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Unire la Sinistra? il nodo segreto
dell'assemblea
ANDREA COLOMBO
ROMA
Lo spettro che si aggira per i] teatro della Fiera di Roma esiste e ha un
nome, anche se nessuno osa citarlo apertamente. E' l'ombra di quella
formazione unica della sinistra radicale poco importa come la si voglia
chiamare, partito o altro, sulla quale punta una parte dell'ala radicale della
Gad e che è invece contrastata decisamente da un'altra parte della medesima
sinistra. Pietro Ingrao, il grande vecchio della sinistra italiana, lascia
l'assemblea organizzata dal manifesto senza una parola ma con espressione
contrariata. Ci vuole poco a concludere che avrebbe preferito prendere il toro
per le corna e affrontare di petto il non detto che serpeggia nei i principali
interventi dal palco: che fare della forza elettorale sulla quale possono
contare partiti della sinistra radicale?
La proposta lanciata da Alberto Asor Rosa nel suo intervento cerca un punto di
mediazione tra chi punterebbe su un immediato legame organizzativo forte e chi
invece considera controproducente questa opzione. Chiede di dar vita a una
"camera di consultazione permanente": qualcosa in meno rispetto a una sorta di
contenitore unico ma qualcosa in più rispetto alla disgregazione attuale. "Non
pensiamo a una Fed di sinistra o a un partito - specifica - ma a qualcosa che
resti aperto sia rispetto alla società civile che a quella politica. Un
organismo plurimo e bifronte".
Proprio questa caratteristica bifronte rimane però esposta a interpretazio-ni
contrastanti. Solo Giorgio Crema-schi, del Prc, boccerà l'ipotesi dicendo
chiaramente che la camera di consultazione c'è già, ed è rappresentata appunto
da assemblee come quella di ieri. Tutti gli altri accoglieranno invece la
proposta di Asor, fornendone però interpretazioni diverse se non opposte.
Rossana Rossanda, ad esempio, afferma chiaramente che "bisogna ristabilire un
discorso comune che si leghi alla Gad di Prodi, ma senza creare ne liste ne un
partito". 11 punto d'incontro, a suo avviso, deve essere "uno spazio apereto e
libero dai partiti, dove ascoltarci e consultarci". Pigia sul freno a
tavoletta anche Fausto Bertinotti. "Non è in discussione - spiega ai margini
dell'assemblea - la ricomposizione di nuovi partiti, ma il mettere insieme,
cosi come sono, tutti quelli che sono a sinistra". Dal palco accoglierà poco
dopo la proposta di Asor Rosa, mediandola però con quella del compagno di
partito Cremaschi: d'accordo con la camera di consultazione, che tuttavia
dovrebbe impegnarsi a convocare ogni due mesi un'assemblea plenaria sul
modello di quella svoltasi ieri, per fare il punto sulla situazione.
Il più esplicito nel bocciare le suggestioni unitarie, ma anche il più attento
a motivare il suo no, è il presidente verde Pecoraro. "Non serve parlare di
contenitori e di geometrie federative ma di contenuti e di programmi. Ne
bisogna contrapporre i 'listini' ai 'listoni'", afferma. Poi motiva
l'affermazione con un ragionamento più complesso. In sé, dice, l'ala sinistra
della coalizione conta il 13/14% dei consensi. Ma sui singoli punti del
programma, come la pace o la lotta contro la privatizzazio-ne delle risorse
idriche, i consensi vanno molto oltre, rappresentano probabilmente la
maggioranza assoluta e anche di più. Il problema non è dunque unificare quel
13/14%, bensì fare massa e coordinarsi in modo da determinare
maggioritariamente gli orientamenti dell'intera coalizione.
Puntano invece ad accelerare la spinta unitaria il leader del Pdci Diliberto e
Cesare Salvi, dei Ds. "E' tempo di mettere fine a divisioni sciocche. Se non
ora quando?", asserisce il primo e aggiunge che questo si aspettano gli
elettori. "I contenuti - prosegue rispondendo a Bertinotti e Pecoraro -non si
traducono in politica senza i contenitori". Anche più chiaro Salvi: "Non so
quante sinistre ci siano, ma penso che il problema della dispersione a
sinistra vada affrontato. E in prospettiva bisogna lavorare per una grande
forza di ispirazione socialista".
E' una prospettiva per il momento assai lontana: su questo punto, il segnale
lanciato dall'assemblea di ieri è stato netto. Ma nulla vieta di muoversi in
modo che la sinergia tra forze diverse finisca per ottenere un risultato
unitario. Anche questo è un segnale chiaro dall'assemblea di ieri