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DISCIPLINA DEGLI ORARI DI APERTURA E CHIUSURA DELLE ATTIVITA' DI
SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO DI ALIMENTI E BEVANDE


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Oggetto: DISCIPLINA DEGLI ORARI DI APERTURA E CHIUSURA DELLE ATTIVITA' DI
SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO DI ALIMENTI E BEVANDE




IL SINDACO

Visto l'art. 50, comma 7, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
che assegna al Sindaco la competenza a coordinare e riorganizzare gli orari
dei pubblici esercizi;

Vista la Legge Regionale 26 luglio 2003, n. 14 recante "Disciplina
dell'esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande" ed
in particolare l'art. 16, che detta disposizioni in materia di orari di
apertura e di chiusura degli esercizi per la somministrazione al pubblico
di alimenti e bevande;

Richiamato il Regolamento di Polizia Urbana, approvato con deliberazione
consiliare 2 febbraio 2004, O.d.G. n. 2 ed in particolare l'articolo 16,
che assegna al Sindaco la determinazione ed eventuale modifica degli orari
dei pubblici esercizi, per la tutela dei cittadini contermini;

Visti gli articoli 24 e 25 del predetto Regolamento, contenenti norme
comuni ai pubblici esercizi ed agli esercizi artigianali e commerciali del
settore alimentare;

Ritenuto necessario, nelle more di approvazione degli strumenti della
programmazione di cui all'art. 4 della Legge Regionale n. 14/2003, che
assegna al Comune la competenza nell'adozione di criteri per la
programmazione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande
sulla base delle direttive generali approvate con Deliberazione della
Giunta Regionale 10 novembre 2004, n. 2209, definire gli orari dei pubblici
esercizi;

Sentite le organizzazioni del commercio, del turismo e dei servizi, le
associazioni dei consumatori e le organizzazioni sindacali più
rappresentative a livello provinciale;

Sentiti inoltre i Presidenti dei Consigli di Quartiere;

DISPONE

di stabilire la seguente disciplina degli orari di apertura e chiusura
delle attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande:

Art. 1
Ambito di applicazione

1. La disciplina in materia di orari di apertura e di chiusura si
applica a tutte le attività di somministrazione al pubblico di alimenti e
bevande, ad esclusione di quelle espressamente previste dall'art. 2 della
Legge Regionale 26 luglio 2003, n. 14, il cui esercizio avvenga entro i
limiti espressamente previsti dalle specifiche Leggi di settore.

2. E' altresì esclusa dall'applicazione della disciplina di cui al
comma 1 la somministrazione di alimenti e bevande esercitata nell'ambito
delle seguenti attività:
a) ospedali, case di cura, case per esercizi spirituali, asili
infantili, scuole di ogni ordine e grado, case di riposo, caserme,
stabilimenti delle forze dell'ordine, strutture di accoglienza per
immigrati o rifugiati ed esercizi similari, esercitate direttamente, nei
limiti dei loro compiti istituzionali e senza fini di lucro;
b) attività esercitate da mense aziendali;
c) attività svolte al domicilio del consumatore;
d) attività poste nelle aree di servizio delle autostrade e delle
strade extraurbane principali, all'interno degli aeroporti, delle stazioni
ferroviarie e dei mezzi di trasporto pubblico in genere;
e) attività di somministrazione esercitate sui mezzi di trasporto
pubblico;
f) altre attività di somministrazione il cui esercizio non sia
rivolto al pubblico ma ad una cerchia di persone predeterminata ed
individuabile.

Art. 2
Disposizioni di carattere generale

1. Gli orari di apertura e di chiusura sono scelti dall'esercente nel
rispetto del monte ore giornaliero minimo di apertura fissato in sei ore.


2. Ai sensi dell'art. 16, comma 2, della Legge Regionale 26 luglio
2003, n. 14, è fissata una fascia oraria di chiusura, dalle ore 03,00 alle
ore 05,00, nella quale ogni esercizio di somministrazione di alimenti e
bevande è tenuto ad osservare la totale chiusura. L'orario di apertura può
essere anticipato alle ore 04,00 purchè l'orario di chiusura sia fissato
entro le ore 24,00.
3. L'orario di chiusura degli esercizi di somministrazione di
alimenti e bevande può essere modificato, con motivato provvedimento, a
tutela dei cittadini contermini.

4. Ai titolari delle attività soggette alla presente disciplina, è
fatto obbligo, ai fini della vigilanza, di comunicare per iscritto allo
Sportello del Cittadino del Quartiere competente per territorio, almeno
quindici giorni prima della decorrenza, l'orario giornaliero prescelto ed
inoltre di renderlo noto al pubblico, anche durante il periodo di chiusura
dell'esercizio, mediante cartello vidimato nella parte esposta e
chiaramente visibile dall'esterno.

5. Nel caso in cui, nel corso dell'anno solare, si intendano
effettuare orari diversificati in relazione alla stagionalità o ad altri
fattori, può essere effettuata un'unica comunicazione, con le modalità di
cui al comma 4, indicando orari e relativi periodi di effettuazione.

6. Nel caso di attività miste, quali le attività di somministrazione
svolte congiuntamente ad attività commerciali, l'obbligo di informazione di
cui al precedente comma 4 è assolto mediante esposizione di un unico
cartello orari, sempreché l'orario prescelto sia compatibile con le
rispettive norme di riferimento in materia, vidimato nella parte esposta e
chiaramente visibile dall'esterno.

7. L'orario può essere modificato previa effettuazione della
comunicazione di cui al comma 4 del presente articolo.

8. E' obbligatorio osservare l'orario esposto nell'apposito cartello.

9. Gli esercizi di cui all'art. 4, comma 5, lett. a) e c) della Legge
Regionale 26 luglio 2003, n. 14, possono effettuare la somministrazione
unicamente se connessa alle attività cui sono funzionalmente e
logisticamente collegati.

10. Dalle ore 24,00 deve essere sospesa la somministrazione di alimenti e
bevande negli spazi esterni di pertinenza ed entro le ore 01,00 deve
cessare l'utilizzo dell'area occupata dai dehors, fatti salvi eventuali
accordi da sottoscrivere nell'ambito di piani o programmi predisposti
dall'Amministrazione comunale ai sensi della vigente normativa.

11. Dalle ore 02,30 deve essere sospesa l'attività di somministrazione di
alcolici all'interno dei locali.

Art. 3
Giornate di chiusura

1. E' data facoltà di osservare, nel corso della settimana, una o più
giornate di chiusura da indicarsi contestualmente e con le stesse modalità
inerenti la comunicazione degli orari di apertura e di chiusura
dell'attività.

2. Qualora, per motivi eccezionali, l'esercente intenda effettuare la
chiusura temporanea dell'esercizio per periodi diversi da quelli indicati
al comma 1, dovrà renderlo noto al pubblico con apposito cartello visibile
anche ad esercizio chiuso.

3. Per periodi di chiusura temporanea dell'attività superiori a
trenta giorni consecutivi, l'esercente ha l'obbligo di darne preventiva
comunicazione per iscritto allo Sportello del Cittadino del Quartiere
competente per territorio. Resta fermo il rispetto di quanto previsto
all'art. 15, comma 1, lettera a) della Legge Regionale 26 luglio 2003, n.
14.


Art. 4
Vendita per asporto e attività miste

1. Ai fini dell'attività di vendita per asporto effettuata ai sensi
dell'art. 7, comma 3, della Legge Regionale 26 luglio 2003, n. 14, sono
osservati gli stessi orari previsti per l'attività di somministrazione.

2. Qualora sia consentita, negli stessi locali, l'attività
commerciale di vendita al minuto, essa deve svolgersi secondo le norme,
incluse quelle riferite agli orari, di cui al Decreto Legislativo 31 marzo
1998, n. 114.
3. Nella fattispecie di cui al comma 2, gli orari di apertura
dell'attività commerciale devono essere indicati in apposito, distinto,
cartello orari.

Art. 5
Funzionamento degli apparecchi da gioco e sonori

1. Durante l'orario di apertura dei pubblici esercizi è consentito
l'uso degli apparecchi da gioco (video-giochi, biliardini, flipper) e di
quelli per la diffusione sonora e di immagini (televisione, video, radio,
mangianastri, juke-box) a condizione che gli apparecchi funzionino con
tonalità moderate tali da non arrecare disturbo alla quiete pubblica ed in
ogni caso nel rispetto delle disposizioni sui limiti massimi di esposizione
al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, nonché di ogni
altra disposizione di legge o di regolamento vigenti, in quanto
applicabili.

Art. 6
Disposizioni particolari

1. Dal 20 dicembre 2005 al 6 gennaio 2006 è consentita ai pubblici
esercizi di somministrazione di alimenti e bevande l'apertura con orario
continuato 24 ore su 24.

Art. 7
Disposizioni finali e abrogazioni

1. La presente Ordinanza entra in vigore il quindicesimo giorno dalla
data di pubblicazione.

2. A far data dall'entrata in vigore dell'ordinanza i titolari delle
attività soggette alla presente disciplina devono comunicare per iscritto
allo Sportello del Cittadino del Quartiere territorialmente competente per
territorio e rendere noto al pubblico l'orario giornaliero prescelto
mediante cartello chiaramente visibile dall'esterno dell'esercizio, anche
durante il periodo di chiusura. La vidimazione di cui al precedente art. 2
è consentita entro il mese di aprile 2005.


3. Dalla data di entrata in vigore della presente Ordinanza è
abrogata l'Ordinanza P.G. n. 132003/2002. Le deroghe agli orari di chiusura
concesse cessano di avere efficacia alla data di entrata in vigore della
presente Ordinanza.

Art. 8
Sanzioni

1. Le violazioni alla presente Ordinanza sono punite:
a) con la revoca dell'autorizzazione, nelle ipotesi previste
dall'art. 15, comma 3, lett. c) della Legge Regionale 26 luglio 2003, n.
14, ovvero nel caso in cui l'esercente non rispetti gli orari prescelti e
le indicazioni operative decise dal Comune, nonché in caso di violazione
delle prescrizioni dettate in sede autorizzativa per motivi di pubblico
interesse;
b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154,00 a euro
1032,00, ai sensi dell'art.19 della Legge Regionale 26 luglio 2003, n. 14,
con le modalità e procedure di cui all'art. 17-bis, comma 3, del Testo
Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con Regio Decreto 18
giugno 1931, n. 773 e successive modifiche ed integrazioni;

c) con la riduzione della fascia oraria di apertura qualora,
nell'arco di un semestre, vengano contestate allo stesso esercente due
violazioni della presente ordinanza e comunque della vigente normativa in
materia di orari.


Dalla Residenza municipale, lì


                                                     p. Il Sindaco

L'Assessore Delegato

              Silvana Mura




Ai sensi dell'art. 21 della Legge 6 dicembre 1971, n. 1034 è ammesso
ricorso avverso la presente ordinanza, nel termine di 60 giorni dalla
notificazione, al Tribunale Amministrativo della Regione Emilia Romagna
oppure, in via alternativa, ricorso straordinario al Presidente della
Repubblica, entro il termine di 120 giorni dalla notifica del provvedimento
medesimo, ai sensi dell'art. 9 del D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199.

Bologna, 23/03/2005                                                Silvana Mura