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gruppo cantiere/rassegna stampa/L'altra sinistra blinda il Professore
L'altra sinistra blinda il Professore e prepara
la lista
L'ideologo è Asor Rosa, il leader ombra Bertinotti, che avverte: "Romano, se
vinci non buttarti a destra"
RIUNIFICAZIONI
di MARIO AJELLO
ROMA - Un girotondo? No Un post-girotondo? Sì. Dunque, Nanni Moretti c'è o non
c'è. Sul palco c'è l'ottimo scrittore Stefano Benni, il quale tempo fa vergò
questa poesia: "Moretti? A chi alludete/A Nanni o a Marino?/Se la faccenda è
oscura/accendete un cerino". Il cerino, in questo dopo girotondo alla Fiera di
i Roma, lo accende la sinistra radicale. Ma non per bruciare l'Ulivo (o Gad o
come si chiama). Piuttosto per illuminarlo, con qualche idea in vista della
scrittura del programma e poi della sfida contro Berlusconi.
Qui ci sono i gruppi, i partiti, i giornali, le associazioni, i sindacalisti,
gli intellettuali come Alberto Asor Rosa, i politici come Bertinotti, Cossutta,
Diliberto, Pccoraro, Cento, Occhelto e insomma tutto un mondo divisissimo ma
che si vorrebbe unire. Dando un aiutino a Prodi da sinistra. Contrastando la
"deriva moderata" dei Ds. E superando - come dice Bertinotti - "lo
spontaneismo dei movimenti", per dare vita ad una "grande forza unitaria". Non
proprio un partito, ma quasi. Per ora, una Camera di consultazione permanente
(cosi la chiamano) poi una sorta di Fed non arancione ne rosé e, infine, un
su-perlistone che si presenterà alle elezioni del 2006 e crede di prendere
oltre il 15 per cento dei voti.
Asor Rosa dice che "l'essere viene prima del pensare". Che "noi siamo
riformatori in senso protestante e non riformisti" (in senso fassinista e
dalemiano). Che "bisogna fare una Cosa nuova" (la Cosa 7, la Cosa 11, la Cosa
24?) o comunque "avviare un organismo non burocratico ma processuale che si
autotrasfornia man mano che si autoverifica". Ora, si sta verificando o
autoverificando che Diliberto vorrebbe essere il "lider maximo" di questa
creatura, ma lo vorrebbe essere anche Bertinotti.
Il quale ha molte più chances dell'ex compagno di partito. Paolo Cento
sostiene che il Superilistone. con l'aggiunta dei cattolici no-glohai e
pacifisti, potrà arrivare anche al 20 per cento dei voti. Occhetto assicura
che "questa nostra arca politica non è animata da radicalismo primitivo e
scomposto". E tutti insieme si proclamano i prodiani più prodia-ni in
circolazione (il Professore infatti ha invialo loro un messaggio molto
amichevole) e sono l'incarnazione del prodismo rosso scuro, del prodismo
anticapitalista, del prodismo marxista o marxiano o alla Rosa Luxemburg (la
quale aveva "uno sguardo penetrante", ricorda Bertinotti) del prodismo
anti-Maastncht e del prodismo che ama molte cose che Prodi detesta. "Ma
anzitutto - avverte Bertinotti - bisogna cacciare Berlusconi. E poi, se si
vince, non bisogna dimenticare le ragioni per cui si e vinto". Ossia, va
impedito che il prodismo si butti a destra. Come fu nel 1998. Quando
Rifondazione sfrattò il Professore. Il quale - cosi ha promesso alla vigilia
di questa assemblea - da lontano segue con attenzione i discorsi pronunciati
in questa sala. E magari con la speranza che la storia non si ripeta. Ora, sul
palco, Diliberto dice, poeticamente, che bisogna navigare in un mare più
grande. E se non ora, quando?". Poi tocca al prolessor Paul Ginsborg, uno dei
girontondisti che non si perde il dopo Girotondo. E comincia a cantare al
microtono, in inglese, la "stupida canzoncina del duca di York". Poi ne spiega
il significato: "Il Duca di York aveva 10 mila uomini. Se li porta sulla vetta
della collina e, una volta lassù, li fa scendere". Morale: la sinistra non
faccia come lui. Se arriva in cima al potere, ci resti. La sala sorride. E
chissà se Prodi già comincia a preoccuparsi.