Articolo apparso su "Il Manifesto" del 22 dicembre 2004
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gruppo del cantiere/rassegna stampa/Prigionieri del centro che non c'è
Prigionieri del centro che non c'è
di Giulietto Chiesa
(pubblicato sul Manifesto del 22.12.2004)
Paolo Mieli più Gianni Riotta più Pigi Battista al Corriere. Costanzo che si
candida hyphen, per la presidenza Rai. Lucia Annunziata in pectore per
L'Unità. La Repubblica - che, per leggerla senza tristezza, bisogna aspettare
Eugenio Scalfari la domenica - è diventato un giornale che crede alle armi di
distruzione di massa (in Iraq) e, quando Berlusconi demolisce il potere
giudiziario, titola così: " è passata la riforma".
Questo è il quadro informativo che ci attende nel caso (sempre meno sicuro)
che il centro-sinistra sostituisca Berlusconi alla guida del paese. Questo è
comunque il quadro informativocerchiobottista che i moderati (sempre più
moderati) del centro sinistra stanno componendo per condurci al grande scontro
finale. Che è davvero un grande scontro finale, ma che loro considerano un
episodio, da gestire mediante il "bipolarismo mite", di una normale alternanza
di potere, senza rendersi conto che quegli altri non hanno alcuna intenzione
di rispettarla, l'alternanza, e andranno giù a colpi di maglio televisivo,
violando tutte le regole, come del resto stanno già facendo.
Insomma - come scrive Cordero -"oppositori morbidi", che "accreditano
l'avversario", facendocelo passare come "normale", o addirittura
"interlocutore possibile". Non hanno compreso che questo è ormai il tempo del
ferro e del fioco e, per questo, D'Alema docet, vanno a un centro inesistente.
Il pendant informativo-comunicativo è appunto l'inciucio con tutti i peggiori
"centristi" dell'informazione manipolata: con il massimo responsabile della
degenerazione informativa di questi ultimi due decenni e oltre, cioè Costanzo;
con i cantori delle guerre giuste (cito Franco Cardini) Annunziata, Riotta e
Pigi Battista; con l'inventore autentico del mielismo revisionista storico,
alleato naturale di Platinette con la barba (cito Marco Travaglio), e compagno
di merende di Rossella 2000, approdato al Tg5. Ecco la squadra che dovrebbe
accompagnarci al dopo Berlusconi! Ve lo figurate il risultato? Ma questo -
bisogna esserne consapevoli - è anche il quadro (invero desolante) dei settori
più progressisti della società italiana.
L'opposizione politica a Berlusconi è quella miseria che sappiamo, ma quella
imprenditoriale non è più saggia e lungimirante. Chi potrà mai spiegare loro
che it's the crisis, stupid? Che questo paese, come il resto del mondo, non si
può salvare con la "cultura Ferrari"? E che è giunto anche per loro il momento
del nuovo modo di produrre (sostenibile) e di consumare (meno e diverso)? Chi
spiegherà loro la differenza esistente tra inciucio cerchiobottista
manipolatorio e una grande riforma intellettuale e morale di questo paese? Chi
spiegherà loro che devono studiare molto più attentamente Silvio Berlusconi, e
dargli retta quando rivela che "tutto avviene in televisione"?