordini del giorno) sia promuovendo forme di
mobilitazione insieme ai lavoratori dei servizi sanitari, le associazioni
degli utenti e dei cittadini.
Quello che sta avvenendo nelle politiche sanitarie dell’Asl città di
Bologna fa a pugni con quanto concordato nei programmi di mandato del
Comune e della Provincia di Bologna e della stessa Regione Emilia Romagna,
non staremo ad assistere dormienti a tutto questo.

Roberto Panzacchi (Verdi)
Valerio Monteventi (indipendente Prc)
Serafino D’Onofrio (Il Cantiere – La Società Civile)
Roberto Sconciaforni (Partito della Rifondazione Comunista)
Davide Celli (Verdi)