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home/documenti/Vincenzo Tradardi ricorda Mario Tommasini
La coralità del cordoglio, i riconoscimenti, gli attestati che vengono da tutte le parti sociali e politiche sono la dimostrazione della statura umana di Mario Tommasini e del segno che ha lasciato in questa città. Molto spesso in questi ultimi anni sognava di andare a vivere in altri paesi, in altri continenti; in realtà era profondamente legato alla sua città e ai suoi borghi. Tuttavia sarebbe un limite grave interpretare Tommasini solo in chiave di “parmigianità”. Di lui, parafrasando una vecchia canzone di lotta, si potrebbe dire che “sua patria è stato il mondo intero”, dovunque ci fosse una causa giusta per cui lottare, sempre dalla parte delle vittime , dei deboli, degli emarginati, dal Brasile dei “ragazzi di strada” alla Grecia dei matti reclusi nell’isola di Leros. Questa Ë stata la sua bussola morale che gli ha permesso di attraversare 60 anni di storia del nostro paese riuscendo sempre a innovare la sua azione e restando sempre coerente con se stesso. Ha dato un contributo fondamentale al rinnovamento delle politiche sociali e del Welfare, alle battaglie per l’emancipazione e per i diritti di cittadinanza, a cominciare ovviamente dalla psichiatria. Amava molto i giovani, a cui sapeva trasmettere speranza ed entusiasmo e da essi era ricambiato. Aveva intuito precocemente la crisi dei partiti di cui pur riconosceva il ruolo, e si è impegnato come pochi altri, pagando di persona, ad aprire strade nuove che restituissero valore alla partecipazione e all’impegno civile. Molte delle sue rivoluzioni sono rimaste incompiute, ma questo è il lascito prezioso per chi vorrà continuarne l’opera.
Vincenzo Tradardi
Parma 19 aprile 2006