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Ecco il manifesto "Cin Cin" promosso da alcuni cittadini bolognesi <segue>

 

home/Il documento di adesione dell'Associazione Nuovamente al manifesto "Cin Cin"

 

Nuovamente e «Cin cin»

Nuovamente ha scelto di sostenere il manifesto «Cin cin» per una ragione molto semplice: sul tema dei tempi e degli spazi della città si gioca il futuro di Bologna. «Bisogna decidersi», recita il manifesto. Bisogna decidersi su quale profilo la nostra città vuole fare proprio, se quello di paesone chiuso in se stesso o quello di città europea a tutti gli effetti, con le sfide e rischi che questo comporta.

Naturalmente noi siamo per questa seconda opzione: l’apertura al mondo, la ricerca di nuove forme della politica, il principio dell’inclusione, la cittadinanza attiva e la partecipazione fanno parte della nostra storia e dei nostri obiettivi. E dunque non potrebbe essere altrimenti.

Questo non significa schivare i problemi o fingere che non esistono. Significa solo sforzarsi di affrontarli nel modo giusto, senza paure, senza sensi di inferiorità. Pensiamo che il governo della complessità urbana richieda equilibrio e capacità d’intervento, il momento della riflessione e quello della decisione. L’abbiamo già scritto nel testo che abbiamo chiamato «Una città del desiderio o una città del quieto vivere»: Bologna non può essere ridotta a un aggregato di produttori-consumatori, non può essere stretta in tempi di vita che non le appartengono, pena la rinuncia al suo ruolo europeo di città di sperimentazione e di inclusione.

Questo deve saper fare il governo della città: saper ascoltare e saper capire tutti, e non soltanto una parte dei cittadini; sapere sensibilizzare, responsabilizzare, costruire percorsi largamente condivisi prima di mettere mano alla facile soluzione repressiva; in altri termini, ricorrere ai mediatori sociali prima che alla polizia municipale. Questa è buona amministrazione, questo è saper guardare al futuro. In Italia, in Europa, altre amministrazioni hanno saputo farlo, con risultati eccellenti. Perché dovremmo rinunciare noi?

Elaborare soluzioni amministrative che siano in grado di rispondere alle esigenze di tutti, degli operatori culturali come degli esercenti, degli studenti come di tutti quei professionisti che nel fare rete e nell’incontrarsi trovano l’ossigeno necessario allo sviluppo collettivo. Non si pensa la città come un semplice, grande condominio: in tutti i condomìni infatti c’è sempre chi sta chiuso ai piani alti e chi è costretto al seminterrato. La città, per noi, non è un condominio, ma un organismo vivente che si nutre di comunicazione, di rapporti, di energie sempre vive; in una parola, di desiderio. Nel rispetto di tutti. Per queste ragioni l’invito che vi facciamo è quello di sottoscrivere e sostenere, inviandoci un e-mail, la campagna «Cin cin».