Società Civile Di Pietro Occhetto - Logo Gruppo Consiliare Comune di Bologna Titolo Il Cantiere Titolo
     
  scelta del carattere A A A
 

 

 

Articolo apparso su "Il Manifesto" del 16 gennaio 2005

gruppo cantiere/rassegna stampa/Unire la Sinistra? il nodo segreto dell'assemblea

 

Unire la Sinistra? il nodo segreto dell'assemblea

ANDREA COLOMBO
ROMA
Lo spettro che si aggira per i] teatro della Fiera di Roma esiste e ha un nome, anche se nessuno osa citarlo apertamente. E' l'ombra di quella formazione unica della sinistra radicale poco importa come la si voglia chiamare, partito o altro, sulla quale punta una parte dell'ala radicale della Gad e che è invece contrastata decisamente da un'altra parte della medesima sinistra. Pietro Ingrao, il grande vecchio della sinistra italiana, lascia l'assemblea organizzata dal manifesto senza una parola ma con espressione contrariata. Ci vuole poco a concludere che avrebbe preferito prendere il toro per le corna e affrontare di petto il non detto che serpeggia nei i principali interventi dal palco: che fare della forza elettorale sulla quale possono contare partiti della sinistra radicale?
La proposta lanciata da Alberto Asor Rosa nel suo intervento cerca un punto di mediazione tra chi punterebbe su un immediato legame organizzativo forte e chi invece considera controproducente questa opzione. Chiede di dar vita a una "camera di consultazione permanente": qualcosa in meno rispetto a una sorta di contenitore unico ma qualcosa in più rispetto alla disgregazione attuale. "Non pensiamo a una Fed di sinistra o a un partito - specifica - ma a qualcosa che resti aperto sia rispetto alla società civile che a quella politica. Un organismo plurimo e bifronte".
Proprio questa caratteristica bifronte rimane però esposta a interpretazio-ni contrastanti. Solo Giorgio Crema-schi, del Prc, boccerà l'ipotesi dicendo chiaramente che la camera di consultazione c'è già, ed è rappresentata appunto da assemblee come quella di ieri. Tutti gli altri accoglieranno invece la proposta di Asor, fornendone però interpretazioni diverse se non opposte.
Rossana Rossanda, ad esempio, afferma chiaramente che "bisogna ristabilire un discorso comune che si leghi alla Gad di Prodi, ma senza creare ne liste ne un partito". 11 punto d'incontro, a suo avviso, deve essere "uno spazio apereto e libero dai partiti, dove ascoltarci e consultarci". Pigia sul freno a tavoletta anche Fausto Bertinotti. "Non è in discussione - spiega ai margini dell'assemblea - la ricomposizione di nuovi partiti, ma il mettere insieme, cosi come sono, tutti quelli che sono a sinistra". Dal palco accoglierà poco dopo la proposta di Asor Rosa, mediandola però con quella del compagno di partito Cremaschi: d'accordo con la camera di consultazione, che tuttavia dovrebbe impegnarsi a convocare ogni due mesi un'assemblea plenaria sul modello di quella svoltasi ieri, per fare il punto sulla situazione.
Il più esplicito nel bocciare le suggestioni unitarie, ma anche il più attento a motivare il suo no, è il presidente verde Pecoraro. "Non serve parlare di contenitori e di geometrie federative ma di contenuti e di programmi. Ne bisogna contrapporre i 'listini' ai 'listoni'", afferma. Poi motiva l'affermazione con un ragionamento più complesso. In sé, dice, l'ala sinistra della coalizione conta il 13/14% dei consensi. Ma sui singoli punti del programma, come la pace o la lotta contro la privatizzazio-ne delle risorse idriche, i consensi vanno molto oltre, rappresentano probabilmente la maggioranza assoluta e anche di più. Il problema non è dunque unificare quel 13/14%, bensì fare massa e coordinarsi in modo da determinare maggioritariamente gli orientamenti dell'intera coalizione.
Puntano invece ad accelerare la spinta unitaria il leader del Pdci Diliberto e Cesare Salvi, dei Ds. "E' tempo di mettere fine a divisioni sciocche. Se non ora quando?", asserisce il primo e aggiunge che questo si aspettano gli elettori. "I contenuti - prosegue rispondendo a Bertinotti e Pecoraro -non si traducono in politica senza i contenitori". Anche più chiaro Salvi: "Non so quante sinistre ci siano, ma penso che il problema della dispersione a sinistra vada affrontato. E in prospettiva bisogna lavorare per una grande forza di ispirazione socialista".
E' una prospettiva per il momento assai lontana: su questo punto, il segnale lanciato dall'assemblea di ieri è stato netto. Ma nulla vieta di muoversi in modo che la sinergia tra forze diverse finisca per ottenere un risultato unitario. Anche questo è un segnale chiaro dall'assemblea di ieri